GOVERNO CHIEDE A PARLAMENTO INDEBITAMENTO FINO AL 2032 PER 440 MLD
Il Cdm approva il nuovo Def: il deficit vola al 10,4% del pil, il debito al 155,7%, la crescita affonda dell’8%. Via libera anche a un nuovo scostamento di bilancio di 55 miliardi. Serviranno alla maxi-manovra da 150 miliardi che il governo si appresta a varare una ‘cura shock’ per la ripartenza. Nel nuovo decreto, privatizzazioni e una “drastica semplificazione per nei settori di appalti, edilizia, commercio e controlli”. Sentita la Commissione europea, il governo richiede “l’autorizzazione al Parlamento al ricorso all’indebitamento per l’anno 2020 di 55 miliardi di euro, 24,85 miliardi di euro nel 2021, 32,75 miliardi di euro nel 2022, 33,05 miliardi nel 2023, 33,15 miliardi di euro nel 2024, 33,25 miliardi di euro dal 2025 al 2031 e 29,2 miliardi di euro dal 2032”.
Via libera del Consiglio dei ministri al Documento di Economia e finanza e allo scostamento del deficit da 55 miliardi per finanziare gran parte del Dl Aprile, atteso per fine mese. La crescita crolla dell’8%, il deficit lieviterà al 10,4% e il debito pubblico di quest’anno viaggerà verso il record del 155,7%. Ll’Italia senza l’emergenza Covid-19 avrebbe segnato un rialzo del pil dello 0,6% e un calo del disavanzo all’1,8%.
CRESCITA A PICCO. Previsioni alla mano, il Def indica una contrazione della crescita 2020 dell’8% per poi segnare un rimbalzo nel prossimo anno a +4,7%. In particolare lo shock diretto del lockdown sull’economia italiana per poco meno di due mesi, per l’esatteza 8 settimane, fa registrare un calo del prodotto interno lordo di 6,9 punti percentuali, condizionato anche dall’accresciuto livello di incertezza. In termini di pil nominale l’Italia rispetto al 2019 a causa del coronavirus vede andare in fumo 126 miliardi. Non solo, nell’ipotesi di uno scenario avverso con una seconda ondata di contagi il pil potrebbe calare a picco al -10,6%.
DEFICIT E DEBITO RECORD. La revisione al ribasso della crescita e le misure anti-contagio spingono al rialzo l’asticella del rapporto con deficit e debito. Il disavanzo passa dal 2,2% stimato lo scorso dicembre al ben più alto 10,4%, per poi calare al 5,7% il prossimo anno. Il debito pubblico schizza al 155,7% dal 134,8%; nel 2021 dovrebbe scendere al 152,7%. Ma il governo assicura che “è sostenibile” e “verrà ricondotto verso la media dell’area euro nel prossimo decennio”, si legge nella bozza del Def.
PRIVATIZZAZIONI. Le stime tengono conto di proventi da privatizzazioni e altre operazioni pari a 0,2% del pil all’anno nel 2020-21. DISOCCUPAZIONE. Secondo le stime sul mercato del lavoro contenute nel Def nel 2020 il tasso di disoccupazione salirà all’11,6% e occupazione calerà del 2,2%, con un monte di ore lavorate che crolla del 6,3%.
GIU’ REDDITI E SPESA FAMIGLIE. I redditi da lavoro dipendente, secondo quanto si legge nella tabella del Def, nel corso dell’anno dovrebbero registrare una contrazione del 5,7%. La spesa delle famiglie dovrebbe crollare addirittura del 7,2%.
MOTORE CRESCITA IN PANNE, CALANO CONSUMI E EXPORT. nel 2020 i consumi dovrebbero segnare un declino del 7,2%; l’export segnerebbe -14,4% e l’import -13,5.
DEROGHE EDILIZIA E APPALTI. Nel Def il governo annuncia un nuovo pacchetto di interventi urgenti di semplificazioni e deroghe per rilanciare gli investimenti pubblici e privati nell’edilizia e nel commercio, tra gli altri settori interessati.
RIALZI IVA ADDIO. Nel Def il governo annuncia lo stop all’automatismo delle clausole di salvaguardia: una scure da 20,1 mld di rialzi Iva e accise per il prossimo anno in caso di mancato raggiungimento degli impregni Ue di bilancio.