“Trovo squallido che un quotidiano italiano regali oggi il Mein Kampf di Hitler. Il mio abbraccio affettuoso alla comunità ebraica #maipiù”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi, a proposito dell’iniziativa editoriale de ‘Il Giornale’.
A Bergamo, un edicolante rifiuta di vendere l’allegato. Fassina: “Ora pubblichino il Diario di Anna Frank”. Fassino: “Indecente”. Sala: “Uno scandalo totale”. Rosato, capogruppo Pd alla Camera: “Vergognosa operazione elettorale”. Sallusti: “Vogliamo far conoscere l’origine della piu’ grande tragedia del Novecento”
Il Giornale pubblica in allegato il manifesto politico di Adolf Hitler. L’iniziativa suscita polemiche e sdegno tra gli ebrei italiani e in Israele, ma non solo. “Un fatto squallido, lontano anni luce da qualsiasi logica di studio e approfondimento della Shoah”, ha commentato il presidente dell’Unione delle Comunita’ ebraiche italiane, Renzo Gattegna, definendo “indecente” l’operazione del Giornale.
“La distribuzione gratuita nelle edicole del Mein Kampf rappresenta un fatto squallido, lontano anni luce da qualsiasi logica di studio e approfondimento della Shoah e dei diversi fattori che portarono l’umanita’ intera a sprofondare in un baratro senza fine di odio, morte e violenza”. Il presidente dell’Unione delle Comunita’ ebraiche italiane, Renzo Gattegna, stigmatizza l’iniziativa del “Giornale” che domani allega al quotidiano il libro-manifesto della follia xenofoba e antisemita di Adolf Hitler. “Bisogna dirlo con chiarezza: l’operazione del Giornale e’ indecente – aggiunge Gattegna -. E bisogna soprattutto che a dirlo sia chi e’ chiamato a vigilare e a intervenire sul comportamento deontologico dei giornalisti italiani”.
“La decisione del quotidiano ‘Il Giornale’ di regalare ai propri lettori una copia del Mein Kampf di Hitler ci ha lasciato profondamente sbigottiti e indignati”. Lo scrive in una nota l’Associazione nazionale dei partigiani d’Italia. “Nessun libro va mai messo al bando. Ma promuovere la lettura del Mein Kampf è estremamente grave e allarmante.Si tratta di un testo giustificativo della Shoah e dei crimini più atroci compiuti dal nazismo, radicalmente in contrasto con la nostra Costituzione repubblicana, profondamente antifascista e con i valori di libertà e di democrazia rivendicati dalla Resistenza italiana ed europea”.
“Che qualcuno abbia pensato di usare il ‘Mein Kampf’ per accrescere le vendite e’ un fatto senza precedenti e allarmante”. Cosi’ Efraim Zuroff, direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, ha commentato la decisione de ‘Il Giornale’ di diffondere domani, insieme al quotidiano, il libro scritto da Adolf Hitler e base ideologica del nazismo. Zuroff ha spiegato che “il fascismo e il razzismo, rifugio degli estremismi, risorgono quando ci sono condizioni economiche non buone. In genere l’avvento del fascismo ha sempre quella radice. A quanto pare – ha spiegato – quel giornale ha fiutato che c’e’ richiesta, che sia curiosita’ o identificazione”. “In Germania – ha ricordato – di recente e’ stata pubblicata e messa in vendita un’edizione del libro: erano 3 mila pagine. Il testo originale era affiancato da un altro di commento affidato ad un Istituto tedesco molto qualificato in cui si spiegavano i contenuti”. “Ora una casa editrice di Lipsia – ha aggiunto Zuroff – sta pensando di mettere sul mercato un ‘Mein Kampf’ senza note accademiche, ma non e’ chiaro se avra’ l’autorizzazione legale per farlo”.
“Nessun libro va messo al bando, mai. Ma promuovere la lettura di Mein Kampf e’ grave in quanto e’ un testo giustificativo dei crimini piu atroci contro la persona e le comunita’, radicalmente contraddittorio con la nostra Costituzione antifascista. Speriamo che i lettori de Il Giornale lo lascino nelle edicole”. Lo scrive su Facebook Stefano Fassina di Sinistra Italiana. “Sarebbe interessante sapere – conclude Fassina – se il disinvolto quotidiano ha in programma la pubblicazione anche di Anna Frank o ‘Le lettere dei condannati a morte della Resistenza”.
