Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha firmato il decreto per revocare la nomina di tutti i membri del Nitag, il Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni. La decisione arriva dopo giorni di accese polemiche suscitate dall’inclusione di due membri che in passato avevano espresso posizioni critiche sui vaccini.
La scelta di Schillaci di azzerare la composizione del comitato è stata vista come un passo indietro necessario per tutelare la credibilità delle istituzioni sanitarie. “La tutela della salute pubblica richiede la massima attenzione e un lavoro serio, rigoroso e lontano dal clamore”, ha dichiarato il Ministro, aggiungendo che si procederà con un “nuovo procedimento di nomina per coinvolgere tutte le categorie e gli stakeholder interessati”.
La revoca del Nitag ha diviso il mondo politico, ma è stata ampiamente applaudita dalla comunità scientifica. Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, ha definito la mossa di Schillaci “positiva” e un riconoscimento della correttezza delle critiche. Di contro, la capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella, pur giudicando la decisione un passo doveroso, ha parlato di un grave “vulnus” nella gestione della sanità pubblica, suggerendo che le nomine originali fossero frutto di pressioni.
Simile la posizione di Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, che ha definito la decisione del Ministro una “buona notizia”, ma ha criticato la maggioranza di destra per aver “flirtato con la cultura no-vax”. Anche Riccardo Magi, segretario di Più Europa, ha parlato di “figuraccia”, sostenendo che il governo sia stato “sgamato ad accarezzare i novax”.
Nel frattempo, la comunità scientifica ha espresso grande soddisfazione. L’infettivologo Matteo Bassetti ha parlato di una “grande vittoria del mondo medico-scientifico” e di una “sconfitta della politica ottusa e complottista”. La Fondazione Gimbe, tramite il suo presidente Nino Cartabellotta, ha definito l’azione di Schillaci una dimostrazione del “valore della scienza e della sanità pubblica”.
La decisione del Ministro è arrivata anche in risposta a una forte mobilitazione civica e scientifica. Il Patto Trasversale per la Scienza aveva lanciato una petizione per chiedere la revoca delle nomine di Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite, che in nove giorni ha raccolto oltre 35.000 firme. Secondo l’associazione, la risposta del Ministero dimostra che “le istituzioni devono ascoltare cittadini e comunità scientifica”. Tra i sostenitori dell’appello, figure di spicco come il Nobel Giorgio Parisi e il farmacologo Silvio Garattini.
Il senatore del M5S Orfeo Mazzella ha espresso profonda preoccupazione, chiedendo chiarezza sulle responsabilità delle nomine originali e suggerendo che Schillaci possa aver agito senza un’adeguata valutazione dei curricula, oppure che le nomine siano state dettate da “pressioni” interne al Ministero.