Sono rientrati in Italia altri 26 attivisti che facevano parte della missione umanitaria diretta a Gaza, la cui flottiglia è stata intercettata mercoledì sera dalla Marina israeliana a poche decine di miglia dalla costa. Dopo i quattro parlamentari rimpatriati ieri, il gruppo è atterrato in tarda serata con voli su Roma e Milano, dopo essere transitato da Istanbul su un volo charter con 137 attivisti di varie nazionalità. Tra i rientrati c’è anche il consigliere regionale lombardo del PD, Paolo Romano.
Sono atterrati a Roma, poco prima della mezzanotte, i primi membri italiani della Global Sumud Flotilla rilasciati dalle autorità israeliane. Un gruppo di 18 cittadini italiani, parte dei 26 totali rilasciati, è giunto all’aeroporto di Fiumicino a bordo di un volo Turkish Airlines. Ad accoglierli, centinaia di persone con cori e abbracci. Un secondo gruppo di connazionali è atteso nelle prossime ore a Milano.
Non appena scesi dall’aereo, gli attivisti hanno raccontato la loro esperienza, denunciando le condizioni subite durante la detenzione. “Siamo stati trattati malissimo,” hanno dichiarato, parlando di “angherie” e specificando: “Ci hanno trattato come trattano loro i terroristi.”
Nonostante il rientro, l’attenzione del gruppo resta focalizzata sui compagni ancora detenuti. “Bisogna continuare a lottare,” hanno sottolineato, aggiungendo che la priorità assoluta è “riportare a casa assolutamente” gli altri attivisti.
Rimangono ancora in Israele altri 15 italiani che, a differenza dei rimpatriati, non hanno firmato il foglio di rilascio volontario. Per questi ultimi, si attende la procedura di espulsione per via giudiziaria, che è prevista per la prossima settimana.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che i connazionali “rimarranno ancora 2-3 giorni in Israele” in attesa dell’espulsione coatta. Secondo la portavoce del Global Movement to Gaza, Maria Elena Delia, la scelta di non firmare è strategica: “Chi resta lo fa perché con i nostri passaporti privilegiati si può tutelare gli altri” detenuti. Le spese di rientro del gruppo di oggi sono state coperte dalla Turkish Airlines.
Nel frattempo, il team legale italiano della Flotilla ha depositato un esposto alla Procura di Roma non solo per il fermo degli equipaggi, ma anche per l’attacco subito dalle imbarcazioni tramite droni in quelle che sono definite acque internazionali.
Durante una conferenza stampa a Roma, alla presenza della leader del PD Elly Schlein e dei rappresentanti di AVS, i quattro parlamentari rilasciati ieri hanno ripercorso le ore della detenzione. Arturo Scotto (PD) ha parlato di “sequestro” e ha respinto le speculazioni sul loro rientro, definendo “un atto unilaterale di Israele” la loro liberazione.
Dure le critiche del deputato dem alla premier Meloni: “Nessun presidente del Consiglio può sindacare su quello che fa un parlamentare della Repubblica,” attaccando la “menzogna più grande” del dire che la Flotilla potesse impedire la pace. Scotto ha però confermato una “interlocuzione con il ministro Crosetto anche nelle ore più complicate dell’abbordaggio”, smentendo un contatto con Meloni.
L’eurodeputata Benedetta Scuderi (AVS) ha denunciato: “Siamo stati ostaggio dall’esercito israeliano, abbiamo subito perquisizioni, interrogatori e non abbiamo avuto accesso ai nostri legali”. Sulla stessa linea, il consigliere regionale Paolo Romano ha riferito di “violenza sia psicologica che fisica”, dichiarando: “Siamo stati trattati come animali. Ridevano di noi, ci insultavano e ci picchiavano”.
Dichiarazioni che arrivano in contemporanea con le notizie trapelate su presunti “duri trattamenti” a cui sarebbe sottoposta anche l’attivista ambientalista svedese Greta Thunberg, attualmente detenuta in Israele, secondo quanto riportato dal Guardian tramite e-mail del Ministero degli Esteri svedese.
Intanto, un’altra iniziativa, la ‘Flotilla bis’, prosegue il suo viaggio verso Gaza con due barche salpate da Otranto e otto da Catania, navigando al largo di Creta.