A Washington il messaggio è chiaro: per ottenere un inasprimento delle sanzioni statunitensi contro la Russia, l’Europa deve smettere di acquistare petrolio e gas russi. Questa la condizione posta da Chris Wright, segretario all’Energia degli Stati Uniti, in un’intervista al Financial Times.
Wright ha affermato che un’azione europea decisa, un vero e proprio blocco degli acquisti di idrocarburi russi, avrebbe “assolutamente un’influenza positiva sugli Stati Uniti affinché si impegnino più aggressivamente” nelle sanzioni. L’intervista è stata rilasciata proprio nel giorno in cui una delegazione dell’Unione Europea è giunta nella capitale americana per discutere di sanzioni con i funzionari statunitensi.
Secondo il segretario, la mossa non solo rafforzerebbe l’alleanza, ma sarebbe anche “economicamente buona per l’Europa”. Ha sottolineato l’importanza di avere “fornitori di energia sicuri che sono vostri alleati, non vostri nemici”. Wright ha anche collegato l’acquisto di energia russa al finanziamento della guerra in Ucraina, sostenendo che l’interruzione di tali flussi ridurrebbe la capacità di Mosca di sostenere il suo sforzo bellico.
Oltre alla questione russa, Wright ha sollevato forti critiche nei confronti delle politiche climatiche di Bruxelles, definendo la loro “crociata” per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 una “minaccia significativa” per il rapporto commerciale tra Ue e Usa.
In particolare, ha puntato il dito contro il Meccanismo Ue di adeguamento delle emissioni alla frontiera (Cbam), la Regolamentazione sul metano e la Direttiva sulla due diligence della sostenibilità aziendale. A suo parere, queste normative creano “enormi rischi legali” per le aziende americane che esportano idrocarburi in Europa e, a meno di “modifiche massicce”, potrebbero far crollare l’intero accordo commerciale tra Ue e Usa. Wright ha definito l’obiettivo di decarbonizzazione europeo “una catastrofe colossale” e “un mostruoso programma di impoverimento umano”, aggiungendo che “naturalmente non c’è modo che si avveri”.
La visione “esageratamente attivista” sul cambiamento climatico e la burocrazia “pesante” hanno, secondo Wright, minato la sicurezza energetica europea, causando deindustrializzazione e un aumento dei prezzi. Il segretario ha lamentato la crescente divergenza economica tra Europa e Stati Uniti, definendo la situazione “straziante da vedere”.
“Sono un anglofilo. Amo il ruolo dell’Europa nella storia e nella cultura”, ha detto Wright al Financial Times, concludendo con una nota di rammarico per quella che ha definito un'”autosabotaggio” da parte dell’Ue, che “riduce da sé la propria influenza nel mondo” e la sua capacità di essere un “forte alleato” per gli Stati Uniti.