Nella residenza storica di Villa Orsini a Mirabella Eclano il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiuso il G7 con una dichiarazione che “racchiude – dice il titolare del Viminale – i principali impegni condivisi” e ”se da un lato si pone in linea di continuità con quelle adottate durante le precedenti Presidenze, presenta al tempo stesso numerosi elementi di novità” . ”Dando seguito al mandato che ci è stato conferito in occasione del G7 dei Leader a Borgo Egnazia abbiamo adottato un Action Plan che declina le principali linee d’azione per contrastare il traffico di esseri umani”, ha spiegato. ”Sul fronte terrorismo”, ha sottolineato, ”siamo determinati ad adottare qualsiasi misura lecita a livello nazionale e internazionale per affrontare l’escalation dell’attuale crisi mediorientale e il suo impatto sulle nostre comunità”. ”Resta prioritario – ha detto – garantire ai nostri cittadini il massimo livello di sicurezza agendo in modo deciso e coordinato, condividendo le nostre migliori risorse”. Nel corso della sessione di ieri mattina al summit ha partecipato in collegamento il ministro ucraino Ihor Klymenko. ”Gli abbiamo ribadito il nostro incrollabile impegno nel supportare le ragioni dell’Ucraina – ha chiarito
Piantedosi – Abbiamo inoltre concordato sull’importanza dello scambio di informazioni sia per individuare potenziali terroristi che si infiltrano nei flussi di migranti irregolari sia per monitorare il contrabbando di armi”.
”Sono state sessioni di lavoro ricche di spunti”, ha spiegato Piantedosi. Numerosi i temi trattati: dal terrorismo alla cybersicurezza, dalle droghe sintetiche, in particolare il Fentanyl, all’intelligenza artificiale per finire alla migrazione e al contrasto ai trafficanti di esseri umani. Poi la valorizzazione delle transazioni finanziarie per accertare l’uso illecito di criptovalute, a cui le organizzazioni criminali fanno ricorso. E ancora il contrasto alla diffusione degli oppioidi sintetici come il Fentanyl. ”Una sfida – ha detto Piantedosi – che ci vede tutti impegnati con il massimo degli sforzi. A questo proposito stiamo approntando una strategia multilivello che si basa sulla sinergia tra il Governo, le Forze di Polizia, le istituzioni sanitarie e il modo scientifico. Inoltre abbiamo rafforzato la cooperazione internazionale di Polizia anche ai fini di monitorare il traffico di stupefacenti che avviene sempre più spesso tramite vendite online e la spedizione di pacchi direttamente al consumatore finale”. Sul contrasto al traffico di migranti e alla tratta degli esseri umani., Piantedosi ha detto: ”Abbiamo ribadito con un’unica voce che lo smantellamento dei cartelli di trafficanti rappresenta una priorità su cui dobbiamo agire con forza e decisione. Le organizzazioni criminali coinvolte in questi traffici stanno lucrando immensi profitti, mettendo a pentimento la vita dei migranti e violando le leggi previste dagli Stati per governare le politiche migratorie. Al contempo, ci impegneremo per incidere sulle cause che spingono le persone a emigrare, favorendo le condizioni di sviluppo economico e sociale nei Paesi di origine dei flussi. Intendiamo tutelare il diritto a non dover emigrare, poiché ciascuno deve poter costruire il proprio futuro in Patria, in un contesto sicuro e prospero, soprattutto le giovani generazioni”.
”Una particolare attenzione dovrà essere dedicata alla dimensione virtuale perché i servizi offerti dai trafficanti sono sempre più spesso pubblicizzati sui social media – ha detto il titolare del Viminale – Motivo per cui sarà fondamentale la collaborazione con i principali Internet provider. I trafficanti di esseri umani usano sempre di più metodi di tipo mafioso, pertanto l’Italia grazie all’expertise maturata nell’azione di contrasto alle mafie, potrà fornire un importante contributo nella lotta alle reti criminali dedite al traffico di migranti”. Una sessione dei lavori è stata dedicata alla minaccia cyber, che è ”una delle minacce più importanti”. ”Un’espressione efficace che abbiamo condiviso tutti – ha chiarito – è che noi dobbiamo essere al pari della criminalità organizzata che si muove su questi versanti”. ”’Il paradigma che è stato condiviso è che non basta e non può bastare soltanto l’azione delle pubbliche istituzioni e soprattutto delle istituzioni del lawforce, c’è bisogno di un’alleanza circolare più ampia anche con il settore privato, con gli istituti di ricerca, le università e gli internet provider”, ha spiegato.