POLETTI, STANZIATI 2 MILIARDI L’ANNO PER 660MILA FAMIGLIE
Primo si’ del Consiglio dei ministri al decreto legislativo che introduce in Italia ‘una misura nazionale di contrasto alla poverta”. Il provvedimento attua la delega approvata a marzo, rendendo operativo il Reddito d’inclusione (Rei). Ora il provvedimento dovra’ acquisire i pareri delle commissioni parlamentari competenti. Il premier Gentiloni commenta: ‘Il tema della poverta’ e’ una priorita”. Il ministro Poletti fa sapere che ‘le risorse a disposizione per il Reddito di inclusione sono pari a circa ‘due miliardi l’anno’ e la misura nella prima fase si rivolgera’ ‘a 660mila famiglie, 560mila con figli minori’.
Primo via libera del Consiglio dei ministri al decreto legislativo che introduce ilreddito di inclusione in Italia, “una misura nazionale di contrasto alla poverta’”. Il provvedimento attua la delega approvata a marzo, rendendo operativo il reddito d’inclusione (Rei). Il testo passa ora all’esame delle competenti commissioni parlamentari per i previsti pareri. La misura, ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri, nella prima fase si rivolgera’ “a 660mila famiglie, di cui 560mila con figli minori” e la priorita’ nel riconoscimento del redditod’inclusione verra’ data ai nuclei “con almeno un figlio minorenne o con disabilita’ anche se maggiorenne, a quelli con una donna in stato di gravidanza o un over50 in disoccupazione”. Le risorse destinate alreddito di inclusione sono pari a circa “due miliardi di euro l’anno nei prossimi anni”, ha detto Poletti. “Il beneficio va da un minimo di 190 euro a un massimo di 485”, ha spiegato il ministro, ricordando la doppia soglia di accesso: 6 mila euro di reddito Isee e 3 mila euro di reddito equivalente.
“Avevamo preso l’impegno ad approvare in tempi radidi il decreto legislativo” sul reddito di inclusione, era “una priorita’” e “lo abbiamo fatto collaborando con le associazioni dell’Alleanza contro la poverta’: siamo consapevoli che e’ solo il primo passo”. Lo annuncia il premier Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi, al termine del Cdm. “E’ la prima risposta a una esigenza sociale molto rilevante che gli anni della crisi ha reso ancor piu’ stringente nel nostro paese- dice Gentiloni- Siamo soddisfatti per aver mantenuto questo impegno, abbiamo varato per la prima volta uno strumento universale per la lotta alla poverta’ ma al tempo stesso sappiamo che si tratta di un primo passo che dovra’ vederne di ulteriori”.
“Per le risorse siamo intorno ai 2 miliardi l’anno e per quanto riguarda il beneficio economico che va da un minimo di 190 euro ad un massimo di 485, ma si sale con il numero dei componenti del nucleo familiare. E’ prevista una soglia di accesso di seimila euro Isee e una di tremila euro per il reddito equivalente”. Lo dice il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo sul contrasto alla poverta’ e sul reddito di inclusione. “Le famiglie interessate sono circa 660 mila, di cui 560 mila con figli minori”. In queste condizioni, rileva, “noi siamo in grado di raggiungere quasi il target a cui stiamo guardando” “I due pilasti del provvedimento sono il sostegno al reddito e l’inclusione con la presa in carico. Perche’ queste due cose funzionino servono le risorse sia per il primo che per il secondo caso. Quindi- spiega- abbiamo previsto che il 15% del Fondo venga destinato alle politiche attive, che servono per fare in modo che le persone esano da una situazione di difficolta’. E aggiungiamo a quelle risorse 550 milioni in tre anni per il potenziamento dei servizi nel territorio”.