Il Medio Oriente è sull’orlo di un conflitto totale. Per il quinto giorno consecutivo, Israele e Iran si sono scambiati attacchi missilistici, ignorando gli appelli internazionali per una tregua. La situazione è precipitata ulteriormente dopo che il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha inaspettatamente lasciato il vertice del G7 in Canada per ordinare ai residenti di Teheran di “evacuare immediatamente“.
Le ostilità sono iniziate venerdì, con una serie di raid aerei israeliani contro obiettivi militari e nucleari iraniani. Nella notte tra lunedì e martedì, entrambi i Paesi hanno attivato i propri sistemi di difesa antimissile, riuscendo a intercettare gran parte delle offensive nemiche. Tuttavia, l’allarme è scattato nuovamente in Israele dopo una nuova ondata di attacchi iraniani su Teheran, che hanno colpito la sede della TV di Stato e un’area nel nord-est della città, con colonne di fumo visibili a distanza.
La tensione è palpabile a livello globale. L’Ambasciata cinese a Teheran ha chiesto ai propri cittadini di lasciare immediatamente Israele per la propria sicurezza. Il Pentagono ha annunciato l’invio di “capacità aggiuntive” nella regione, con la portaerei USS Nimitz in rotta verso il Medio Oriente per rafforzare la presenza militare statunitense. Nonostante ciò, la Casa Bianca ha ribadito che le forze americane mantengono una posizione “difensiva”.
Donald Trump, pur negando il coinvolgimento degli Stati Uniti negli attacchi iniziali, ha alimentato le speculazioni con il suo messaggio su Truth Social: “Tutti devono evacuare immediatamente Teheran!”, senza fornire ulteriori dettagli sulla minaccia imminente.
La retorica si fa sempre più accesa. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato lunedì sera che l’obiettivo della campagna è “eliminare i membri della leadership della sicurezza iraniana, uno dopo l’altro”. Ha inoltre sottolineato come le azioni israeliane stiano “cambiando il volto del Medio Oriente” e che questo “potrebbe portare a cambiamenti radicali anche all’interno dell’Iran”, ribadendo il controllo israeliano sui cieli iraniani.
Il bilancio delle vittime è tragico: almeno 24 morti in Israele e centinaia di feriti. Teheran riporta un numero ben più elevato, con almeno 224 morti, tra cui alti ufficiali, scienziati nucleari e civili.
Al vertice del G7 in Canada, i leader mondiali hanno espresso crescente preoccupazione, chiedendo una de-escalation pur ribadendo il diritto di Israele alla difesa. In una dichiarazione congiunta, hanno definito l’Iran “la principale fonte di instabilità e terrorismo nella regione” e hanno sottolineato che “l’Iran non deve mai ottenere un’arma nucleare”. L’appello si estende anche a una tregua immediata a Gaza.
Il dialogo nucleare tra Stati Uniti e Iran, che aveva visto diversi round di colloqui indiretti, è ora in stallo. Teheran ha annunciato la sospensione del dialogo a seguito degli attacchi israeliani. Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avvertito: “In assenza di una cessazione totale dell’aggressione militare contro di noi, le nostre risposte continueranno”. Araghchi ha lanciato un appello diretto a Trump, suggerendo che “una sola telefonata da Washington può mettere a tacere Netanyahu. Potrebbe essere quella la chiave per tornare alla diplomazia”.
Fonti statunitensi, citate dall’AFP, sostengono che il tycoon americano sia intervenuto personalmente per fermare un presunto piano israeliano volto ad assassinare la Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei. Interpellato da ABC News, Netanyahu non ha escluso questa possibilità, dichiarando: “Non farà degenerare il conflitto, lo farà finire.”
Il presidente americano firma la dichiarazione comune per la ripresa dei negoziati Israele-Iran, poi convoca il Consiglio per la sicurezza nazionale a Washington e lascia a sorpresa il vertice in Canada. ‘Se è per la tregua, bene’, dice Macron. Ma il numero uno della Casa Bianca lo attacca su X. ‘Il presidente francese, per farsi pubblicità, ha erroneamente detto che ho lasciato il vertice del G7 in Canada per lavorare a un cessate il fuoco tra Israele e Iran. Falso!’, scrive su X. ‘Non ha idea del perché io sia ora in viaggio per Washington, ma di certo non ha nulla a che fare con un cessate il fuoco. È molto più grande di questo. Che lo voglia o no, Emmanuel non lo capisce mai’.
L’Iran ha colpito con un attacco missilistico il quartier generale del Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana, vicino a Tel Aviv, scrive la Tass che cita l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Intanto, l’Idf fa sapere di aver eliminato il comandante dell’esercito Ali Shadmani: il suo predecessore era stato ucciso da Israele la settimana scorsa. Il capo della direzione dei Servizi segreti militari israeliani Binder ha detto oggi agli ufficiali che presto ‘daranno il via alle operazioni’ in altre zone dell’Iran, dopo che l’Idf ‘ha spianato la strada a Teheran’.
‘L’attacco israeliano all’Iran ha decretato la fine del negoziato, l’unica via d’uscita alla guerra è la sconfitta è ormai ‘la distruzione d’Israele’, scrive Kayhan, giornale che secondo il sito dell’opposizione all’estero Iran International si pubblica sotto la supervisione dello staff dell’ayatollah Khamenei. ‘La condizione per mettere fine alla guerra – si legge in un editoriale – non è un accordo di cessate il fuoco, né sono le pressioni politiche o una ritirata tattica. La fine della guerra richiede la completa distruzione d’Israele’.
È scoppiato un incendio nella sede della televisione di Stato iraniana a Teheran, dopo che ieri un attacco israeliano ha gravemente danneggiato uno degli edifici e causato tre morti. ‘Il fumo visto nell’edificio della radiotelevisione iraniana è dovuto a un incendio riacceso a causa del vento’, ha dichiarato l’emittente Tv.