Il clima di fiducia non è dei migliori tra i consumatori. A marzo si stima una diminuzione da 112,4 a 111,2; quello delle imprese, invece, passa da 98,2 a 99,2. Il punto dell’Istat sulla fiducia dei consumatori riflette il clima economico ma anche quello personale, soprattutto guadano al futuro. Mentre per le imprese l’indice di fiducia aumenta nei servizi (da 98,3 a 100,1) e nelle costruzioni (da 135,5 a 140,3). Rimane stabile nel commercio al dettaglio (a quota 105,5) mentre diminuisce nel comparto manifatturiero (da 101,6 a 100,8).
Nei servizi migliorano sia i giudizi sugli ordini sia, in misura più consistente, le valutazioni sull’andamento degli affari. “A marzo 2019 – si legge nella nota di commento – l’indice di fiducia delle imprese torna a crescere per la prima volta da giugno 2018, pur confermando per il quarto mese consecutivo un livello inferiore a quello medio dell’anno base. Il miglioramento coinvolge i comparti dei servizi e delle costruzioni ed è determinato dalla favorevole evoluzione dei giudizi sugli ordini. Invece, nel comparto manifatturiero l’indice conferma i segnali negativi che si manifestano quasi ininterrottamente da settembre 2017 ed a marzo 2019 scende ai minimi da quattro anni. L’indice di fiducia dei consumatori a marzo registra un minimo rispetto al periodo settembre 2017 – marzo 2019, condizionato da valutazioni più negative sia sulla situazione economica dell’Italia sia sulla situazione corrente”.