‘Un governo di responsabilita’, garante della stabilita’ delle nostre Istituzioni. Andra’ avanti fiche’ avra’ la fiducia’. Paolo Gentiloni definisce cosi’ l’esecutivo che ha appena formato, parlando alla Camera per chiedere la fiducia. Il presidente del Consiglio rivendica l’azione del precedente governo e esprime ‘rispetto’ per la ‘coerenza di Renzi’. ‘L’economia italiana e’ forte e dopo il referendum non c’e’ ‘nessuna apocalisse’, dice. L’obiettivo e’ ora rafforzare la ripresa, al centro i problemi della classe media disagiata e l’impegno a ‘fare di piu” per il Sud. Gentiloni conferma il no all’austerity e assicura che l’esecutivo garantira’ ‘la stabilita’ delle banche e i risparmi dei cittadini’. Si augura convergenze ampie sulle singole misure e sulla legge elettorale afferma che il governo ‘non sara’ protagonista’, ma ‘facilitera’ l’intesa’. Ala e M5s hanno disertato l’aula. Il governo guidato da Paolo Gentiloni ha incassato la prima fiducia da parte della Camera: i si’ sono 368, i no 105. Domani è previsto il voto del Senato.
Paolo Gentiloni presenta alle Camere, in poco meno di 20 minuti, il suo “Governo di responsabilità”, nato con il fine di garantire “la stabilità delle istituzioni”. “Per quanto ci riguarda – sottolinea – il Governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento”. Il nuovo esecutivo “si baserà sulla maggioranza precedente e che non è venuta meno. Per alcuni è un limite, io lo rivendico per i risultati che sono stati raggiunti”, esordisce.Toccherà invece ai partiti giocare la partita sulla legge elettorale.”Prenderà corpo tra le forze parlamentari un confronto” per “la necessaria armonizzazione” delle norme tra Camera e Senato, ma sarà un confronto “nel quale il Governo non sarà attore protagonista”.

Spetterà a deputati e senatori “la responsabilità” di “promuovere” e “cercare intese efficaci”. Gentiloni, comunque, assicura, non starà “alla finestra” ma cercherà “di facilitare e sollecitare”.Sul tavolo, certo, i dossier economici, con palazzo Chigi che si dice “pronto ad intervenite per garantire gli istituti bancari e i risparmi dei cittadini”. L’Italia “è una economia forte, non è aperta a scorribande” e “ha smentito in modo molto chiaro le profezie di apocalissi che qualcuno aveva fatto in caso di questo o quell’esito del referendum”. Bisogna però “fare di più” per incoraggiare la ripresa e sostenere “la classe media disagiata” e “il Mezzogiorno”, dalla cui “modernizzazione può venire la spinta più forte per la crescita della nostra economia”.
“Il primo impegno”, però, scandisce il premier – che ieri sera ha ricevuto da Matteo Renzi oltre alla tradizionale campanella anche la felpa di Amatrice – “sarà sugli interventi per la ricostruzione post terremoto, su cui molto è stato fatto ma siamo ancora in emergenza” e sul proseguire “con il piano Casa Italia per cui tanto sforzo è stato fatto”. Avanti poi con la riforma del lavoro e della P.a.,con le norme a garanzia dell’anticipo pensionistico e i provvedimenti che riguardano il processo penale e il Libro bianco della difesa.Gentiloni riserva, infine, l’ultimo passaggio alle forze politiche di maggioranza e opposizione, nonostante Lega, M5S e Ala non siano in Aula e abbiano deciso di non assistere al discorso programmatico del nuovo Governo. Il presidente del Consiglio chiede “discontinuità” almeno nel confronto pubblico: “Ne avremmo bisogno e sarà uno dei miei impegni maggiori, sul piano personale – assicura – Non ci rivolgeremo a quelli del Sì contro quelli del No, ma a tutti”. Il governo, insiste, “si basa su una maggioranza, rispetta le opposizioni e chiede rispetto per le istituzioni”.”La politica e il Parlamento sono il luogo del confronto dialettico, non dell’odio e della post-verità – conclude – Chi rappresenta i cittadini non deve diffondere paure”.
“I paladini della Costituzione oggi, nel momento della discussione non ci sono in Parlamento. ‘Vogliamo talmente bene al Parlamento che non ci andiamo…'”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nella replica alle dichiarazioni programmatiche alla Camera.