DIFFUSO IL TESTO DELLA TELEFONATA CON ZELENSKIJ
Nancy Pelosi, speaker democratica della Camera, annuncia l’avvio di una inchiesta formale di impeachment per il presidente Donald Trump.
“Gli atti del presidente finora hanno violato la Costituzione. La Camera dei rappresentanti avvierà un’indagine ufficiale per la procedura di impeachment. Nessuno è al di sopra della legge”, ha detto l’esponente di primo piano dei democratici. Di “caccia alle streghe spazzatura” ha parlato, invece, Trump, finito nel mirino per il caso delle conversazioni telefoniche con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, al centro di rivelazioni dell’intelligence. Secondo l’accusa, il presidente Usa avrebbe fatto pressioni su Kiev per avviare un’indagine sul suo rivale politico Joe Biden e sul figlio Hunter, ex membro del consiglio di amministrazione di una società ucraina del gas.
La speaker della Camera ha attaccato: “Le azioni della presidenza Trump hanno rivelato i fatti disonorevoli del tradimento del presidente all’atto del suo giuramento, della nostra sicurezza nazionale e dell’integrità delle nostre elezioni”.
Trump, che ha partecipato all’assemblea Onu, si è difeso su Twitter e ha lanciato l’accusa di una “persecuzione presidenziale”. E ha aggiunto: “Un giorno così importante alle Nazioni Unite, così tanto lavoro e tanto successo, e i democratici hanno volutamente dovuto rovinarlo e sminuirlo con le ultime notizie sulla caccia alle streghe spuzzatura. Così brutto per il nostro Paese!”. “Non hanno neanche visto la trascrizione della telefonata”, ha detto il presidente americano.
E’ improbabile che questa procedura per il via all’impeachment porti alla sua destituzione per via della maggioranza repubblicana al Senato. A margine dei lavori al Palazzo di Vetro, lo stesso Trump aveva commentato: “Dicono tutti che sarebbe positivo per me in occasione delle elezioni”.
“Nessuna nessuna pressione, niente di niente, e’ una grande bufala”: cosi’ il presidente Usa, Donald Trump, in conferenza stampa all’Onu, commenta la trascrizione della telefonata con il collega ucraino Zelensky.
Richard Burr, il presidente della commissione Intelligence del Senato (un repubblicano), ha detto alla stampa di avere ricevuto e di avere iniziato a leggere la denuncia della ‘talpa’ riguardante la controversa telefonata tra il presidente americano, Donald Trump, e quello ucraino. Burr non ha voluto fornire commenti. Fino a ieri l’amministrazione Trump aveva impedito all’ispettore generale dell’Intelligence Usa, a cui la denuncia era stata presentata, di fornire un briefing al Congresso o di consegnare ai legislatori la denuncia stessa. Di questo ieri si era lamentata Nancy Pelosi, la speaker della Camera Usa, quando aveva annunciato l’avvio di un’inchiesta per l’impeachment di Trump. La denuncia in questione riguarda una serie di eventi tra cui c’è anche la telefonata in cui Trump ha chiesto al presidente ucraino di indagare sul figlio di Joe Biden.
Nancy Pelosi ha smarrito la strada, si e’ fatta travolgere dall’ala radicale del suo partito”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, commentando la richiesta di impeachment fatta dalla speaker della Camera, ieri. Trump ha parlato a margine dell’incontro bilaterale a New York con il colleha Volodymyr Zelensky, lodandolo per la “voglia di indagare con forza tutti i tipi di corruzione”. Il giudizio conferma la linea di difesa che i repubblicani manterranno nelle prossime settimane in merito ai contenuti della telefonata del 25 luglio, la cui trascrizione e’ stata resa nota in mattinata. Trump, e’ la linea di difesa, non puntava a danneggiare un suo potenziale avversario politico, Joe Biden, chiedendo al presidente ucraino di riaprire un’indagine su di lui e il figlio, Hunter Biden, membro nel consiglio d’amministrazione di un’azienda ucraina del gas coinvolta in un caso di corruzione. Il procuratore che aveva avviato l’inchiesta era stato rimosso. L’obiettivo della richiesta di Trump a Zelensky sarebbe stata fatta, sostengono i repubblicani, per “combattere la corruzione di Washington, dai Biden ai Clinton”, come ha sostenuto il manager della campagna di Trump, Fred Pascale. Zelensky, seduto al fianco del presidente, ha negato di aver subito pressioni. “Avete letto tutta la trascrizione – ha spiegato, rispondendo alle domande dei giornalisti – Scusatemi, ma non voglio essere coinvolto nelle elezioni democratiche degli Stati Uniti. Penso che abbiamo avuto una buona telefonata, abbiamo parlato di molte cose, ma come avete potuto capire leggendo il testo, nessuno mi ha fatto pressione”.