SI MUOVE LA COMUNITA’ INTERNAZIONALE USA-ITALIA-FRANCIA-GB, PROFONDA PREOCCUPAZIONE, HAFTAR SI FERMI
Il generale Haftar parte alla conquista di Tripoli quando oramai mancano solo 10 giorni alla Conferenza Onu per risolvere la crisi. Le sue truppe sono a 80 km dalla capitale. Per il momento si tratta solo di scaramucce ma la preoccupazione e’ forte e la conferenza nazionale in programma a Ghadames dal 14 al 16 aprile e’ a rischio. I governi di Francia, Italia, EAU, GB e Usa ‘sono profondamente preoccupati per i combattimenti nei pressi di Garian, in Libia, ed esortano tutte le parti ad abbassare le tensioni che ostacolano una mediazione politica dell’Onu’ , si legge in una dichiarazione congiunta.
Il caos libico sara’ al centro oggi di un incontro del Consiglio di sicurezza Onu, chiesto dalla Gran Bretagna, nel quale l’inviato speciale Ghassan Salame’ fara’ il punto sulla situazione. Lo riferisce la missione diplomatica britannica al Palazzo di Vetro. Intanto, anche le brigate di Zawiya, a ovest di Tripoli, hanno dichiarato “guerra” contro le forze del maresciallo Khalifa Haftar che marcia verso la capitale: i miliziani hanno ripreso il controllo di un checkpoint nei pressi di Sorman, catturando – affermano – “10 soldati di Haftar”.
Secondo i media libici, nella notte le forze fedeli al generale Khalifa Haftar che avevano occupato la postazione denominata “Grande Porta 27”, a ovest della capitale, la piu’ vicina a Tripoli tra quelle in mano agli uomini di Bengasi, si sarebbero ritirate. La postazione si trova tra le citta’ di Warshfana e Zawiya e dista solo 20 chilometri da Tripoli. L’area era stata occupata ieri sera dalla brigata 107 di Haftar, partita da Orman.
I governi di Italia, Francia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti sono “profondamente preoccupati per i combattimenti nei pressi di Gharyan, in Libia, e sollecitano tutte le parti a ridurre immediatamente le tensioni, che stanno ostacolando le prospettive di mediazione politica delle Nazioni Unite”. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta dopo le notizie sull’avanzata dell’esercito di Haftar verso Tripoli. “In questo momento delicato della transizione libica, la postura militare e le minacce di azioni unilaterali rischiano solo di spingere la Libia verso il caos. Crediamo fermamente che non esista una soluzione militare al conflitto libico. I nostri governi si oppongono a qualsiasi azione militare in Libia e ogni fazione libica che spinga ulteriormente verso il conflitto civile verra’ ritenuta responsabile”, prosegue la dichiarazione.
“Restiamo uniti nel sostegno al rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite, Ghassan Salame’, mentre le Nazioni Unite sono impegnate a superare lo stallo politico in Libia, di migliorare la gestione della transizione e di tracciare un percorso verso elezioni credibili e pacifiche. Tutti gli attori libici dovrebbero lavorare in modo costruttivo con Salame’, mentre le Nazioni Unite finalizzano i preparativi per la conferenza nazionale prevista per il 14-16 aprile”, conclude la dichiarazione congiunta.