MOODY’S ABBASSA LE STIMA DI CRESCITA DELL’ITALIA
“Sull’Ilva e’ stato commesso un delitto perfetto. Dal parere dell’avvocatura capirete che c’e’ pochissimo di regolare in questa gara”: cosi’ Di Maio. Il ministro del Lavoro afferma quindi che la gara “e’ illegittima, ma non si puo’ annullare”. Moody’s ha abbassato le sue stime di crescita del Pil italiano dall’1,5% all’1,2% per il 2018 e dall’1,2% all’1,1% per il 2019.
La gara per l’aggiudicazione dell’Ilva e’ irregolare ma non ci sono vizi tali da richiedere l’annullamento in autotutela della gara per la cessione dell’acciaieria alla cordata guidata da ArceloMittal. Sono le conclusioni del Mise dopo i pareri dell’Anac prima, e dell’Avvocatura dello Stato poi. E per il ministro Luigi Di Maio, questo e’ “il delitto perfetto”. La palla passa al governo che dovra’ decidere come sbrogliare la matassa. “Per l’annullamento della gara deve decidere il ministero”. Questo il parere finale arrivato anche dall’Avvocatura dello Stato. Ma non e’ tutto qui. L’Avvocatura, spiega Di Maio in una conferenza stampa convocata al Mise per illustrare il contenuto delle 35 pagine ricevute, “ci dice che sulla cessione dell’Ilva e’ stato commesso un delitto perfetto da parte dello Stato, perche’ c’e’ pochissimo di regolare in questa gara, e’ illegittima”. Secondo Di Maio l’illegittimita’ dell’atto “c’e’ perche’ c’e’ un eccesso di potere, perche’ non sono stati permessi i rilanci”. Ma per annullare la procedure “non basta che l’atto sia illegittimo”, sostiene il ministro, deve sussistere anche un altro requisito: la “tutela dell’interesse pubblico concreto e attuale che riguarda il piano ambientale” e anche “l’accordo tra ArcelorMittal e i sindacati sugli esuberi. Il secondo requisito, quindi, si gioca sia sul tavolo occupazionale che al ministero dell’Ambiente”. Un annullamento della gara, secondo quanto riferisce Di Maio, potrebbe avvenire nel caso in cui si presenti un altro offerente: “Se oggi, dopo 2 anni e 8 mesi, esistessero aziende che volessero partecipare alla gara noi potremmo revocare questa procedura per motivi di opportunita’”, ha detto il ministro, e ha riconosciuto: “Oggi non abbiamo aziende che vogliono partecipare”. “L’Avvocatura – ha aggiunto – ci dice che noi potevamo annullare per opportunita’ ma avremmo dovuto indennizzare il privato che aveva vinto”.
La responsabilita’, secondo il ministro, non e’ di Mittal, che “e’ sempre stata in buona fede. Il delitto perfetto e’ stato commesso dallo Stato, non dal soggetto privato”, accusa Di Maio, consapevole che “il tempo stringe” e il termine massimo che resta il 15 settembre: entro quella data, assicura il ministro, si ritornera’ “al tavolo con sindacati e Mittal”. I sindacati insorgono. “Siamo di fronte a una grave irresponsabilita’ delle istituzioni”, afferma il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, secondo cui “e’ ormai chiara l’impossibilita’ della ripresa del confronto con Arcelor Mittal e il raggiungimento di un accordo, data l’assenza di una regia del Governo e del dicastero guidato da Di Maio”. Per la segretaria generale della Fiom Francesca Re David “le dichiarazioni odierne del ministro Di Maio non rappresentano alcuna rivelazione”. La Fiom, avverte Re David, “non partecipera’ ad alcuna trattativa parallela con Mittal mentre in altra sede si decidono i destini dell’Ilva”. La leader Cisl, Annamaria Furlan, afferma: “Il Governo ha il dovere di prendere una decisione definitiva per garantire la continuita’ della produzione di acciaio di cui il Paese ha bisogno e avviare il risanamento ambientale”. Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e’ costernato: “Non immaginavo di trovare da parte delle istituzioni dello Stato tanta approssimazione,tanta burla, tanta irrazionalita’ ai danni dei tarantini”. “Oggi – aggiunge Melucci- siamo molto preoccupati. Credo che sia arrivato il momento che la citta’ sana, che e’ in maggioranza, si schieri con una voce sola e metta in campo iniziative anche clamorose”. Ma dalla politica, la polemica e’ su piu’ fronti. Reagisce per primo e con durezza Carlo Calenda (Pd), ex ministro dello Sviluppo economico, che ha seguito la vicenda Ilva: “Caro Luigi Di Maio il ‘delitto (im)perfetto’ e’ il tuo verso la nostra intelligenza. Se la gara e’ viziata annullala. ‘Potremmo se ci fosse qualcuno interessato’ e le altre fesserie del genere che ci stai propinando da mesi, dimostrano solo confusione e dilettantismo”. Da Forza Italia Mara Carfagna, vice presidente della Camera, chiede che sia reso pubblico il parere dell’Avvocatura. Analoga richiesta viene dal Pd, il cui segretario Maurizio Martina afferma: “Un governo irresponsabile gioca con la pelle dei lavoratori”.