Dopo i presunti hackeraggi russi sul voto Usa, Obama espelle 35 persone definite “agenti dell’intelligence” di Mosca. Il Cremlino minaccia ritorsioni e intanto chiude una scuola angloamericana moscovita. La Casa Bianca afferma di temere ora interferenze russe anche sulle elezioni in Europa. Trump afferma di voler incontrare l’intelligence e liquida la faccenda invitando a passare a “cose migliori e piu’ grandi”.
Il presidente Usa, Barack Obama, ha ordinato l’espulsione di 35 diplomatici russi e nuove sanzioni contro organi di spionaggio, funzionari e servizi segreti russi che Washington crede siano coinvolti negli attacchi hacker ai partiti politici nelle elezioni presidenziali americane dell’8 novembre.Le misure, prese negli ultimi giorni dalla sua presidenza, segnano il livello più basso nelle relazioni tra Usa e Russia, già deteriorati per il conflitto nell’est dell’Ucraina e in Siria. ‘Queste azioni seguono i ripetuti avvertimenti pubblici e privati che abbiamo emesso al governo russo e sono una risposta necessaria e adeguata agli sforzi per danneggiare gli interessi degli Stati Uniti in violazione delle norme internazionali’, si legge nella nota del presidente. Inoltre, Obama ha promesso ulteriori misure contro la Russia, alcune delle quali segrete. ‘Queste azioni – prosegue il comunicato – non sono la somma totale delle nostre risposte alle attività aggressive da parte della Russia. Continueremo a prendere una serie di azioni in ogni momento e luogo che vorremo’.Il presidente ha poi esortato ‘amici e alleati di Washington a opporsi al tentativo di Mosca di scavalcare le norme internazionali di comportamento e di interferire nei governi democratici’. Secodno un alto funzionario Usa, infatti, ‘non vi è alcuna ragione di credere che la Russia cesserà di interferire nelle elezioni degli Stati Uniti e di altri Paesi’ tra cui alcuni dei alleati europei.
‘Le nuove sanzioni contro la Russa sono controproducenti e danneggiano il ripristino dei legami bilaterali’ ha dichiarato il commissario per i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto del ministero degli Esteri russo, Konstantin Dolgov, citato dall’agenzia Interfax. E dal Cremlino assicurano una rappresaglia ‘appropriata’ alle sanzioni. Secondo il presidente Vladimir Putin le nuove sanzioni Usa danneggernno le relazioni tra Mosca e Washington anche se dal Cremlino hanno sollevato dubbi sulla reale efficacia delle misure dato che il presidente Obama dovrà lasciare la Casa Bianca tra tre settimane. In effetti, l’azione di Obama arriva ad appena tre settimane dalla sua partenza da Washington, il 20 gennaio e Trump si troverà sul tavolo la decisione se mantenere o togliere queste e altre sanzioni imposte in precedenza contro la Russia.
Prime reazioni della Russia alle misure punitive e alle sanzioni imposte da Barack Obama in relazione ai cyber-attacchi durante la campagna per le presidenziali americane. E’ stata decisa la chiusura della Scuola anglo-americana di Mosca, frequentata anche dai figli del personale delle ambasciate britannica e canadese ma anche da molti ragazzi americani, ed e’ stato bloccato l’accesso alla residenza per le vacanze a disposizione dell’ambasciatore Usa a Serebryany Bor, vicino a Mosca. A darne notizia e’ stata la Cnn che ha citato un dirigente Usa. Fra le misure decise da Obama c’e’ anche il blocco di due edifici sul suolo americano che venivano usati dai russi per attivita’ di intelligence. Il presidente ha ordinato l’espulsione di 35 alti ufficiali di Mosca legati ai servizi segreti, a cui sono state date 72 ore per lasciare gli Stati Uniti insieme alle loro famiglie. Colpiti anche l’Fsb, cioe’ i servizi segreti russi, e il Gru, i servizi militari con quattro alti ufficiali (Igor Valentinovich Korobov, attuale numero uno del Gru, ed i suoi tre vice, Serghei Aleksandrovich Gizunov, Igor Olegovich Kostyukov e Vladimir Stepanovich Aleksev) che avrebbero direttamente ordinato i cyber-attacchi contro il Comitato Nazionale Democratico e altre organizzazioni politiche americane, inquinando le elezioni presidenziali.
Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che incontrera’ i vertici dell’intelligence Usa per fare il punto sulle accuse di hackeraggio alla Russia, ma dopo le sanzioni decise da Barack Obama ha invitato a guardare avanti nei rapporti con Mosca. “Nell’interesse del nostro Paese e del suo grande popolo, la prossima settimana incontrero’ i leader della comunita’ dell’intelligence per essere aggiornato sui fatti di questa situazione”, ha twittato Trump. “E’ tempo per il nostro Paese di procedere verso cose migliori e piu’ grandi”, ha aggiunto. Le sanzioni decise dal presidente Obama prendono di mira sia singoli individui che organismi russi: a 35 alti ufficiali di Mosca legati ai servizi segreti sono state date 72 ore per lasciare gli Stati Uniti insieme alle loro famiglie. Colpiti anche l’Fsb, cioe’ i servizi segreti russi, e il Gru, i servizi militari con quattro alti ufficiali (Igor Valentinovich Korobov, attuale numero uno del Gru, ed i suoi tre vice, Serghei Aleksandrovich Gizunov, Igor Olegovich Kostyukov e Vladimir Stepanovich Aleksev) che avrebbero direttamente ordinato i cyber-attacchi contro il Comitato Nazionale Democratico e altre organizzazioni politiche americane, inquninandeo le elezioni presidenziali. Trump ha sempre minimizzato sulla questione degli attacchi informatici al Partito democratico, arrivando a insinuare che potrebbero essere partito dagli stessi Stati Uniti, perche’ basterebbe “un ciccione di 400 chili che gioca a fare l’hacker dalla sua camera da letto”. Gia’ quanto era trapelata l’intenzione della Casa Bianca di sanzionare Mosca, non aveva nascosto la sua contrarieta’: “Dobbiamo andare avanti con le nostre vite”, aveva twittato.