Non ci sara’ il rischio di spegnimento degli impianti Ilva il 9 gennaio. “Anche la Regione Puglia dopo il Comune di Taranto ha depositato la rinuncia alla richiesta di sospensiva al TAR sul decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che contiene il Piano Ambientale per Ilva”. L’annuncio arriva dal ministro dello Sviluppo Calenda. “E’ un segnale positivo – spiega – che scongiura il rischio spegnimento il 9”. L’Ilva intanto fa sapere che entro oggi saranno pagati ai fornitori dell’indotto pugliese tutti i debiti accumulati fino al 10 dicembre 2017 per un ammontare di oltre 30 milioni di euro.
“La mia interpretazione e’ che il ministro Calenda era in un cul de sac. Aveva capito che noi non avremmo fatto marcia indietro, e che il Tar ci avrebbe dato ragione. E ci dara’ ragione, se non si modifica il piano industriale e ambientale. Dunque, finge di aver conquistato una grande vittoria. A noi va bene cosi’. Calenda dica quello che vuole, basta che da domani si sieda al tavolo e cominci a lavorare con noi”. Lo afferma il governatore della Puglia, Michele Emiliano, in un’intervista alla Stampa in cui torna a chiedere il passaggio dal carbone al gas. “L’Italia si e’ impegnata con l’accordo di Parigi a decarbonizzare l’economia. Ma poi, quale imprenditore investirebbe per rinnovare 2 altiforni su 5 con vecchie tecnologie a carbone, e non con quelle piu’ moderne, basate sul gas? Peraltro, tecnologie ideate dalla azienda italiana Danieli, che le vende in tutto il mondo”, dichiara Emiliano. “Mittal ha detto di essere disponibile a valutare le tecnologie che la Puglia suggerisce. Non so per quale motivo il governo non vuole che si apra questo confronto. Sarebbe assurdo non permettere a Mittal di investire in un sistema molto meno inquinante, e piu’ gradito ai tarantini”.