“Tutti uniti contro il web. Ora che nessuno legge piu’ i giornali e anche chi li legge non crede alle loro balle, i nuovi inquisitori vogliono un tribunale per controllare internet e condannare chi li sputtana. Sono colpevole, venite a prendermi. Questo Blog non smettera’ mai di scrivere e la Rete non si fermera’ con un tribunale. Bloccate un social? Ne fioriranno altri dieci che non riuscirete a controllare. Le vostre post-cazzate non ci fermeranno”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, in merito all’intervista del presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella al Financial Times sulla post-verita’.
“Il presidente dell’Antitrust Pitruzzella ha rilasciato un’intervista al Financial Times, a meta’ strada tra il delirio d’onnipotenza e l’ignoranza completa di come funzioni il web, dicendo che ‘la post-verita’ in politica e’ uno dei catalizzatori del populismo e una minaccia alle nostre democrazie'”, scrive Beppe Grillo sul suo blog. “E cosa e’ la post-verita’ si chiede una persona normale? ‘La post-verita’ e’ una definizione usata dai rosiconi che non sono entrati nel ventre della balena del web e quindi non riescono a interpretare i tempi. Parliamo di giornalisti le cui testate hanno avallato per anni bugie ed idiozie di ogni tipo. La post-verita’ semmai e’ quella costruita dai giornalisti. Chi vi ha aderito poi si e’ sorpreso per Grillo, per la Brexit, per la vittoria di Trump e per quella del no al referendum in Italia. Ci raccontano un mondo che non esiste piu’ e chiamano post-verita’ quello reale’. E’ la definizione, che meriterebbe la Treccani, di Roberto D’Agostino”. “L’intervista si fa interessante – dice sempre il leader del M5S – quando Pitruzzella spiega come si combatte la post-verita’: ‘dobbiamo decidere se lasciare Internet cosi’ com’e’, il selvaggio west, oppure se regolamentarlo. Penso che queste regole vadano definite dallo Stato. […] Non e’ compito di entita’ private controllare l’informazione, questo e’ dei poteri statali: loro devono garantire che l’informazione e’ corretta’. Tradotto significa che vogliono fare un bel tribunale dell’inquisizione, controllato dai partiti di governo, che decida cosa e’ vero e cosa e’ falso. Immaginatevi la scena”. Scrivo sul Blog, dice ancora Grillo “‘I politici prendono la pensione d’oro: e’ un privilegio che vogliamo abolire!’. Il tribunale decreta: ‘Falso, prendono una pensione normale come tutti, e’ un diritto acquisito. E’ post-verita’ la tua! Ordiniamo che il Blog di Grillo sia messo al rogo!’ ‘Ma non si puo’ bruciare, sua Pitruzzella: e’ fatto di bit!’ ‘Allora al rogo il computer di Grillo e pure il suo mouse, e se si lamenta al rogo pure lui’. Purtroppo Pitruzzella non e’ un pazzo solitario. Il premier fotocopia Gentiloni ieri ha detto che gli strappi nel tessuto sociale del Paese sono causati anche da Internet. Per il sempregrigio Napolitano ‘la politica del click e’ mistificazione’. Renzi e’ convinto di aver perso il referendum per colpa del web: ‘Abbiamo lasciato il web a chi in queste ore e’ sotto gli occhi internazionali, a cominciare dal New York Times, in quanto diffusore di falsita”. I travestiti morali sono abituati alla TV, dove se vai con una scheda elettorale falsa i giornalisti ci credono, ma se lo fate sul web i cittadini ve lo dicono che siete dei cazzari, non prendetevela”. “Tutti uniti contro il web” – conclude. “Ora che nessuno legge piu’ i giornali e anche chi li legge non crede alle loro balle, i nuovi inquisitori vogliono un tribunale per controllare internet e condannare chi li sputtana. Sono colpevole, venite a prendermi. Questo Blog non smettera’ mai di scrivere e la Rete non si fermera’ con un tribunale. Bloccate un social? Ne fioriranno altri dieci che non riuscirete a controllare. Le vostre post-cazzate non ci fermeranno”.
“La mia proposta non mira a creare forme di censura ma a rafforzare la tutela dei diritti nella rete”, dice ai microfoni di SkyTg 24 il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, dopo le critiche del blog di Beppe Grillo. “Se vogliamo controllare il potere politico ed evidenziare quello che di sbagliato politici e uomini dell’economia fanno, dobbiamo avere una rete che sia credibile – aggiunge Pitruzzella – Per questo motivo servono dei meccanismi che ci permettano di sbarazzarci delle bufale perche le bufale non servono. La democrazia e’ un sistema di trasparenza, ma occorre anche che le informazioni siano vere, altrimenti c’e la nebbia. E la nebbia non giova mai alla democrazia”.
“Caro @beppe_grillo, nessuno attacca la rete. Attacchiamo i cialtroni che la inondano di bufale e bugie. A proposito, ne conosci qualcuno?”. Così su twitter il presidente del Pd, Matteo Orfini.