Dijsselbloem sbaglia: dopo Juncker, anche Francia e Germania respingono le critiche espresse dal presidente dell’Eurogruppo sulla flessibilita’, ricordando che e’ prevista dal Patto di Stabilita’. “Sarebbe una cosa saggia – aveva detto Dijsselbloem – se la Commissione Ue facesse un po’ piu’ di attenzione alla sua credibilita’: e’ severa con i piccoli paesi e non lo e’ con i grandi”. Per Patrizia Toia, capodelegazione Pd al Parlamento Europeo, Dijsselbloem “e’ rimasto l’unico a credere che il rigore dei conti e l’ossessivo rispetto dei parametri siano la giusta ricetta”. Per i socialisti francesi, la flessibilita’ serve. 
Un tema, quello della Flessibilita’, su cui e’ intervenuto pure il ministro dell’economia Per Carlo Padoan, il quale, con una battuta, ha invitato ad andare oltre iniziando “a parlare di produttivita’”. Anche perche’ “la crescita c’e'” e mentre “l’Europa decelera, l’Italia accelera”. Padoan ha poi invitato la Germania a condividere i rischi dell’unione economica e monetaria, altrimenti “con euro perdiamo tempo”.
“Mi piacerebbe che si smettesse di parlare di flessibilita’ e si iniziasse a parlare di produttivita’”, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan al Festival dell’Economia di Trento. “Vogliamo ridurre il gap – ha continuato – tra le poche imprese avanzate che esportano e le troppe imprese meno avanzate facilitando la crescita dimensionale attraverso riforme sulla governance.