L’esercito siriano libero (Fsa), una delle forze di opposizione a Bashar al-Assad appoggiate dalla Turchia, ha riconquistato le citta’ di Dabiq e Soran, controllate finora dall’Isis, a nord di Aleppo. Secondo uno dei responsabili della brigata Hamza, l’Isis avrebbe opposto una resistenza minima per difendere la citta’, ad alto valore simbolico. Intanto, un kamikaze si fa esplodere nel corso di un’operazione di polizia in Turchia, a Gaziantep, nei pressi della frontiera siriana. Ci sarebbero numerose vittime.
L’Esercito siriano libero, una delle sigle dell’opposizione al presidente Bashar al Assad, ha annunciato in una nota di aver conquistato oggi la cittadina di Dabiq, nella parte nord di Aleppo, cacciando le milizie dello Stato islamico da quell’area. Secondo l’emittente televisiva “al Arabiya”, dopo una violenta battaglia, che ha provocato diversi morti e feriti tra le fila del gruppo jihadista, l’Esercito libero ha conquistato anche la zona di Suran. I combattenti dello Stato islamico (Is) nel nord della Siria hanno opposto nei giorni scorsi una forte resistenza agli attacchi dei ribelli sostenuti dalle forze di sicurezza turche. Lo riportava un comunicato stampa dell’Esercito turco, secondo cui a causa della situazione non era stato possibile portare a buon fine un’offensiva per liberare quattro insediamenti controllati dall’Is ad est della citta’ di Azaz: Kafrah, Suran, Ihtimalat e Duvaybik. Nel comunicato stampa, l’Esercito turco ha sottolineato che grazie al sostegno fornito dai carri armati e dall’aviazione, i ribelli appoggiati da Ankara riuscivano comunque ad avanzare verso la simbolica roccaforte dello Stato islamico di Dabiq.
Nonostante Dabiq sia un piccolo villaggio nella pianura che si estende a nord est di Aleppo, e con scarso valore strategico, e’ considerato dall’Is un luogo altamente simbolico a causa della profezia secondo cui l’area sara’ il campo per la battaglia finale tra i musulmani e gli infedeli. Il gruppo ha utilizzato il nome del villaggio per la sua rivista online in lingua inglese e tra aprile e maggio ha invitato circa 800 combattenti per difendere la citta’ in seguito ai progressi compiuti dalle Forze democratiche siriane (Sdf), formazione curdo-araba appoggiata dagli Stati Uniti. Dopo l’entrata in guerra della Turchia a fine agosto con l’operazione “Euphrates Shield” le forze curdo arabe sono state costrette a ritirarsi ad est del fiume Eufrate, consentendo alle milizie dell’Esercito libero siriano (Fsa) di conquistare la citta’ di Jarabulus, posta sul confine turco-siriano e di avanzare verso sud. Dall’inizio delle operazioni guidate da Ankara avvia lo scorso 24 agosto, i combattenti dell’Fsa hanno preso il controllo di un’area vasta circa 960 chilometri quadrati.