LET’S WORK FORMERA’ L’ESECUTIVO COL SOSTEGNO DEGLI UNIONISTI DEL DUP
Vittoria dimezzata per la premier conservatrice Theresa May che non ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi ma ha ricevuto dalla regina Elisabetta l’autorizzazione a formare un nuovo governo, che si reggera’ sul sostegno degli unionisti del Dup. Gli obiettivi, ha spiegato May, saranno ‘attuare la Brexit e mantenere il Paese sicuro’. ‘La Gran Bretagna adesso ha bisogno di certezze – ha proseguito – Mettiamoci a lavorare, ‘Let’s work!’. Poi ha ammesso di avere mancato l’obiettivo elettorale e si e’ scusata con i non rieletti. Il leader laburista Corbyn parla di ‘risultato incredibile’, si dimette invece il n.1 dell’Ukip, Paul Nuttall, rimasto a zero seggi e un misero 1,8%. Il presidente della commissione europea Juncker si augura che il risultato delle elezioni non causi ritardi alla Brexit.
La premier conservatrice Theresa May ha ricevuto dalla regina Elisabetta l’autorizzazione a formare un nuovo governo. Dopo lo smacco elettorale di non avere portato i Tory alla maggioranza assoluta nella Camera dei Comuni, May e’ pronta a formare il nuovo esecutivo con il sostegno degli unionisti nordirlandesi del Dup e annuncia che gli obiettivi saranno ‘attuare la Brexit e mantenere il Paese sicuro’. ‘La Gran Bretagna adesso ha bisogno di certezze – ha proseguito – Adesso mettiamoci a lavorare, ‘Let’s work!’. Intanto il leader dell’Ukip, Paul Nuttall, ha annunciato le dimissioni, mentre il presidente della commissione europea Juncker si augura che il risultato delle elezioni non causi ulteriori ritardi nella Brexit.
La premier britannica Theresa May dopo aver perso la maggioranza parlamentare alle elezioni nel Regno Unito ha annunciato che formerà un nuovo governo per dare certezza al Paese, insieme con gli unionisti nordirlandesi del Dup. La premier, parlando a Downing street, dopo essere stata ricevuta dalla regina Elisabetta II, ha detto: “Ho appena incontrato sua maestà la regina formerò un nuovo governo un governo che possa dare certezza e guidare la Gran Bretagna in questo momento critico per il nostro Paese”.
Ecco le 5 conseguenze più importanti del risultato del voto nel Regno Unito. La Brexit diventerà più difficile. Per il Regno Unito i negoziati per divorziare dall’Ue diventeranno molto più complicati. Le trattative si apriranno formalmente il 19 giugno e le scadenze saranno ravvicinate ed ardue. May aveva ricevuto il mandato dal precedente parlamento per una “hard” Brexit sull’addio al mercato unico e alla libertà di movimento delle persone. Ma adesso questa strategia è indebolita. Quelle voci, sia nel campo dei conservatori che dei laburisti favorevoli a una “soft” Brexit, si faranno sentire di più. May indebolita. Dopo aver portato il Paese alla prova di un terzo voto in appena due anni e aver perso la sua ardita scommessa al termine di una campagna molto criticata; dovrà gestire un governo con gli alleati dell’Ulster. Corbyn trionfante. Il leader laburista era stato deriso da May e indicato dalla premier come una catastrofe per guidare i negoziati sulla Brexit. Ma con un’ottima campagna basata su politiche radicali, Corbyn ha spiazzato i suoi critici e riportato a nuova fortuna il Labour. Nazionalisti scozzesi al palo. La prospettiva di un secondo referendum sull’indipendenza dal Regno Unito sembra allontanarsi. La consistente perdita di seggi del partito di Nicola Sturgeon, lo Scottish National Party (SNP), assieme alla sconfitta personale di Alex Salmond, è un duro colpo alle speranze di un secondo referendum. Ukip spazzato via. Dopo l’addio di Nigel Farage, il partito euroscettico Ukip, testa d’ariete nella campagna per la Brexit dello scorso anno, è caduto nell’oblio, passando dall’11% del 2015 al 2%, e potrebbe perdere addirittura l’unico seggio che aveva nel vecchio parlamento.