“L’Italia chiede l’esclusione degli investimenti dal patto di stabilità e crescita perché l’introduzione di questa regola dal 2024 in avanti per un Paese come l’Italia, che ha 80 miliardi al minimo purtroppo in continuo aumento di superbonus da pagare sul debito nei prossimi 3-4 anni, e ha spese importantissime di investimento finanziate coi prestiti del Ngeu è matematicamente impossibile rispettare quella regola” di riduzione del debito. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nel suo intervento al convegno “Le Buone Leggi. Semplificare per far ripartire l’Italia”.
“Serve trovare una formula che permetta di capire la situazione e calarla nella realta’ della storia, capendo l’epoca in cui stiamo vivendo: non c’e’ piu’ il Covid ma c’e’ la guerra, i costi dell’energia e delle materie prime, rispetto le decisioni della Bce, sono autonome e indipendenti, non le metto in discussione, ma io che faccio politica queste cose le devo valutare e spero che il Consiglio europeo colga la situazione”, ha aggiunto il ministro. Giorgetti ha spiegato che l’Italia ha fatto un passo avanti accentando la regola numerica sul percorso di riduzione del debito.