Dopo l’incontro in Alaska, il presidente russo Vladimir Putin ha affidato a Donald Trump una serie di richieste drastiche per porre fine al conflitto in Ucraina. Il tycoon, che lunedì riceverà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, si è mostrato favorevole a queste condizioni, segnando un netto allontanamento dalla strategia europea.
Il summit, durato meno del previsto, si è concluso senza un accordo ufficiale ma con una lista di pretese che, secondo i media americani, Trump presenterà a Kiev.
Ecco i punti chiave del piano di Putin:
- Accordo di pace totale: Putin respinge l’idea di un cessate il fuoco temporaneo e spinge per un accordo di pace definitivo. Una posizione che Trump ha prontamente appoggiato, abbandonando la sua precedente linea di una cessazione progressiva delle ostilità.
- La resa del Donbass: La Russia chiede che l’Ucraina si ritiri completamente dalla regione di Donetsk. Un’accettazione che garantirebbe a Mosca il pieno controllo dell’intera regione del Donbass, già in gran parte occupata.
- Congelare il fronte: Nelle province parzialmente occupate di Kherson e Zaporizhzhia, Putin propone di “congelare” la situazione attuale. In cambio, promette di non avanzare ulteriormente.
- Lingua russa e chiese ortodosse: A completare la lista, Putin esige che il russo venga riconosciuto come lingua ufficiale in Ucraina e chiede garanzie per le chiese ortodosse legate al patriarcato di Mosca.
Il repentino cambio di rotta di Trump ha suscitato preoccupazione tra gli alleati europei. I leader di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Unione Europea hanno firmato una dichiarazione congiunta ribadendo il loro sostegno all’Ucraina e sottolineando che spetterà a Kiev decidere del proprio futuro. Hanno inoltre chiarito che la Russia non avrà diritto di veto sull’eventuale adesione dell’Ucraina a UE e NATO, e che i confini internazionali del paese non dovranno essere modificati con la forza.
Con un piano di pace sgradito in arrivo, Zelensky si è assicurato il supporto dei partner europei e ha sottolineato l’importanza di un fronte comune con gli Stati Uniti per evitare di cadere in una “trappola”.