Il Dalai Lama a Milano, dove vede il sindaco Sala e poi incontra il card.Angelo Scola, cui all’Arcivescovado regala una Kata, la sciarpa bianca del cerimoniale del buddismo tibetano, detta anche sciarpa della felicita’. Sono molto felice di essere qui, spiega, e poi commenta le annunciate proteste della comunita’ cinese: ‘alcuni lo fanno perche’ non sanno cosa sto promuovendo, altri sono organizzati dalle ambasciate cinesi per creare queste problematiche’. Altola’ intanto da Pechino, con l’ambasciata che esprime forte rimostranza e opposizione e parla di un impatto negativo sui rapporti bilaterali.
Dialogo e impegno sui temi della pace, sull’amore e la compassione. E’ questo che unisce il cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano e il Dalai Lama, che oggi al termine di un incontro in Arcivescovado hanno tenuto una conferenza stampa congiunta. “Ci siamo incontrati su un punto molto importante – spiega il Cardinale – e cioe’ nonostante le grandi differenze che esistono per contenuti nelle nostre diverse fedi religiose, sul piano pratico possiamo trovare dei punti costruttivi che sono il tema della pace, dell’amore e del rispetto del diritto di ogni uomo, del rapporto sociale giusto”. Apprezzamento per le parole di Scola da parte del Dalai Lama che assicura il suo “impegno per promuovere i valori umani e sviluppare armonia”. “Noi siamo una famiglia di sette miliardi di esseri umani su questo mondo, percio’ dobbiamo sviluppare i valori che sono alla base, e cioe’ l’amore e la compassione – dice Tenzin Gyatso – Siamo tutti nati da una madre, nutriti dal suo affetto. Affetto e compassione sono un seme insito in noi per natura. Dal punto di vista del cristianesimo, tutti questi sette miliardi di esseri umani sono stati creati dallo stesso Dio. Questo pensiero aiuta, e’ di grandissimo beneficio, per capire che siamo tutti fratelli e sorelle”. “Tutti vogliamo una umanita’ migliore – continua il Dalai Lama – anche se ci sono varie filosofie e varie correnti religiose che servono a sviluppare questi concetti. Per esempio il fatto che siamo qui con religioni diverse non deve essere un deterrente all’unita’. Nel buddismo per esempio abbiamo 4 correnti. Che non vuol dire che il Buddha era confuso, ma che ha insegnato a diverse mentalita’, tutti abbiamo mentalita’-áe attitudini diverse”. Ma “abbiamo tutti lo stesso scopo – conclude – una meta comune, che ci siamo individui migliori”.
“Dietro a questa operazione c’è speculazione politica e noi siamo contrari. Sono solo le forze politiche italiane che ci speculano” così Francesco Wu, portavoce della comunità cinese a Milano e presidente Uniic, risponde ai cronisti che gli domandano il senso della protesta contro il separatismo tra Cina e Tibet organizzata fuori dal Teatro Arcimboldi, dove a breve arriverà il DALAI LAMA. A chi gli fa notare che lo stesso DALAI LAMA poco prima si era detto “contro il separatismo”, “ne siamo contentissimi” ha risposto Wu, chiarendo che “stiamo dicendo la stessa cosa e allora sono solo forze politiche italiane che speculano. Perché la Lega sostiene di essere per l’indipendenza del Tibet e il DALAI LAMA no. Vedete voi se c’è speculazione politica o no”.
Noi dovevamo manifestare perché così l’opinione pubblica italiana si informa sul tema del Tibet. Invito tutti a informarsi di più. Ringraziamo il sindaco Sala – aggiunge anche – che ha mantenuto toni molto pacati, ha ribadito più volte che con la comunità cinese si collabora da sempre. Lo ringraziamo. Rispettiamo la decisione del consiglio comunale , ma ci avvaliamo del diritto di dissentire da questa decisione perché da possibilità alle forze politiche contro l’immigrazione di speculare sopra. La protesta è in questa direzione”. “Qui – dice in riferimento al conferimento della cittadinanza onoraria al DALAI LAMA – abbiamo una cittadinanza onoraria, ma una legge sulla cittadinanza, quella vera, per noi italo-cinesi e tutti i ragazzi stranieri cresciuti o nati qui quella legge è ferma in senato e c’è l’ostruzionismo delle forze politiche. E una contraddizione in termini. Qui a Milano c’è una comunità cinese ben integrata. Il modello Milano sta funzionando. Milano è un modello di integrazione e i leghisti dovrebbero riconoscerlo. Dovrebbero plaudire anche al fatto che abbiamo partecipato alle ultime amministrative. Ma anche lì sono contro. Dicono di essere contro i clandestini, ma la verità è che sono contro gli stranieri”.