Il “Brand Italia” diventa la seconda potenza europea. Meloni punta sui borghi, mentre Santanchè lancia la sfida al calendario scolastico per destagionalizzare i flussi.
Non è più solo una questione di fascino o di “dolce vita”: oggi i numeri dicono che l’Italia ha compiuto il grande sorpasso. Al Terzo Forum Internazionale del Turismo di Milano, i dati presentati dipingono un 2025 da incorniciare. Con oltre 480 milioni di presenze (+3% rispetto al 2024), l’Italia scalza ufficialmente la Francia, posizionandosi come la seconda nazione più visitata in Europa, subito dietro la Spagna.
I numeri del primato: non solo “mordi e fuggi”
L’aspetto più rilevante dei nuovi dati non è solo quantitativo, ma qualitativo. L’Italia detiene ora il primo posto in Europa per permanenza media del soggiorno: i turisti non vengono più solo per un weekend, ma scelgono di restare più a lungo, iniettando risorse strutturali nell’economia nazionale.
| Indicatore Turismo 2025 | Valore Registrato | Variazione vs 2024 |
| Presenze Totali | 480,3 milioni | +3,0% |
| Spesa Internazionale | 46,4 miliardi € | +4,9% |
| Boom Piccoli Comuni | +6,85% presenze | Record |
| Permanenza Media | 3,37 notti (stranieri) | In crescita |
Oltre le città d’arte: la riscossa dei Borghi
Nel suo videomessaggio, la Premier Giorgia Meloni ha paragonato l’Italia a un libro meraviglioso: «Le mete più blasonate sono solo la copertina; vogliamo che il mondo legga il libro fino all’ultima pagina». La strategia di delocalizzazione sta dando i suoi frutti: i piccoli comuni e le aree interne hanno registrato una crescita di quasi il 7%, dimostrando che l’interesse per l’Italia “segreta” — quella dei borghi, dell’enogastronomia e della spiritualità — è il vero motore della crescita futura.
La proposta shock: vacanze scolastiche “alla europea”
La vera notizia politica del Forum riguarda però la proposta della Ministra Daniela Santanchè: riformare il calendario scolastico. In sinergia con il Ministro Valditara, si sta valutando di abbandonare il modello delle lunghe vacanze estive concentrate per passare a una distribuzione dei break più equilibrata durante l’anno (sulla falsariga di Germania e Francia).
- L’obiettivo: Ridurre l’affollamento dei mesi estivi (overtourism) e permettere alle famiglie di viaggiare in periodi di bassa stagione a prezzi più contenuti.
- L’impatto: Favorire la destagionalizzazione, rendendo il turismo un’industria dinamica 365 giorni l’anno.
Un tesoro per i conti pubblici
A chiudere il cerchio è stato il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha sottolineato come la stabilità del settore turistico sia uno dei pilastri che hanno permesso allo spread di scendere a 65 punti base. Un turismo forte significa una bilancia dei pagamenti in attivo e un rating sovrano più solido.
Il sorpasso sulla Francia non è solo un vanto statistico, ma il segnale che il sistema ricettivo italiano ha saputo adattarsi meglio ai nuovi desideri dei viaggiatori globali, che cercano sempre più autenticità (borghi) e meno “musei a cielo aperto” congestionati. La sfida del calendario scolastico sarà lo scoglio politico più duro: riuscire a conciliare le esigenze del turismo con quelle delle famiglie e dei docenti non sarà una passeggiata, ma è la via obbligata per evitare che l’Italia “scoppi” in agosto e resti vuota a novembre.