RIPARTITI DOPO CRISI, SULLO IUS SOLI NON C’ERANO I NUMERI
Il nostro paese si e’ rimesso in moto dopo la piu’ grave crisi del dopoguerra, ed ora non e’ piu’ il fanalino di coda della Ue. Lo dice il premier Gentiloni tracciando un bilancio nella conferenza stampa di fine anno. Uno stop traumatico, riflette, sarebbe stato devastante. E ora l’Italia non si mette in pausa, garantisce il premier sottolineando che sara’ il presidente Mattarella a dettare tempi e modi. Nelle prossime settimane i riflettori saranno puntati sulla campagna elettorale ma il governo non tirera’ i remi in barca, afferma. Sulla crisi delle banche Gentiloni assicura che e’ stata evitata una crisi di sistema, senza regalare soldi. Poi sullo ius soli spiega che non ci sono state incertezze, ma di sicuro non c’erano i numeri. Infine sul Pd, appaia per quello che e’, suggerisce, una forza tranquilla di governo, e cosi’ recuperera’ consensi.
Rivendica i risultati raggiunti in una legislatura “fruttuosa” e anche nell’ultimo anno perchè, sottolinea Paolo Gentiloni, “non abbiamo tirato a campare, il mio governo ha fatto pochi annunci ma ha preso molte decisioni”. E ha portato a casa dati positivi in economia dalla crescita, al lavoro all’export. “Siamo fra i quattro o cinque giganti mondiali dell’export. A volte, come si dice a Roma, ‘nun ce se crede’, però è così”. Orgoglio per i provvedimenti sui diritti, rammarico sullo Ius Soli e massima prudenza su tutto ciò che riguarda lo scenario dopo elezioni. Disponibile a un Gentiloni bis per larghe intese? “Qualsiasi cosa dica in risposta a questa domanda, credo che sarebbe usata contro di me…”, è la risposta del premier nella conferenza stampa di fine anno che segna anche la fine della legislatura.Gentiloni conferma che non si presenterà dimissionario al Colle. Certo, ora la palla passa al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “L’Italia non si mette in pausa, ma si affida all’operato del presidente della Repubblica che deciderà le prossime tappe e i tempi. Io vi assicuro che il governo non tirerà i remi in barca ma, nei limiti fissati dalla Costituzione, il governo governerà”. Sul dopo elezioni, Gentiloni si limita a ripetere, più volte, un unico auspicio: un buon risultato del Pd, “penso che dobbiamo avere molto a cuore la sinistra di governo”.
“Travagliata, ma è stata a mio avviso una legislatura fruttuosa. L’Italia si e’ rimessa in moto dopo la piu’ grave crisi del dopoguerra. Il merito principale di questo e’ delle famiglie italiane delle imprese, del lavoro, di chi studia e di chi si prende cura delle persone. La politica deve avere un certo ritegno nel considerare questa ripresa frutto di questa o quella iniziativa. L’Italia si e’ rimessa in piedi grazie soprattutto all’impegno degli italiani. Non dilapidare questi sforzi e’ il primo impegno che i governi che verranno dovranno assumersi”. CONCLUSIONE ORDINATA – “Sono soddisfatto di aver raggiunto un obiettivo che mi ero posto: arrivare a una conclusione ordinata della legislatura, può sembrare una mia mania o una cosa ovvia, ma c’è di mezzo la Costituzione. Pensate a quanto sarebbe stato traumatico interrompere la legislatura”. CRESCITA – “Sul piano economico abbiamo messo un punto fermo con la manovra economica, ma resta ancora molto da fare. Non era facile accompagnare la crescita rispettando le regole e non aumentando le tasse. E’ stata una sfida complicata. La crescita ha preso un buon ritmo, un anno fa la previsione era metà di quella che si sta realizzando. Siamo indietro rispetto alla media dell’Eurozona ma il fanalino di coda non siamo più noi. Se lo cercate cercatelo da un’altra parte”.
DIRITTI – “Quello dei diritti è un capitolo incompiuto ma storico”, ha dichiarato, riferendosi alla mancata approvazione dello ius soli. “L’anno scorso le unioni civili, quest’anno il reato di tortura, la legge sui minori non accompagnati, la legge sulla violenza contro le donne, il biotestamento. Da 16 anni ne sentivo parlare e sono contento di aver fatto parte dei governi che li hanno approvati”. IUS SOLI – “Pur avendoci lavorato alcuni mesi, la verità è che non siamo riusciti a mettere insieme i numeri sufficienti per approvare la legge sullo ius soli” e “il modo migliore per archiviarla per molti anni sarebbe stato quello di farla bocciare. Non esserci riusciti è un difetto dell’azione di governo, non sto dando la colpa a nessuno. Ho visto polemiche sul numero legale di sabato, ne capisco la ragione, sono polemiche fondate, ma dobbiamo essere consapevoli che se anche tutti i senatori del Pd e di LeU fossero stati presenti non ci sarebbero stato lo stesso numero legale”. BANCHE – “Per quanto riguarda la Commissione banche aspetto con rispetto le conclusioni che verranno. Con un certo sollievo ho registrato la fine delle audizioni” che, peraltro, “non credo che siano state utilissime”. Quanto a Maria Elena Boschi, il premier risponde “sì” a chi gli chiede se abbia insistito perchè restasse al governo.
PD – “Io penso che il Pd abbia subito una scissione e mi auguro che le conseguenze della scissione non siano rilevanti e penso che il Pd in questo contesto abbia tutto l’interesse ad apparire quello che e’: una forza tranquilla di governo, questo e’ il messaggio che il Pd a mio avviso deve trasmettere e trasmettendolo recupererà consensi perche’ la storia delle divisioni nella sinistra italiana ha due letture: i danni che provocano alle grandi forze storiche e che non sempre promuovere divisioni porta successo. Penso che dobbiamo avere molto a cuore la sinistra di governo”. SCISSIONE – ”La storia delle divisioni nella sinistra italiana ha due chiavi lettura: la prima è i danni che queste divisioni provocano alle grandi forze più o meno storiche; la seconda è che non sempre promuovere le divisioni porta il successo”. Il vero motivo” della scissione “è difficile da individuare. Credo sia stato un processo di deterioramento dei rapporti. Per quanto si dica che in politica contano solo i programmi, contano molto anche i rapporti tra le persone”. Quanto a una possibile ricomposizione dopo le elezioni, “vedremo le condizioni che ci saranno dopo il voto e mi auguro che gli elettori di centrosinistra abbiano chiara la centralità e l’importanza di rivendicare il ruolo di una sinistra di governo che peraltro ha coinvolto nell’ultima legislatura, tranne gli ultimi due mesi, parte consistente degli amici che hanno deciso diversamente”.