GUARDIAN RIVELA, ‘VUOL FACILITARE USO ARMI NUCLEARE’. IRA DEL PRESIDENTE USA, ‘LA GIUSTIZIA FUNZIONA MALE’
Trump tiene il punto sull’immigrazione: “Non firmero’ alcun accordo senza il muro”, dice dopo che un giudice ha bloccato temporaneamente la fine del programma di tutela dei Dreamer. Blitz anti immigrazione nei discount 7-Eleven: arrestate 21 sospettate di essere illegalmente negli Usa. Piu’ morbida la posizione del presidente sul clima: possibilista su un rientro di Washington negli accordi di Parigi. Ancora fuga dalla Casa Bianca, via il consigliere della Sicurezza nazionale.
La giustizia americana blocca temporaneamente la decisione di Trump di porre fine al programma che tutela i Dreamer, le 800mila persone giunte negli Usa da bambini, con genitori immigrati illegali. Un giudice distrettuale ha accolto la richiesta di fermare l’ordine di Trump almeno fino a quando le varie cause avviate non saranno risolte.Donald Trump attacca su Twitter la decisione del giudice di bloccare temporaneamente la fine del programma di tutela dei Dreamer e parla di un sistema giudiziario “malfunzionante e iniquo”.
Intanto, il Guardian rivela che l’amministrazione Trump vorrebbe rendere piu’ facile l’utilizzao di asrmi nucleari, ricorrendo alla creazione di testate ‘a ridotto potenziale’ per missili imbarcati sui sommergibili.
Il presidente americano, Donald Trump, ha definito “il sistema giudiziario guasto e ingiusto”, a seguito della decisione di un giudice californiano di bloccare l’abrogazione del programma per i cosiddetti ‘dreamer’, i giovani senza documenti cui è consentito studiare e lavorare negli Usa. Per Trump, che ha utilizzato il suo profilo Twitter per commentare l’argomento, i suoi “oppositori” si rivolgono “sempre al nono circuito e vincono quasi sempre, prima che la decisione sia ribaltata da tribunali di grado superiore”.
Schiaffo della Giustizia Usa alle politiche di Donald Trump sull’immigrazione. Un giudice di San Francisco ha accolto una richiesta di bloccare temporaneamente la decisione dell’amministrazione di interrompere il Daca (Deferred Action for Childhood Arrivals), il programma voluto da Barack Obama per tutelare i ‘dreamer’, 800.000 immigrati portati negli Usa quando erano bambini da genitori clandestini. Il giudice distrettuale William Alsup ha deciso di bloccare l’interruzione del programma, che per il presidente Donald Trump dovrebbe avvenire entro il 5 marzo, fino alla fine delle cause avviate: restano quindi in vigore Obama. Il giudice ha ordinato di continuare ad applicare il Daca su tutto il territorio degli Stati Uniti perche’ l’opinione del ministero della Giustizia, secondo cui il programma e’ illegale, si basa “su un fondamento giuridico difettoso”. A settembre, Trump aveva annunciato l’intenzione di abolire il piano di tutele, ma aveva posticipato di sei mesi l’applicazione di questa decisione, scaricando la patata bollente sul Congresso, a cui ha chiesto di trovare nel frattempo una soluzione per i circa 800.000 ‘dreamer’, che altrimenti dovranno lasciare il Paese.
Intanto, mentre continuano el trattative con i democratici, Trump insiste sul finanziamento del muro al confine con il Messico come condizione per mantenere in piedi le tutele rispetto alla espulsione di coloro che possono dimostrare di essere arrivati prima del 16esimo compleanno e di aver soggiornato negli Stati Uniti per diversi anni senza aver commesso crimini. “Il nostro Paese ha bisogno della sicurezza del muro alla frontiera meridionale e cio’ deve essere parte di ogni approvazione del Daca”, ha scritto su Twitter. L’abolizione del Daca e’ stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Trump, che aveva definito il provvedimento di Obama una “amnistia” illegale. A settembre, quando il presidente annuncio’ l’abolizione del daca, il governatore e l’attorney general dello Stato di New York, Andrew Cuomo e Eric Schneiderman minacciarono di fargli causa. I democratici e anche una parte dei repubblicani si erano detti contrari alla decisione e la Silicon Valley si era mobilitata con una richiesta firmata da 350 amministratori delegati, tra i quali il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg e Jeff Bezos. L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ricordano che con la sua azienda lavorano 250 ‘dreamer’, aveva annunciato una battaglia sui diritti civili.