La decisione è presa: Israele occuperà la Striscia di Gaza. È quanto emerge da una clamorosa fuga di notizie, apparentemente avallata dai vertici del governo, riportata dal notiziario israeliano più seguito. A svelare l’intenzione di Benjamin Netanyahu è una “fonte importante” del suo ufficio, che dichiara senza mezzi termini: “La decisione è stata presa. Occuperemo la Striscia di Gaza”.
Secondo la fonte, Hamas non rilascerebbe gli ostaggi senza una “resa totale”, un’opzione inaccettabile per Israele. “Se non agiamo ora”, ha continuato, “i rapiti moriranno di fame e la Striscia resterà sotto il controllo dei terroristi”. L’operazione, stando a quanto riportato da Ynet, avrebbe anche l’approvazione di Donald Trump. Dopo la visita a Tel Aviv del suo inviato speciale, Steve Witkoff, “Washington e Gerusalemme hanno convenuto che l’organizzazione terroristica non vuole un accordo”.
La decisione del premier arriva in un momento di forte tensione interna, con un duro scontro tra i vertici politici e quelli militari. Il capo di stato maggiore, Eyal Zamir, ha sollevato dubbi sull’operazione, avvertendo che “ci vorrebbero anni”. La reazione della fonte del premier non si è fatta attendere: “Se al capo di stato maggiore non va bene, che si dimetta”.
L’annuncio potrebbe essere una mossa negoziale per aumentare la pressione su Hamas, che secondo gli analisti “non ha più nulla da perdere”. Netanyahu porterà ora una proposta formale al gabinetto di sicurezza per ordinare all’esercito di conquistare la Striscia, sconfiggere Hamas e liberare gli ostaggi, dato lo stallo dei colloqui. La mossa, tuttavia, contrasta con le preoccupazioni militari riguardo alle difficoltà sul campo, dove i soldati israeliani combattono da quasi due anni contro un nemico “più motivato di Israele”.
Il contesto è reso ancora più drammatico dalla crescente preoccupazione per le condizioni degli ostaggi. Nuovi video hanno mostrato due giovani rapiti, Evyatar David e Rom Breslavski, ridotti “pelle e ossa”. La Croce Rossa Internazionale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno lanciato un appello per il loro rilascio immediato e incondizionato, chiedendo l’accesso a cibo e cure mediche.
Intanto, il governo israeliano ha licenziato la procuratrice generale Gali Baharav-Miara dopo un lungo braccio di ferro con il primo ministro, ma la decisione è stata immediatamente sospesa dalla Corte Suprema in attesa dei ricorsi. La vicenda si inserisce in un quadro di profonda spaccatura nel Paese, con decine di ex capi dei servizi di sicurezza che chiedono la fine della guerra.