Il premier incaricato, dopo avere incontrato le delegazioni dei partiti, e’ salito al Quirinale dove ha sciolto la riserva ed ha sottoposto la lista dei ministri a Mattarella. Molti confermati. Alfano agli Esteri, Minniti all’Interno, Fedeli all’istruzione, Lotti allo sport, Madia alla semplificazione, Boschi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. ‘Ho fatto del mio meglio per formare il governo nel piu’ breve tempo possibile garantendo stabilita”, ha detto Gentiloni. ‘Faciliteremo il lavoro dei partiti per la nuova legge elettorale’. In serata il governo ha giurato al Quirinale, poi il passaggio di consegne con Renzi e primo Cdm. Da oggi alle Camere per la fiducia. A Montecitorio il primo via libera. M5s e Lega hanno disertato le consultazioni, Grillo lancia una manifestazione ‘entro il 24 gennaio’. Di Maio ammonisce: ‘Il nostro momento sta arrivando’. Il Carroccio non votera’ la fiducia. Verdini: ‘No a fiducia senza rappresentanza’.
Nasce la squadra di governo di Paolo Gentiloni. ma le facce nuove sono poche, le nuovissime inesistenti. In realtà solo due volti non facevano parte dell’esecutivo di Renzi: quello di Anna Finocchiaro, alla quale è stato affidato il ministero per i rapporti con il parlamento e Valeria Fedeli, piddina doc, cui va la scuole e che si troverà nel difficile compito di ricostruire quel solco che si è creato tra il centrosinistra e il mondo degli insegnanti. Per il resto poche altre novità e scossoni.
Nascono due dicasteri: quello dello Sport che va a Luca Lotti, fedelissimo di Matteo Renzi e il dicastero del Sud affidato a Claudio De Vincenti. Tutte le altre caselle sono andate a personalità che già facevano parte dell’esecutivo e ben 12 sono i ministri rimasti a guidare lo stesso dicastero. Alcuni invece hanno solo cambiato ufficio: Angelino Alfano dall’Interno agli Esteri, Marco Minniti da palazzo Chigi si sposta al Viminale. Maria Elena Boschi fa il percorso inverso, e da ministro delle Riforme diventa sottosegretario alla presidenza del Consiglio con il compito di segretario del Cdm.
Per il resto Beatrice Lorenzin è confermata alla Sanità, Roberta Pinotti resta ministra della Difesa, Giuliano Poletti ministro del Lavoro, Andrea Orlando ministro della Giustizia, Carlo Calenda ministro dello Sviluppo Economico, Enrico Costa è ministro degli Affari Regionali, Gian Luca Galletti ministro dell’Ambiente, Graziano Delrio ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Dario Franceschini ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Maurizio Martina ministro delle Politiche Agricole e Marianna Madia ministra per la Semplificazione e la pubblica amministrazione.Scompare un ministero: quello delle Riforme. In realtà la cancellazione fa parte degli intenti di questo nuovo governo: ogni riforma sarà condivisa e sarà frutto dell’attività parlamentare.
Quello che spicca è la mancanza di poltrone per i verdiniani di Ala (e ora di Scelta Civica) che finora avevano consentito al governo di avere numeri ampi al Senato: una decisione che non ha fatto certo piacere a Verdini e Zanetti, che proprio mentre Gentiloni era a colloquio con Mattarella facevano già tremare il governo entrante, annunciando l’intenzione di non votargli la fiducia: “Non voteremo la fiducia a un governo che ci pare al momento intenzionato a mantenere uno status quo, che più dignitosamente sarebbe stato comprensibile con un governo Renzi-bis. Il nuovo governo deve assicurare il giusto equilibrio tra rappresentanza e governabilità, senza rinunciare, in nome di pasticciate maggioranze, a quest’ultimo principio”. In pratica: no incarichi di governo, no fiducia. Gentiloni, da par suo, ha spiegato che “ho fatto del mio meglio per formare il nuovo governo nel più breve tempo possibile, come richiesto dal Quirinale e nell’interesse della stabilità delle nostre istituzioni, alla quale guardano le italiane e gli italiani. Il governo proseguirà nel lavoro di innovazione e si adopererà per il confronto tra le diverse forze parlamentari volto a individuare le nuove regole per la legge elettorale”.
