ALFANO CHIAMA CAVUSOGLU. IL LEGALE, ‘NON POSSIAMO VEDERLO’
Il presidente della Commissione per i Diritti umani Luigi Manconi, che ha avuto un colloquio telefonico con l’avvocato di Gabriele Del Grande, il giornalista italiano fermato 10 giorni fa a Mugla, ha detto che ‘il vice console italiano ad Ankara e il legale turco di Del Grande sono andati nel carcere dov’e’ detenuto, ma le autorita’ turche gli hanno impedito di vederlo’. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha ribadito la ‘ferma richiesta’ per il rilascio immediato di Del Grande nel corso di una telefonata con il collega turco Mevlut Cavusoglu. Secondo Alfano inoltre ‘non si puo’ negare l’assistenza legale’.
Il caso di Gabriele Del Grande scuote l’Italia e le sue istituzioni. Appelli e mobilitazioni per il regista di ‘Io sto con la sposa’, detenuto in Turchia dal 10 aprile, entrano nei palazzi e sollecitano il Parlamento mentre il Governo, per parte sua, segue il caso al massimo livello e reclama il rispetto dei diritti umani. A partire dall’assistenza legale, fino ad ora negata, per lo scrittore al quale, spiegano i familiari, non e’ stato contestato alcun reato. Anche se questo non e’ bastato a impedire che sia tenuto in prigione, in isolamento e costantemente interrogato, come denunciano loro stessi in un messaggio. E’ stato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, al quale si sono rivolti i genitori, le sorelle e la compagna di Gabriele, a spiegare, dopo una telefonata con il suo omologo turco Gavusoglu, che il governo fara’ di tutto per far liberare al piu’ presto Gabriele: “Ho ribadito con forza che la questione delle procedure non puo’ in alcun modo impedire l’assistenza legale, consolare e ogni forma di sostegno”, ha detto. La questione e’ seguita “al massimo livello” e con la massima attenzione”, ha precisato. “La liberta’ di stampa e’ un valore irrinunciabile”, ha ribadito la seconda carica dello Stato, il presidente Del Senato, Pietro Grasso, che oggi ha ricevuto gli amici di Gabriele per accogliere l’appello lanciato in favore di una mobilitazione che coinvolga tutte le istituzioni e tutto il Paese e alla quale ha aderito anche la federazione nazionale della stampa.
“Gabriele e’ solo e chiede aiuto”, e’ il messaggio della famiglia dello scrittore che ieri e’ riuscito a strappare ai suoi carcerieri una telefonata alla compagna Alexandra. ll motivo Delmancato rilascio, denunciano, pare sia da attribuire al suo lavoro, non e’ mai stato informato che abbiamo fatto di tutto per metterci in contatto con lui, si e’ sentito abbandonato. E’ solo, non ha voce, scrivono ancora i familiari rivolgendosi a tutti i parlamentari, in un messaggio letto durante la conferenza stampa con cui il presidente della commissione per i diritti umani di Palazzo Madama, Luigi Manconi, ha voluto puntare i fari sul caso Del giornalista che, da ieri, ha iniziato lo sciopero della fame. La situazione, che sembrava doversi positivamente risolvere in una manciata di ore, ha sottolineato Manconi, che ha avuto un lungo incontro con l’ambasciatore turco a Roma, si e’ aggravata, una mobilitazione e’ essenziale. E sulla necessita’ di non mollare per la liberazione di Gabriele, anche se con proposte diverse e critiche al Governo da parte delle opposizioni, le forze politiche sembrano parlare, questa volta, all’unisono. Il M5S chiede ad Alfano di convocare subito l’ambasciatore turco e non manca di ricordare, sul blog di Beppe Grillo, la denuncia pentastellata sulla sistematica repressione messa in atto da Erdogan e la richiesta pentastellata di formale sospensione dei negoziati con la Turchia; la presidente dei Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, chiede al titolare della Farnesina di andare in Turchia a riprendere Gabriele; una delegazione di Mdp ad Ankara, domani, annuncia Arturo Scotto, porra’ la questione della liberazione di Del Grande ad ogni livello; gli ‘orlandiani’ Del Pd firmano “con convinzione” l’appello per la mobilitazione.