La cerimonia di insediamento di Donald Trump è costata 200 milioni di dollari, ed è stata la piu’ costosa della storia.
Diverse migliaia di dimostranti, tra i quali molti uomini di spettacolo e cultura, hanno dimostrato per le strade di New York nella serata di ieri contro Donald Trump alla vigilia del suo insediamento alla Casa bianca. Star di Hollywood come Robert de Niro e Alex Baldwin, il regista premiato con l’Oscar Michael Moore e la cantante Cher erano tra coloro che si sono riuniti di fronte al Trump International Hotel a Central Park South. “Combattere Trump ogni giorno” e “giustizia e diritti civili per tutti” erano alcuni degli slogan che si leggevano sui cartelli nella manifestazione che si è svolta nella città del presidente, dove una maggioranza degli elettori ha votato per la rivale democratica Hillary Clinton nelle elezioni dello scorso anno.
Baldwin, che prende in giro Trump in una rubrica dello show televisivo “Saturday Night Live”, ha chiesto: “Faremo 100 giorni di resistenza? Alla risposta positiva della folla, ha esclamanto: “Fantastico!” Moore ha fatto riferimento alla vittoria nel voto popolare di Clinton, sostenendo che Trump “non governerà con un mandato”. La maggioranza, ha detto, “siamo noi. Non rinunciate. Io non rinuncerò”. E ha preconizzato: “Non durerà quattro anni”. Anche de Niro ha chiesto alla folla di non rinunciare. “Qualsiasi cosa accada, noi americani, noi newyorchesi, noi patrioti, resteremo uniti per i nostri diritti e per i diritti dei nostri concittadini”, ha detto. Il sindaco di New York Bill de Blasio, un democratico, ha espresso preoccupazione per le politiche progressiste e ha chiesto agli americani in tutto il paese di aqlzare la testa e far sentire la sua voce alla nuova amministrazione. “Donald Trump ama spesso dire di aver costruito un movimento. Bene, ora è tempo per noi di creare il nostro movimento. Inizia stanotte e è di tutto il paese, ora, domani e nei giorni a venire”, ha detto de Blasio. Il primo cittadino ha citato la sanità universale, la questione del cambiamento climatico e il mantenimento dei diritti ottenuti sotto il presidente uscente Barack Obama come centro della lotta. “Guardate le migliaia di persone qui stanotte – ha continuato – e questo è solo l’inizio”. (
Barack Obama aveva fatto il pieno: star di Hollywood, leggende della musica e vip di fama mondiale. E lo aveva fatto per ben due volte, in entrambe le cerimonie di inaugurazione del mandato da presidente. Gli organizzatori della festa del suo successore hanno invece, evidentemente, faticato per attrarre stelle nel firmamento di Donald Trump. Sono stati tantissimi, infatti, gli artisti di fama mondiale che hanno rifiutato l’invito a partecipare, in alcuni casi con code polemiche, ma la scaletta è ora pronta, e conta molti artisti a stelle e strisce, tutti accomunati, in questa circostanza, da una sorta di motivazione ‘patriottica’.
La profondità della spaccatura tra il presidente eletto degli Stati Uniti e la stragrande maggioranza dell’universo democratico di attori, musicisti e artisti si è resa plastica, infatti, nella ricerca affannosa, da parte del comitato inaugurale, di star disposte ad esibirsi alla cerimonia di insediamento. I ‘no’, alcuni decisamente imbarazzanti, sono arrivati da molte leggende del panorama musicale mondiale. Trump avrebbe avuto dei rifiuti – secondo le voci circolate – da numerose band statunitensi, tra cui i Beach Boys e le Dixie Chicks, insieme alla cantante inglese Rebecca Ferguson, alla leggenda della musica country Garth Brooks e al tenore italiano Andrea Bocelli. Gli organizzatori hanno subito confermato invece la partecipazione del Mormon Tabernacle Choir , ensemble di 360 voci della chiesa mormona di Salt Lake City e Radio City Rockettes, ma non senza polemiche, dopo il rifiuto di alcuni membri dei gruppi di partecipare in nome della loro opposizione a Trump.
E ancora: la cantante e attrice di Broadway Jennifer Holliday dopo un iniziale sì, ha cambiato idea a seguito delle pesanti critiche arrivate dai suoi fan, in particolare dalla comunità Lgbt, ma anche dopo aver ricevuto minacce e insulti a sfondo razziale. E per giustificare la sua prima decisione ha parlato di un “errore di giudizio”, aggiungendo che con l’invito ricevuto per partecipare all’insediamento pensava di cantare “per la gente e per gli Stati Uniti”, senza rendersi conto che la sua partecipazione sarebbe stata interpretata come “un atto politico”. I cantanti country Toby Keith e Lee Greenwood, i gruppi rock 3 Doors Down e The Piano Guys hanno invece confermato le loro performance nello spettacolo all’aperto, ed è attesa una sortita dello stesso Trumpe del vice presidente eletto Mike Pence durante il concerto gratuito. Le aspre critiche ricevute dagli artisti reclutati per la cerimonia hanno constretto alcuni di essi a difendere la loro decisione. “Non devo scusarmi per il fatto di esibirmi per il nostro paese e i nostri militari”, ha detto Toby Keith. Mentre il cantante Tony Orlando, che si esibirà in uno dei tre eventi ufficiali inaugurali, ha sostenuto di sentire la sua partecipazione come “un dovere patriottico”, riferendo di essere stato oggetto di “una tempesta di odio” per la sua decisione.
La parata inaugurale prevede sei banche militari statunitensi, compresa quella della Marina, nota come “The President’s Own”. Mentre l’onore di cantare l’inno nazionale alla cerimonia di giuramento spetterà alla 16enne Jackie Evancho, arrivata seconda al programma ‘America Got Talent’ nel 2010. La giovane, che aveva cantato anche per Obama, ha detto di essere stata che è stato definita una ‘traditrice’ per aver accettato di partecipare. “Non è come la gente pensa”, ha detto in tv, ospite dello show “Access Hollywood”, spiegando di non considerare assolutamente la sua performance come un atto politico. “Ho 16 anni e non faccio politica”, ha tagliato corto. Soddisfatta Sara Armstrong, a capo del comitato inaugurale: “l’evento sarà per tutto il popolo americano, per regalare loro un bel momento e per unire il paese”. Armstrong ha annunciato, inoltre, alla Cnn che i festeggiamenti comprenderanno anche molte sorprese, che il presidente eletto Trump è contento della scaletta delle performance. “Ci saranno le più grandi celebrità del mondo”, ha assicurato a Fox News.