VELTRONI STRIGLIA IL PD: SIA INCLUSIVO, NO A SCISSIONE ATOMO
Walter Veltroni, fondatore del Pd, striglia il partito: ‘Mi auguro sia Pd inclusivo. La sinistra e’ specialista nella scissione dell’atomo: e’ incredibile che le persone che siano state insieme fino a poco fa oggi siano divise’. Ieri Renzi in direzione ha aperto al dialogo con tutti, ma senza “abiure”, per una coalizione che sia la piu’ ampia possibile. Ottimista Emiliano, sfidante di Renzi alle primarie: ‘Mi ha convinto, in questa occasione non poteva fare di piu”. L’apertura, invece, non convince Bersani.
Dialogo con tutti, ma senza “abiure”. In Direzione Renzi apre alla minoranza e si propone di lavorare per una coalizione piu’ ampia possibile. ‘Rivendichiamo quello che e’ stato fatto. C’e’ ancora tanto da fare, ma abbiamo rimesso in moto il Paese’. Il segretario si e’ detto pronto a dialogare con l’area moderata e con la sinistra che comprende Cp, SI e Mdp, con cui “c’e’ piu’ sintonia che con gli avversari storici”. Ma l’apertura non convince Bersani: ‘Non lo so – dice -, basta che si sappia che le chiacchiere stanno a zero, adesso ci vogliono dei fatti’.
Matteo Renzi vuole costruire una coalizione, non un mero apparentamento tecnico, e per questo “dobbiamo proporre un progetto vero”, che non può “partire da un’abiura”. Il segretario Pd lo ha detto parlando in direzione: “Vogliamo o no aprire un dibattito serio sia alla nostra sinistra che al centro dello schieramento su quello che possiamo fare insieme? Non condivido l’idea che la legge elettorale approvata costringa meramente a un mero apparentamento tecnico”. “Io – ha spiegato – credo che dobbiamo avere una prospettiva alta e seria e proporre un progetto vero alle persone che vorranno condividere con noi questo tratto di strada. Ma dobbiamo parlare il linguaggio della verità: il Jobs act ha fatto 986mila posti di lavoro, il 61% a tempo indeterminato”.
Per Matteo Renzi è “cruciale” coinvolgere i centristi nell’alleanza e, al tempo stesso, non vanno posti “veti” su Mdp. Il segretario democratico lo ha detto parlando alla direzione del partito: “Chi vorrà correre da solo se ne assumerà la responsabilità”. L’alleanza, ha aggiunto Renzi, dovrà essere allargata anche ai Radicali.
Il Pd è disposto a discutere con tutti di alleanze ed è anche pronto a “superare gli insulti” ricevuti, ha detto Matteo Renzi. “Se si vuole fare un dibattito alto e serio sul programma, il progetto, le idee, il Pd. Pronti a superare gli insulti che il Pd ha ricevuto? Gli insulti che ha ricevuto il segretario del Pd non valgono, sono talmente tanti?”. Ha aggiunto Renzi: “Gli insulti che ha ricevuto questa comunità sono profondamente ingiusti. Ma penso sarebbe une errore fermarsi alla politica dell’insulto, penso si debba guardare avanti e ragionare su una prospettiva alta e seria”.
In ogni caso il Pd non è disponibile a fare “abiure”, ha detto Matteo Renzi: “Noi dobbiamo rivendicare con forza e con orgoglio cio che abbiamo fatto”. Aggiungendo: “Le cose fatte in questi anni hanno prodotto un miglioramento nelle condizioni del Paese, a partire dall’aumento dei posti di lavoro. Non è una situazione economica figlia soltanto del ciclo economico. Abbiamo recuperato il gap, abbiamo ancora tanto da fare. Chi abiura rispetto a ciò che abbiamo fatto non si rende conto della situazione in cui eravamo”. “Saremo il primo gruppo parlamentare della prossima legislatura. C’è una comunità che ha voglia di affidarsi a qualcuno che la smetta con le polemiche interne e torni a parlare del futuro dei propri figli”, ha detto il segretario del Pd.
“Ogni volta che parliamo” dei problemi interni al Pd “perdiamo consenso e i sondaggi calano”, ha detto Renzi. “Finché – ha aggiunto – abbiamo parlato di vaccini, tasse, innovazione, siamo cresciuti, anche nel periodo della scissione. Quando invece ci guardiamo all’interno si determina un impoverimento della proposta politica del Pd e quindi del Paese”.
