MISE, TRATTATIVA RISCHIA. ‘STUPORE E SCONCERTO PER DECISIONE MENTRE IL CONFRONTO PARTE’
‘Stupore e sconcerto’ viene espresso dal Ministero Sviluppo economico per la decisione odierna dei lavoratori dell’Ilva di occupare lo stabilimento di Genova. La Fiom Cgil: ‘La protesta e’ solo agli inizi’. Da Roma la replica: ‘La Fiom mette a rischio la trattativa proprio mentre il confronto fra le parti si e’ finalmente avviato’.
Riflettori accesi sull’Ilva di Genova, linea dura con lo stabilimento occupato, lavoro sospeso e davanti alla sede di Cornigliano questa mattina è stata montata anche una tenda rossa proprio di fronte ai cancelli e alla portineria dell’acciaieria.”Invitiamo le istituzioni a venirci a trovare in quello che sarà il nostro quartier generale, per difendere Ilva e per difendere il lavoro”, spiega Bruno Manganaro, segretario provinciale della Fiom genovese. Questa mattina alle 8.30 i lavoratori si sono riuniti all’interno della fabbrica in un’assemblea, convocata dalla rsu che ha proposto l’occupazione dello stabilimento che con ogni probabilità proseguirà nei prossimi giorni fino a mercoledì.La proposta è stata condivisa all’unanimità e i lavoratori sono poi scesi in piazza per un corteo nelle vie del quartiere di Cornigliano.Una nuova mobilitazione per ribadire la richiesta di un tavolo sul caso Genova nell’ambito della vertenza nazionale legata al piano assunzioni ed esuberi annunciato da gruppo industriale di Arcelor Mittal.
Sullo stabilimento genovese la volontà è quella di chiedere il rispetto dell’accordo di programma 2005, sottoscritto da Governo e istituzioni locali, che prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali per la fabbrica e nuovi investimenti sullo stabilimento per la lavorazione a freddo.”Abbiamo scritto insieme a tutte le organizzazioni sindacali e alle istituzioni chiedendo un tavolo per Genova e vogliamo che quell’accordo sia rispettato, perché è giuridicamente valido”, spiegano ancora dalla Fiom. Intanto i metalmeccanici della Cgil non saranno mercoledì a Roma al Mise per l’incontro in programma sulla vertenza Ilva, Fim e Uilm invece si siederanno al tavolo.Il piano di AM Investco, che a livello nazionale prevede circa 4.000 esuberi, su Genova si tradurrebbe in 600 posti di lavoro in meno oltre alla cancellazione dell’accordo di programma, licenziamento e riassunzione per gli operai con conseguente perdita di tutele e anzianità.
“Desta stupore e sconcerto che la Fiom – Cgil promuova, fuori da ogni regola, l’interruzione delle attività e proclami il presidio dello stabilimento Ilva di Genova, mentre il confronto fra le parti si è finalmente concretamente avviato”. Così in una nota il ministero dello Sviluppo economico in merito alla vicenda Ilva. Il ministero, si sottolinea, “con molta determinazione, è intervenuto per consentire la ripresa del confronto tra azienda e sindacati su basi più favorevoli per i lavoratori sia per quanto riguarda gli aspetti occupazionali sia con riferimento a quelli relativi al reddito per tutti i lavoratori Ilva. Ovviamente continuerà a vigilare affinché il negoziato si concluda con il consenso di tutte le parti. Proprio mentre si apre il confronto, reparto per reparto, del piano industriale proposto dall’investitore una simile iniziativa rischia di mettere a repentaglio la trattativa per tutta l’llva”. Il Mise ricorda che “tra investimenti industriali ed ambientali, dell’Amministrazione Straordinaria e dell’investitore, e rimborso ai creditori stiamo parlando di 5,3 miliardi di euro, ovvero il più grande investimento industriale in Italia da decenni a questa parte”.
“L’iniziativa di questa mattina dei lavoratori di Genova di occupare lo stabilimento di Cornigliano dimostra che la Fiom non è isolata. I lavoratori sono gli unici che possono isolare la Fiom, ma con la mobilitazione di oggi dimostrano esattamente il contrario. La Fiom ringrazia i lavoratori di Genova che con la loro iniziativa stanno mantenendo alta la mobilitazione per permettere l’avvio del negoziato per la vertenza Ilva. Per la nostra organizzazione è necessario che il ministro Calenda riveda la sua scelta di non convocare al tavolo sull’Accordo di programma tutti i soggetti firmatari. Non è sufficiente aver congelato il procedimento ex articolo 47 per avviare il confronto. La vertenza per la cessione del Gruppo Ilva non è un fatto tecnico tra governo, azienda e sindacati: è un confronto da cui dipendono occupazione, produzione industriale e risanamento ambientale”. Lo affermano in una nota congiunta Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom-Cgil.