Si dimette Paul Manafort, il supermanager della campagna di Donald Trump, dopo le rivelazioni sui legami con la dirigenza politica ucraina filo-russa, compreso l’ex presidente Viktor Yanukovic, nell’ambito di attivita’ di lobbying a Washington. Intanto, per la prima volta, il tycoon si scusa con gli elettori per avere usato ‘talvolta parole sbagliate e che possono essere risultate offensive’, senza tuttavia indicare a quali oc casioni si riferisse.
Si è dimesso il presidente della campagna elettorale di Donald TRUMP, il controverso Paul Manafort. “Questa mattina Paul Manafort ha offerto le sue dimissioni e io le ho accettate – si legge in una dichiarazione diffusa dal candidato repubblicano alle presidenziali americane -. Ho apprezzato molto il suo grande lavoro per aiutarci ad arrivare dove siamo oggi, in particolare il suo impegno per guidarci attraverso il processo dei delegati e la convezione. Paul è un vero professionista e gli auguro ogni successo”. L’annuncio giunge due giorni dopo la riorganizzazione dello staff di TRUMP, che aveva fortemente ridimensionato il ruolo di Manafort, noto per essere stato consigliere di diversi autocrati fra cui l’ex presidente ucraino filo russo Victor Yanukovych. Manafort aveva conservato il ruolo di presidente della campagna di TRUMP, ma il vero capo è diventato Stephen Bannon, il presidente di Breitbart, combattivo e militante sito conservatore. Il cambiamento di staff avviene in un momento difficile per la campagna di TRUMP, in calo nei sondaggi dopo una serie di affermazioni controverse.
Lo staff di Trump, dopo le prime indiscrezioni di stampa, ha confermato la notizia: “Questa mattina, Paul Manafort ha offerto le sue dimissioni dalla campagna, che sono state accettate”. Trump, nel comunicato diffuso, ha ringraziato Manafort “per il suo ottimo lavoro; Paul è un vero professionista e gli auguro i migliori successi”. Trump ha scelto come nuovo capo Steve Bannon, che guidava il sito conservatore Breitbart, mentre Kellyanne Conway passerà dal ruolo di consulente specializzata in sondaggi a manager della campagna. Nei giorni scorsi, lo staff di Trump aveva cercato di minimizzare i cambiamenti, affermando che non si trattava di un ridimensionamento di Manafort, da settimane al centro di polemiche per il suo lavoro per il partito filorusso dell’ex presidente ucraino, Viktor Yanukovych.