ESERCITO, ‘UCCISO UN PALESTINESE CHE ATTACCAVA I SOLDATI’
Incidenti dopo le preghiere islamiche del venerdi’ in diverse localita’ della Cisgiordania. Fonti palestinesi precisano che scontri sono in corso alla periferia di Betlemme, nel centro di Hebron, a Qalandya (a sud di Ramallah) e a Huwara, presso Nablus. Le stesse fonti aggiungono che l’esercito israeliano fa ricorso a gas lacrimogeni e a proiettili rivestiti di gomma. La radio militare israeliana fa sapere che un palestinese armato di un coltello ha cercato di attaccare soldati nell’incrocio di Gush Etzion, vicino Betlemme e e’ stato ucciso.
Un palestinese e’ stato ucciso oggi nei pressi di Betlemme, nella Cisgiordania occupata, dopo aver tentato di aggredire armato di coltello una pattuglia di militari israeliani. L’episodio ha avuto luogo all’altezza dell’incrocio di Gush Etzion, non lontano da un insediamento ebraico di grandi proporzioni.
Non solo a Betlemme. Scontri tra forze israeliane e palestinesi si registrano anche nei pressi del checkpoint di Huwara, a sud di Nablus, nel nord della Cisgiordania. L’agenzia di stampa palestinese Wafa denuncia il ferimento di un suo fotoreporter, Ayman al-Nobani. Secondo l’agenzia, contro i palestinesi che manifestavano nell’area sono intervenute le forze israeliane, accusate di aver aperto il fuoco e di aver usato gas lacrimogeni. Diverse persone sono rimaste intossicate dai lacrimogeni.
In un ospedale di Ramallah (Cisgiordania) e’ deceduto la scorsa notte il 26/enne Mohammad Kanaan che era stato ferito alla testa lunedi’ a Hizme (Gerusalemme) durante scontri con la polizia israeliana. Con la sua morte sale a cinque il bilancio dei dimostranti palestinesi rimasti uccisi da venerdi’ scorso nelle manifestazioni di protesta contro le misure di sicurezza israeliane nella Spianata delle Moschee. La notizia, riferita dalla agenzia di stampa palestinese Maan, non ha per ora conferma da parte israeliana.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato giovedi’ che il palestinese accusato di aver ucciso tre israeliani venerdi’ scorso, nella Cisgiordania, dovrebbe essere giustiziato. “E’ giunto il momento di istituire la pena di morte per i terroristi”, ha affermato Netanyahu durante la visita alla famiglia dei tre israeliani uccisi. L’omicida, il 19 enne palestinese Omar al-Abed, diciannove anni, ha aggredito e pugnalato a morte le tre vittime di 70, 46 e 36 anni all’interno dell’insediamento ebraico di Halamish. Secondo il premier israeliano, “la pena di morte per i terroristi e’ una misura che e’ giunto il momento di intraprendere”. La pena capitale, ha aggiunto il premier rivolgendosi ai familiari delle vittime, “e’ contemplata dalla legge. E’ necessaria l’unanimita’ dei giudici, ma questi ultimi vogliono anche conoscere con chiarezza la posizione del governo. La mia posizione come primo ministro, in un caso come questo, per un omicidio cosi’ spregevole, e’ che (il responsabile) debba essere messo a morte. Non deve poter piu’ sorridere”.