PREMIER, ‘RIPRESA C’E’ MA FERITE CRISI NON RIMARGINATE’
‘Il precariato senza futuro e senza diritti e’ una delle offese piu’ terribili della dignita’ del lavoro” e deve essere contrastato. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni intervenendo al convegno Cei sul lavoro, tenuto a Cagliari, secondo il quale ‘finalmente siamo in fase di ripresa economica ma non dobbiamo enfatizzarla immaginando che le cicatrici aperte dalla crisi siano gia’ rimarginate. Non sono i numeri della macroeconomia che curano queste ferite, c’e’ bisogno di tempo’.
“Sappiamo che senza lavoro i valori fondamentali su cui si basa la nostra societa’, la famiglia e la comunita’, fanno fatica a resistere. E’ fondamentale mettere al centro il lavoro, che sia libero da sfruttamento e da una pratica odiosa come il caporalato, una condizione che non possiamo permetterci di tollerare. Il contrasto e’ stato rafforzato, ma dobbiamo insistere e difendere i diritti dei lavoratori coinvolgendo le organizzazioni agricole e sindacali”. Cosi’ il premier Paolo Gentiloni nel suo intervento alla 48ma Settimana sociale dei cattolici italiani. “Il tema del precariato e’ un tema stabile del nostro contesto e quindi bisogna dichiarare l’intenzione di impegnarci, perche’ precariato senza futuro e senza diritti e’ una delle offese piu’ terribili alla dignita’ del lavoro”, ha aggiunto.
Il premier Paolo Gentiloni e’ d’accordo con Papa Francesco sul rifiuto della logica del massimo ribasso negli appalti pubblici. “Va sostituita – ha detto Gentiloni intervenendo alla Settimana Sociale di Cagliari – con quella della massima dignita’ del lavoro”. Il premier ha assicurato che “va in questa direzione il nuovo codice degli appalti che ha adottato invece il criterio della convenienza economica” che comprende anche la tutela dei lavoratori. “Le parole che dominano la vostra settimana sono parole di Papa Francesco: il lavoro libero partecipativo e solidale”, ha ricordato Gentiloni. “Libero – ha scandito – dalle forme piu’ atroci di sfruttamento dove non ci sia piu’ spazio per la pratica odiosa del caporalato che vede coinvolti nel nostro paese 400 mila lavoratori, molti dei quali immigrati. “Il precariato senza futuro e dritti e’ una delle offese piu’ gravi. Soprattutto – ha affermato il premier – quando il committente e’ lo Stato”.