Intesa Sanpaolo si prendera’ ‘tutto il tempo necessario per una valutazione completa e solida’ prima di decidere se procedere a un’integrazione con le Generali. E’ quanto ha spiegato il Ceo Carlo Messina presentando i conti. La banca procedera’ solo se sara’ comunque in grado di garantire ‘un dividendo per azione almeno pari a 3,4 miliardi di euro su base stand-alone’. Intesa ha chiuso il 2016 con un utile netto di 3,1 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2,74 miliardi dello stesso periodo del 2015, proponendo il pagamento di 3 miliardi di dividendi cash.
Un ‘caso di studio’ a cui dedicare tutto il tempo necessario. Intesa Sanpaolo frena sul dossier Generali e raffredda le aspettative del mercato, in attesa del lancio di un’offerta di scambio sul gruppo assicurativo. Intesa Sanpaolo ha derubricato a ‘case study’ una possibile combinazione industriale con Generali e il consigliere delegato dell’istituto, Carlo MESSINA, in conference call con gli analisti sui conti del 2016, pur non smentendo un interesse per l’operazione, ha chiarito che la banca si prenderà “tutto il tempo necessario per effettuare una valutazione ampia e solida”.
Dichiarazioni che hanno raffreddato le attese degli operatori del mercato. Con effetti immediati a Piazza Affari. Il titolo di Intesa Sanpaolo, penalizzato nelle ultime sedute, ha guadagnato il 2,66% a 2,23 euro. Fiacca invece Generali, in rialzo dello 0,27% a 14,98 euro. A spingere in borsa Intesa Sanpaolo anche i conti del 2016, che si è chiuso con un utile netto di 3,11 miliardi di euro, in aumento del 13,6% su base annua. Il cda ha deliberato di proporre all’assemblea dei soci la distribuzione di 17,8 centesimi di euro per azione ordinaria e 18,9 centesimi per azione di risparmio per un ammontare cash di 3 miliardi. Un primato fra i concorrenti europei, sia per l’ammontare in contanti della cedola sia per il dividend yield.