INFLAZIONE +1,4% A MAGGIO, RALLENTA IL CARRELLO DELLA SPESA
Ancora record debito pubblico che ad aprile, a quanto informa Bankitalia, e’ stato pari a 2.270,4 miliardi, in aumento di 10,1 miliardi rispetto a marzo. Il debito delle Amministrazioni centrali e’ aumentato di 9,6 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,5 miliardi. Pressoche’ invariato il debito degli Enti di previdenza. Intanto, l’Istat conferma la stima preliminare: a maggio, l’indice dei prezzi al consumo diminuisce dello 0,2% su base mensile e registra un aumento dell’1,4% rispetto a maggio 2016. Frenata del carrello della spesa, a +1,6% su base annua.
Ad aprile il debito delle Amministrazioni pubbliche e’ stato pari a 2.270,4 miliardi, in aumento di 10,1 miliardi rispetto al mese precedente. Lo comunica la Banca d’Italia. L’incremento e’ dovuto al fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (5,5 miliardi) e all’aumento delle disponibilita’ liquide del Tesoro (per 3,9 miliardi, a 58,5; erano pari a 64,7 miliardi alla fine di aprile 2016) e all’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio (0,7 miliardi). Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali e’ aumentato di 9,6 miliardi, quello delle Amministrazioni locali e’ aumentato di 0,5 miliardi; il debito degli Enti di previdenza e’ rimasto pressoche’ invariato.
Ad aprile le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 28,9 miliardi (valore invariato rispetto al 2016); nei primi quattro mesi del 2017 esse sono state pari a 120,9 miliardi, in crescita del 2 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2016.
Nel mese di maggio 2017, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita’ (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% su base mensile e registra un aumento dell’1,4% rispetto a maggio 2016 (+1,9% ad aprile), confermando la stima preliminare. Lo rileva l’Istat. La frenata dell’INFLAZIONE e’ dovuta in particolare ai prezzi di talune tipologie di prodotto, la cui crescita si riduce di ampiezza pur rimanendo sostenuta: gli Energetici non regolamentati (+6,8%, da +9,1% di aprile), i Servizi relativi ai trasporti (+3,2% da +5,5%) e gli Alimentari non lavorati (+3,8% da +4,7%). Il rallentamento della crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti e’ la ragione prevalente del ridmensionamento dell'”INFLAZIONE di fondo”, sia al netto degli energetici e degli alimentari freschi (+0,7% da +1,1% di aprile) sia al netto dei soli Beni energetici (+1,0% da +1,3%). La diminuzione su base mensile dell’indice generale e’ dovuta quasi esclusivamente ai ribassi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-2,2%), che risentono dell’effetto di fattori stagionali di segno opposto a quelli che ne avevano determinato la forte crescita nel mese di aprile (festivita’ pasquali e festa della Liberazione). Su base annua rallenta la crescita dei prezzi sia dei beni che dei servizi: la prima si attesta a +1,6% e la seconda a +1,4% (entrambi da +1,8% del mese precedente). Di conseguenza, dopo essere stato nullo ad aprile, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna ad essere negativo e pari a -0,2 punti percentuali.
L’INFLAZIONE acquisita per il 2017 e’ pari a +1,2% per l’indice generale e a +0,6% per la componente di fondo. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona salgono dello 0,1% su base mensile e dell’1,6% su base annua (era +1,8% ad aprile). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,1% in termini congiunturali e dell’1,8% su base annua, in attenuazione da +2,2% del mese precedente. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,1% su base mensile e cresce dell’1,6% su base annua (la stima preliminare era +1,5%), da +2,0% di aprile. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,2% su base mensile e un aumento dell’1,4% nei confronti di maggio 2016.
Rallenta anche la corsa del carrello della spesa: se l’Inflazione ha frenato la sua crescita, i prezzi, la tendenza segnalata dall’Istat riguarda in particolare i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, aumentati dello 0,1% in termini congiunturali e dell’1,8% su base annua, in attenuazione da +2,2% del mese precedente. In particolare, i prezzi della frutta sono in aumento su base mensile (+5,9%) ma in attenuazione su base annua (+9,7%, era +11,1% ad aprile). Per contro, nello stesso comparto, si rileva una diminuzione congiunturale dei prezzi dei Vegetali freschi (-4,7%) che, in termini tendenziali, continuano a rallentare (+7,7% da +12,9% di aprile).