Mattinata di votazione alla Camera sul biotestamento. Respinti tutti gli emendamenti delle opposizioni e approvato un emendamento definito e proposto dalla maggioranza che riguarda il fatto delle non applicabilita’ delle Dat quando queste siano palesemente incongruenti con la situazione del malato.
Il medico puo’ disattendere le volonta’ lasciate da un pazienze se le “Dat appaiano manifestamente inappropriate o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero qualora sussistano terapie non prevedibili o non conosciute dal disponente all’atto della sottoscrizione, capaci di assicurare possibilita’ di miglioramento delle condizioni di vita”. E’ la modifica introdotta dall’aula della Camera al comma 5 dell’articolo 3 della legge sul testamento biologico con l’approvazione (con 269 si’ e 112 no) di un emendamento del presidente della commissione Affari sociali Mario Marazziti. A favore della modifica si sono espressi Pd, Ap, Udc, Des-Cd, Scelta civica. Hanno votato contro la modifica il Movimento 5 stelle, Sinistra italiana, Mdp, Conservatori e riformisti. “Aumentiamo troppo la casistica- dice Matteo Mantero (M5s)- in in cui il medico puo’ disattendere le Dat e sempre meno esigibile il diritto del paziente di vedere rispettare le sue volonta’”.
Marazziti spiega: “Le Dat restano sempre vincolanti ma con questo emendamento evitiamo che diventino una gabbia per la stessa persona che le ha redatte quando non poteva immaginare la condizione clinica in cui si sarebbe trovata. Nello stesso tempo ridiamo anche una dignita’ alla professionalita’ del medico”. Marazziti fa l’esempio dello shock anafilattico: “Una persona lascia scritto che non vuole essere intubata. Ma se viene punto da un insetto, se viene intubato puo’ tornare a giocare a calcio”. Donata Lenzi (Pd) sottolinea che nella legge sul fine vita approvata in Francia e’ stata inserita una norma che prevede che le direttive lasciate da un paziente non si applichino quando il medico le consideri inappropriate e che c’e’ una analoga normativa in Germania. “Far tesoro della esperienza di Paesi in cui e’ gia’ stato sperimentato” il testamento biologico, conclude la relatrice, “credo sia doveroso”.