TAVECCHIO, ‘DOMANI DECIDIAMO’
Polemiche, recriminazioni e accuse ai vertici del mondo del calcio, il giorno dopo la clamorosa esclusione dell’Italia dai prossimi Mondiali di Russia. Il ministro dello sport Lotti attacca: ‘Il calcio va rifondato del tutto, ma le dimissioni riguardano Ventura e Tavecchio’. Anche il presidente del Coni Malago’ se la prende col n.1 della Federcalcio Tavecchio: ‘Fossi in lui mi dimetterei, se resta se ne assuma la responsabilita’. Ventura una scommessa persa dalla Figc’. Lo stesso Tavecchio ammette la delusione e annuncia per domani una riunione per decidere le scelte future, mentre il Ct Ventura, pur chiedendo scusa per la debacle, non si e’ dimesso. Restano negli occhi le lacrime di Buffon dopo il fischio finale di ieri: per lui addio all’azzurro, cosi’ come per Barzagli, Chiellini e De Rossi.
“Il problema non è solo Ventura e le sue dimissioni. Come sanno bene in Figc, mi sento di dire che l’inizio del suo progetto era legato a un’altra filiera di carattere tecnico che prevedeva un ruolo significativo di Lippi che poi non è più andato a buon fine. Probabilmente nell’impostazione del ruolo di Ventura, che poi è diventato responsabile di tutte le squadre nazionali, c’è stata una valutazione sbagliata. Purtroppo è stata una scommessa persa”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a margine della presentazione del nuovo stadio dell’Atalanta al salone d’onore del Coni. Malagò ha anche parlato del contratto di Ventura che “sarebbe stato rinnovato solo esclusivamente in caso di qualificazione dell’Italia al Mondiale. Che si dimetta oggi, o fra un mese cambia poco. Mi sembra che su Ventura gli elementi sono acclarati”. Dal presidente del Coni anche un ringraziamento a Buffon “perché ieri ci ha messo la faccia. Il suo grido di dolore non era solo per il fatto di non essere il primo giocatore della storia a disputare sei mondiali, ma sentiva il peso della sconfitta per i giovani e per tutto il Paese. Con lui ringrazio tutta quella generazione di calciatori che ci hanno dato grandi soddisfazioni”. E i complimenti alla città di Milano. “C’era gente che veniva da tutta Italia, da nord a sud. Quando all’82’ si sono messi a cantare l’inno d’Italia tutti in piedi. Che io ricordi non era mai successo, veramente una prova strepitosa di spingere, di dare la famosa carica dodicesimo uomo in campo. Milano ha strarisposto”.
“Ho sentito Carlo Tavecchio questa mattina – ha spiegato il numero 1 del comitato olimpico – gli ho chiesto quali sono le sue intenzioni: per domani alle ore 16 ha convocato un incontro con le rappresentanze delle componenti e delle varie leghe. Lui e’ padrone di assumersi le responsabilita’ perche’ non ci sono strumenti diversi: io mi dimetterei perche’ facendo cosi’ puo’ attestare anche la validita’ delle cose buone fatte, dalla crescita delle squadre giovanili allo sdoganamento della Var”. Le dimissioni di Tavecchio, pero’, non sono obbligate: “Abete e Prandelli andarono via? Non c’e’ una regola, non c’e’ una obbligatorieta’ – ha dichiarato Malago’ – Alcuni presidenti federali e allenatori sono rimasti al loro posto, si sono assunti questa responsabilita’, altri invece hanno deciso di lasciare. Sono scelte della propria coscienza. Se il signor Tavecchio ritiene, magari dopo l’incontro di ieri, di essere la persona maggiormente deputata per portare avanti il nuovo corso della Federcalcio, si assume la responsabilita’ di questa decisione”.
“Credo sia opportuno davvero sfruttare questa occasione per rifondare del tutto il calcio italiano”. Questo il messaggio lanciato dal ministro dello Sport, Luca Lotti, dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di calcio del 2018. “Non abbiamo scoperto ieri, con la partita contro la Svezia, che qualcosa non va – ha aggiunto Lotti entrando nella sede del Coni per partecipare alla presentazione del nuovo stadio dell’Atalanta – Siamo usciti al primo turno negli ultimi due Mondiali, non si riescono a eleggere i presidenti della Lega di A e di B. Insomma c’e’ molto da fare. E’ un problema che riguarda tutti, anche culturale: come si insegna a fare calcio, come i genitori stanno in tribuna. Lo dico anche da umile allenatore di provincia: forse e’ il caso di ripartire da li’, dalla base. Se mi aspettavo posizioni diverse da parte di Ventura e Tavecchio? Spetta a loro prendere delle decisioni. Tutti devono fare la loro parte, ciascuno per il proprio compito. Come governo stiamo provando a dare una mano al calcio con la riforma dei diritti televisivi. C’e’ ancora molto da fare, dobbiamo farlo tutti insieme”.
Il ‘Day after’ dell’esclusione dell’Italia dai mondiali e’ un’esplosione di polemiche che mettono il ct Gian Piero Ventura e il presidente della Figc, Carlo Tavecchio sul banco degli imputati. Per domani lo stesso Tavecchio ha convocato una riunione con tutte le componenti federali “per fare un’analisi approfondita e decidere le scelte future”. In quella sede potrebbe essere annunciato l’esonero del 69enne tecnico ligure, che non ha intenzione di dimettersi prima di aver negoziato la buonuscita. La vera posta in palio, pero’, riguarda la guida della Fgci. Se Tavecchio ha espresso amarezza e delusione e ha indicato la necessita’ di “una soluzione condivisa”, dal presidente del Coni, Giovanni Malago’, e’ arrivato un consiglio che sa di ‘sfiducia’.
Tavecchio, da parte sua, punta a prendere tempo forte della maggioranza nel Consiglio federale che sara’ convocato piu’ avanti: il 74enne dirigente, al suo terzo anno da presidente della Fgci, domani terra’ una sorta di “stati generali” del calcio con tutti i presidenti delle Leghe (quella di A e’ commissariata da lui stesso, quella di B e’ commissariata dall’avvocato Balata) e le componenti (Tommasi, Nicchi, Ulivieri). Il suo asso nella manica potrebbe essere la nomina di un ct di grande nome, ma Ancelotti pare abbia gia’ detto di no e Mancini e Allegri sono sotto contratto. L’ipotesi piu’ realistica e’ quella di un traghettatore come potrebbe essere Gigi Di Biagio, in attesa dei mondiali in Russia e della probabile ‘liberazione’ di alcuni nomi Top.