Il Pd cercherà di approvare lo Ius soli “senza creare alcuna difficoltà” al governo, ha aggiunto Matteo Renzi: “Dobbiamo togliere dal campo il tema dei diritti: non è che facciamo lo Ius soli se facciamo l’accordo con Mdp, noi lo Ius soli lo vogliamo fare lo stesso, perché un diritto è un diritto. Altrimenti diamo un’immagine pessima della politica. Cercheremo, nei limiti del possibile, senza creare alcuna difficoltà alla chiusura della legislatura, rispettando ciò che il governo e la coalizione vorranno fare”.
“Devi avere più fiducia verso chi ti chiede una linea netta. Il primo nemico di questo partito è l’isolamento”. Così Gianni Cuperlo si è rivolto al segretario del Pd, Matteo Renzi, intervenendo in Direzione. “Tu hai un enorme peso sulle spalle, noi siamo qui per condividerlo, ma dobbiamo crederci, dobbiamo andare fino in fondo, ricucire. Se lo faremo tu uscirai da questa storia come il segretario che non ha interrotto un’esperienza – ha proseguito l’esponente della minoranza dem -. Se questa ricucitura non dovesse esserci per me sarebbe difficile mettermi contro le mie radici. Hai ragione a dire che nessuo può chiederti di abiurare nulla di ciò che hai fatto ma nessuno può chiedere a me di abiurare a quella mia radice e identità, perciò proviamoci fino all’ultimo”. Nel suo intervento Cuperlo ha anche ricordato di non aver votato il jobs act e si augura che si riapra il confronto sulle parti che non hanno funzionato, quindi chiede rispetto alla coalizione nessun equivoco. Ha inoltre criticato l’atteggiamento della classe dirigente, che non ha mai accettato critiche, ma nello stesso tempo non accetta veti esterni sulla leadership del Pd.
“Segretario tu mi hai convinto”. Lo ha detto Michele Emiliano, intervenendo alla direzione del Pd. Emiliano ha quindi dato il suo ok a un documento unitario proposto dalla presidenza in cui vengono accolte alcune delle proposte avanzate dalla minoranza. Il ragionamento dell’area che fa capo al governatore pugliese sarebbe stato quello di non rompere con la maggioranza dal momento che è appena iniziata la trattativa per la costruzione della coalizione sulla quale ci sono state delle aperture da parte di Renzi.
Andrea Orlando apprezza “lo sforzo” di Matteo Renzi di dare credibilità alla proposta di un’alleanza larga di centrosinistra ma chiede che il segretario Pd prenda un’iniziativa sulla legge di bilancio per dare “credibilità” all’annuncio. “Il punto fondamentale rispetto alla relazione che il segretario ha fatto, e di cui apprezzo sinceramente lo sforzo, è quello di dare una credibilità a questa proposta politica”, ha spiegato Orlando. “Il primo punto è il come, quale iniziativa politica concreta assumiamo da domani. Qual è il terreno sul quale proponiamo, prima di tutto di fronte ai cittadini, la ripresa di una costruzione di una coalizione larga e plurale”. “Penso – ha spiegato il ministro – che un terreno sia quello della legge di bilancio, per dare subito alcuni segnali, e penso che si debba chiedere al segretario di definire qual è l’iniziativa politica che lui intende assumere, perché è un dato che è irrisolvibile e insuperabile è il fatto che il segretario è il dominus per come è costruito il nostro partito di questo processo politico”. Anche “sul terreno programmatico ci sono stati accenni che io condivido e apprezzo nella relazione del segretario”, ha concluso Orlando. “Ma su questo noi dobbiamo dire qual è esattamente il terreno e i tempi di un percorso di costruzione programmatica. Perché altrimenti tutto rimane sospeso nel vago. Se non diamo step attraverso cui misurare questo percorso, rischia di sembrare un modo per spostare di là la palla”.
Dario Franceschini apprezza la relazione di Matteo Renzi in direzione Pd. Il ministro dei Beni culturali scrive su twitter: “Un applauso convinto alla relazione di Matteo Renzi che apre alla costruzione di una alleanza di tutto il centrosinistra”.
La linea illustrata da Matteo Renzi in direzione è “giusta” e ora servono “atti concreti da parte di tutti”. Lo ha scritto su Twitter Anna Finocchiaro: “Il Pd unito per costruire un’ampia alleanza di centrosinistra. Ora atti concreti da parte di tutti per scrivere insieme un nuovo progetto politico. Questa la giusta linea della direzione Pd”.