“La mia prima domanda e’: perche’?”. Cosi’ Emanuele Fiano, deputato del Pd, commenta la scelta di allegare il Mein Kampf a “Il Giornale”. “E’ incomprensibile – spiega – il motivo per cui un quotidiano nazionale senta il bisogno di pubblicare la summa ideologica del piu’ grande criminale contro l’umanita’. Forse io non sono obiettivo, dato che Hitler e’ il responsabile dello sterminio di 11 miei parenti di sangue, tutto il ramo paterno della mia famiglia. Ma, distaccandomi per un momento dalla vicenda personale, io credo che si possa affermare che non c’e’ nessuna giustificazione possibile che possa perdonare la diffusione del libello nazista. Tanto piu’ in tempi di intolleranza razziale e crescita di inquietanti gruppi neofascisti in tutta Europa, fatto che ha portato il Parlamento, proprio in queste ore, ad approvare una legge sull’aggravante di negazionismo per i vari reati di discriminazione gia’ presenti nel nostro ordinamento. Si puo’ sempre scegliere se giudicare la propria azione sotto il profilo delle copie vendute di un giornale o per il contributo alla crescita civile e culturale di una collettivita’. Io non ho dubbi: la pubblicazione del testo di Hitler e’ una offesa a chi ha subito la violenza nazifascista. Io il Mein Kampf non lo avrei pubblicato”.
“Un quotidiano italiano offrira’ gratis il Mein Kampf di Hitler, bruciatore di vite umane e di libri. È atto osceno in luogo pubblico”. Cosi’ lo scrittore Erri De Luca su Twitter.
“Non credo che sia dannoso pubblicarlo, ma neanche utile: è un libro davvero molto brutto, scritto malissimo, noioso; ma non pericoloso. Non fece effetto a suo tempo e non credo che possa farne a maggior ragione oggi”. E’ il giudizio che esprime all’AdnKronos lo scrittore, storico e giornalista Arrigo Petacco, autore di diverse opere su Mussolini, il fascismo e i Savoia, sull’iniziativa editoriale del ‘Giornale’ di pubblicare e regalare ai propri lettori il ‘Mein Kampf’ di Adolf Hitler. “L’unico motivo per cui si può prendere in mano quel libro è semplicemente la curiosità, a parte quei fanatici che vogliano non dico leggerlo ma tenerlo in libreria per il solo gusto di esporlo… Non ha alcuno valore dal punto di vista letterario, politico e culturale; è solo un simbolo del nazismo, della ‘battaglia’, come dice il titolo, ideologica e delirante di Hitler”. Ricorda Petacco: “Persino Mussolini, quando incontrò Hitler, parlò poi di un libro-mattone impossibile da leggere; e in effetti è davvero illeggibile”. In ogni caso, precisa Petacco, “io sono contrario ai divieti, il libri vanno tutti pubblicati e nessuno bruciato. Magari, va posta all’inizio di certi libri come il ‘Mein Kampf’ qualche nota, qualche avvertenza, diciamo qualche controindicazione utile per i lettori”.
“Per capire com’è potuto nascere il male assoluto, bisogna andare alla fonte e non aver paura di storicizzare le tragedie del Novecento. Non avrei problemi, per dire, a pubblicare anche il Libretto rosso di Mao…”. Lo dice all’Adnkronos il direttore de ‘Il Giornale’ Alessandro Sallusti a proposito della scelta di offrire in omaggio con l’acquisto del quotidiano, il “Mein Kampf” di Adolf Hitler, come avvio della collana di otto volumi dedicata alla storia del Terzo Reich. “Lo studio del Novecento ha avuto come tabù proprio il nazismo, come se la storia fosse finita lì. Ma la prima regola -aggiunge- è conoscere ciò di cui parliamo e questo libro, che ha cambiato la storia dell’Europa e dell’Occidente, non a caso viene presentato nell’edizione critica curata da uno storico di vaglia come Francesco Perfetti”. L’iniziativa ha un immediato precedente in Germania dove sono scaduti i diritti e un’edizione critica è stata pubblicata dall’Istituto di storia contemporanea di Monaco di Baviera. Un editore “non certo sospettabile di simpatie filo naziste” sottolinea Sallusti, che rileva come l’iniziativa in Germania abbia avuto “anche il beneplacito delle della comunità ebraica” e un ministro ne abbia anche proposto lo studio nelle scuole. “Indubbiamente -concede- un certo effetto lo fa, ma è il libro che ha fatto effetto e non credo nessuno possa pensare, se non nel caso di palese strumentalizzazione, ad un’operazione di ‘propaganda’ che sarebbe contro la storia stessa del ‘Giornale: basterà seguire la guida di Perfetti per capire la portata culturale dell’operazione”.