“L’Italia ha fatto dell’apertura al mondo, non soltanto in ambito economico-commerciale, ma scientifico e culturale, una delle direttrici della sua azione in ambito internazionale. Crediamo infatti che in un contesto sempre più globalizzato occorra mettere a fattor comune le informazioni, le competenze, i successi, rifuggendo dalle tentazioni del protezionismo, dalle involuzioni nazionalistiche, da artificiose chiusure in se stessi, che appaiono oggi antistoriche oltre che contro la logica e contro l’interesse della comunità mondiale. Nessun Paese – per quanto ricco o potente – è in grado, da solo, di risolvere anche soltanto una delle grandi sfide con le quali l’umanità, oggi, si confronta. E’ sulla base della ferma convinzione che vi sia necessità di unire invece che dividere, di aprire piuttosto che chiudere, che consideriamo, quindi, una priorità condurre a conclusione dei negoziati tra Mercosur e Unione Europea”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento al Congresso della Repubblica d’Argentina.
Un cantiere aperto, dice il capo dello Stato, “nel quale dobbiamo impegnarci con convinzione nella certezza dei vantaggi futuri. Per questo apprezziamo fortemente la spinta costruttiva impressa in proposito dall’Argentina. Dobbiamo sforzarci di lavorare per non perdere di vista le opportunità, straordinarie, che una vasta area di libero scambio tra regioni economicamente complementari e fra Paesi amici può creare, in termini di crescita, di rafforzamento delle nostre società solidali, soprattutto in termini di prospettive per le nuove generazioni. America latina ed Europa, in un mondo che si pretenderebbe sempre più frammentato e preda di guerre – se non in armi almeno economiche-commerciali -, insieme possono assolvere al ruolo di Continenti di pace, di aree di stabilità, di aree di assenza di conflitto: il dialogo tra sistemi continentali, uniti da medesimi valori, può dare nuovo slancio a quel “multilateralismo efficace” che tante prove positive ha fornito nel passato”.
Un comune destino accomuna i popoli, tanto che si può parlare di “patria terrestre”. In questo contesto il fenomeno migratorio rappresenta una “fonte di opportunità, di progresso, di crescita sociale”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando a Buenos Aires al Congreso de la Nacion a Camere riunite. “Valori di apertura e accoglienza accomunano” Argentina e Italia “su temi complessi quali quelli dei rifugiati e dei migranti, ai quali non singoli Paesi ma l’intera comunità internazionale è chiamata a dare risposte soddisfacenti e lungimiranti. L’apertura con la quale da questo Continente -e da questo Paese in particolare- si è guardato al fenomeno migratorio quale fonte di opportunità, di progresso, di crescita sociale, rappresenta -ha sottolineato il Capo dello Stato- un esempio che dovrebbe illuminarci anche oggi”.
“L’era della globalizzazione -ha quindi ricordato il Presidente della Repubblica- ha reso percepibile il comune destino dei popoli e per la prima volta ha consentito di poter parlare di ‘patria terrestre’. Una patria, il nostro pianeta, nel quale sentiamo di condividere una identica sorte, che sta al di là di ciò che determina il divenire dei nostri singoli Paesi”. “Nella nostra storia si concretizza il concetto di umanità quale comunità legata da un medesimo destino. I sistemi locali, nella loro diversità, si trovano a interagire con un sistema globale, al quale tutti siamo chiamati a prestare una maggiore e sempre nuova attenzione. L’avventura che ci ha legato, ci ha anche insegnato, in anticipo rispetto all’epoca della globalizzazione, come colmare le distanze geografiche, costruendo sensibilità comuni sulla base di valori condivisi che sono alla base delle nostre società”.