Intercettazioni e transazioni finanziarie nel mirino delle indagini dell’intelligence Usa su possibili legami tra dirigenti russi ed ex collaboratori di Donald Trump, incluso l’ex presidente della sua campagna elettorale Paul Manafort. Secondo il New York Times, la prosecuzione dell’inchiesta significa che il presidente eletto giurera’ oggi con alcuni suoi ex collaboratori sotto investigazione, sullo sfondo delle accuse a Mosca di aver interferito nelle elezioni americane. Il presidente eletto si insedia alla Casa Bianca e ‘inizia la resistenza’: a New York grande manifestazione, a Washington si sono registrati momenti di tensione quando alcuni manifestanti anti-Trump sono venuti a contatto con i fan del tycoon.
A partire da un minuto dopo mezzogiorno ora americana (le 18:01 in Italia), il magnate newyorkese Donald Trump sara’ il nuovo presidente degli Stati Uniti, succedendo a Barack Obama, l’inquilino degli ultimi otto anni alla Casa Bianca. Trump ha trascorso l’ultima notte prima di diventare presidente alla Blair House, la foresteria proprieta’ del Dipartimento di Stato, che si trova proprio di fronte alla White House, al 1651 di Pennsylvania Avenue, utilizzata di solito per ospitare i capi di Stato stranieri in visita ufficiale a Washington. La tradizione vuole che i presidenti eletti trascorranno le ultime giornate della transizione proprio in questo residenza ufficiale, ma Trump- che e’ rimasto fino all’ultimo minuto a New York- ha dormito solo una notte alla Blair House. Abituato a infrangere le tradizioni, Trump ha voluto mantenere questa tradizione (nonostante fosse circolata la voce che avrebbe trascorso l’ultima notte da presidente eletto nel nuovissimo albergo a cinque stelle di sua proprieta’, a Washington, il Trump International Hotel. Quanto al giuramento, pronuncera’ la formula di rito su una Bibbia di sua proprieta’ e su un’altra che utilizzo’ Abraham Lincoln al suo primo mandato, usata da Obama in entrambe le sue investiture.
Gli Stati Uniti si preparano alla cerimonia che questa sera segnera’ l’inizio della presidenza di Donald Trump, la 45 ma nella storia del paese. Il presidente eletto, scrive il quotidiano “Washington Post”, ha inaugurato i tre giorni di celebrazioni ieri, con un’immediata deviazione dal protocollo: ha infatti ringraziato pubblicamente il movimento populista che gli ha spalancato le porte della Casa Bianca: “Ci eravamo tutti stancati di assistere a quanto stava accadendo a Washington e volevamo un cambiamento, un cambiamento vero”, ha detto Trump ieri sera, al termine di un concerto ai piedi del Lincoln Memorial cui hanno assistito migliaia di suoi sostenitori. “Lavoreremo assieme, e l’America tornera’ ad essere grande. Anzi, lo sara’ piu’ di prima”. Trump e la sua famiglia, scrive “Washington Post” inaugurano una nuova era nella governance degli Stati Uniti, quantomeno sul fronte della scorrettezza politica. “Siamo di gran lunga il gabinetto con il Qi piu’ alto mai assemblato”, ha chiosato Trump di fronte ai sostenitori, con la stessa impertinenza che riserva ai suoi incessanti tweet.
Comunicazione a parte, il nuovo comandante in capo degli Stati Uniti dovra’ affrontare una lunga lista di crisi e nodi politici lasciatigli in eredita’ dal suo predecessore. Il piu’ pressante fra tutti e’ forse la profondissima spaccatura ideologica e razziale che attraversa la societa’ statunitense, e che e’ andata in scena anche ieri a Washington con gli scontri tra oppositori e sostenitori del presidente eletto. Trump, riconosce Dan Balz sulla “Washington Post”, ha ragione quando afferma di non essere stato lui a causare le divisioni che gravano sul tessuto sociale del paese. Resta pero’ da vedere se sara’ in grado di sanarle, come si e’ impegnato a fare la notte della sua vittoria elettorale, lo scorso 8 novembre. La retorica di Trump, scrive il quotidiano, non lascia troppo spazio all’ottimismo, ma e’ anche vero che il suo predecessore, Barack Obama, con la propria non ha ottenuto risultati particolarmente buoni: il presidente democratico conclude la sua presidenza con un tasso di approvazione elevato, paragonabile a quello di cui godeva all’inizio del suo mandato presidenziale; ma e’ anche il presidente con il tasso di approvazione piu’ “diviso” lungo linee di appartenenza politica nella recente storia statunitense, stando ai dati del Pew Research Center.
Il “Wall Street Journal” preferisce rimandare ogni giudizio sul presidente eletto al primo giorno della sua presidenza, per il quale ha promesso una lunga lista di interventi e decreti esecutivi. E tuttavia – come sottolineano tutti i maggiori quotidiani Usa – la formazione del suo gabinetto procede a rilento, tanto che oggi la presidenza Trump potra’ contare soltanto su una manciata di nomine gia’ confermate dal Senato federale.