“Maggiore sintonia con Mdp? Non lo so, bisogna vedere cosa dice sul resto. Lui si preoccupa sempre di rivendicare quello che si e’ fatto ma purtroppo c’e’ qualche milione di elettori che non sono d’accordo, e non sono Bersani o Speranza, che hanno un giudizio critico su tante cose che si sono fatte. Seguiamo la discussione. Basta che si sappia che le chiacchiere stanno a zero, adesso ci vogliono dei fatti”. Cosi’ Pierluigi Bersani, a Catanzaro, commenta le parole di Renzi alla Direzione Pd.
IL PUNTO – Nessuna abiura su quanto fatto dal Partito democratico in questi anni, porte aperte alla coalizione di centro sinistra, ma senza veti. E via libera allo Ius Soli e al testamento biologico entro questa legislatura. Matteo Renzi affida alla relazione in direzione nazionale la risposta a a settimane di tattica sulle alleanze, da una parte e dall’altra. A sinistra del Pd si chiede “discontinuita’” rispetto alle politiche seguite fin qui e il segretario dem cerca di dare una risposta. Apre alla possibilita’ di far diventare leggi lo Ius Soli e il Testamento Biologico prima della fine della legislatura, come chiesto da Pisapia, Bersani e anche dai Radicali Italiani che sono stati questa mattina al Nazareno. L’impegno del Pd c’e’, “faremo di tutto”, dice prima Ettore Rosato e conferma Matteo Renzi. Poi, il segretario traccia il perimetro della coalizione in vista del passaggio elettorale: dai “centristi e moderati” di Scelta Civica e Calenda, “a Campo Progressista, passando per la componente socialista, fino ad arrivare a Campo Progressista”. E anche gli ex Pd saranno bene accetti, sempre che vogliano esserci. “Senza veti”, e’ la condizione.
Mdp, pero’, guarda avanti, alle trattative con il Partito democraico preferisce il lavoro sul nuovo soggetto politico a cui sta lavorando con Sinistra Italiana e Campo Progressista. “Le chiacchiere stanno a zero”, commenta Bersani. La componente guidata da Giuliano Pisapia ieri si e’ mostrata molto piu’ articolata di quanto ci si attendesse. Gli applausi dell’Autitorium Antonianium all’intervento di Laura Boldrini, che ha chiuso al Pd, suonano come una presa di posizione contro la linea del dialogo perseguita dal leader. Renzi, pero’, ci crede ancora e cerca di infondere ottimismo in un partito che ha accusato la tornata elettorale siciliana. Tanto che Simona Bonafe’, inviata a riferire ai giornalisti che aspettano all’ingresso del Nazareno la fine della direzione, tiene a premettere che “il Pd non e’ in stato comatoso”. Il lavoro per organizzare la coalizione diventa, percio’, essenziale nelle parole del segretario. Renzi si dice convinto che il Pd, grazie alla coalizione che sapra’ mettere in piedi, “sara’ il primo gruppo in Parlamento nella prossima legislatura”. Orlando frena: “non conviene porci questo obiettivo” perche’, in virtu’ della legge attuale, con una coalizione piu’ stretta possiamo anche prendere un voto in piu’, ma non vince. Meglio, dice il ministro della Giustizia, puntare a una “coalizione a vocazione maggioritaria”, in cui magari il Pd non sara’ primo partito in Parlamento, ma che possa vicnere. E governare senza “l’incubo di una coalizione” post elettorale “con Berlusconi”, sottolinea Orlando. Si diceva delle condizioni per dare vita alla coalizione chiesta anche ieri da Pisapia, dalla minoranza dem e da parti della maggioranza. Una di queste e’ la rivendicazione di quanto e’ stato fatto in questi anni. Renzi non ci sta a gettare nel cestino il Jobs Act, “che ha creato 986mila posti di lavoro”, o il provvedimento sugli 80 euro, “grazie al quale tante famiglie oggi sono in condizioni migliori”. Ma apre alla richiesta di lavorare per ridurre il lavoro precario e vedere crescere quello a tempo indeterminato. Richiesta arrivata anche da Mdp che, pero’, l’ha formalizzata con una serie di emendamenti alla legge di Bilancio. Alla fine della giornata, il segretario porta a casa comunque l’ok della direzione alla sua relazione, sebbene con l’astensione dei 14 membri della minoranza orlandiana.