I gruppi parlamentari di Area Popolare hanno avanzato al Pd la proposta di una mozione comune di maggioranza che, senza entrare nel merito, determini l’impegno a modificare in tempi certi l’Italicum. Ap: ‘Passare dalle parole del premier, al lavoro parlamentare’. In mattinata mozione alla Camera dei cinquestelle sull’Italicum. Per il movimento ‘va cancellato tout court poiche’ non e’ una legge migliorabile’. Il modello proposto da M5S prevede un sistema con formula proporzionale da applicarsi in circoscrizioni medio-piccole, e ‘modalita’ di espressione della preferenza da parte degli elettori’.
Una mozione di maggioranza che metta nero su bianco l’impegno a modificare l’Italicum. E’ la richiesta che Ap rivolge al Pd, al termine della riunione del gruppo. L’ipotesi – viene spiegato – è quella di lavorare a un testo comune, in cui si espliciti l’esigenza di intervenire sull’impianto della legge, ma senza entrare nel merito delle modifiche da apportare. Il mandato consegnato al presidente del gruppo, Maurizio Lupi, è quello di avviare i contatti, già nel pomeriggio, con il Partito democratico. “La nostra mozione – spiega il deputato Dore Misuraca – è pronta ed è piuttosto articolata, ma il senso politico di una mozione unitaria è da noi considerato indispensabile e lo ricercheremo fino all’ultimo. Non vogliamo essere costretti a presentare la nostra mozione”.
Il Partito democratico apre all’ipotesi di una mozione di maggioranza, cosi’ come richiesto dal gruppo di Ap alla Camera. Stando a quanto riferisce un esponente di primo piano del partito, la possibilita’ che si lavori da oggi pomeriggio a un testo comune “e’ verosimile”. Proprio per questo, inoltre, potrebbe essere spostata a domani la riunione del gruppo Pd di Montecitorio, prevista per questa sera.
“L’Italicum va cancellato tout court in quanto non e’ una legge migliorabile perche’ e’ antidemocratica e incostituzionale”. Il Movimento 5 Stelle boccia senza appello l’Italicum e, alla vigilia del voto sulla mozione presentata da Sinistra italiana, rilancia il ‘Democratellum’, la proposta di legge elettorale che mira a introdurre un sistema proporzionale corretto con preferenze e – novita’ – un voto di ‘penalizzazione’ per eliminare dalla lista un candidato, “senza alcun premio di maggioranza”. Inoltre, la proposta – frutto della consultazione on line a cui hanno partecipato 30mila cittadini con piu’ di 200mila voti espressi – prevede che non vi siano coalizioni pre-elettorali per evitare “alleanze tattiche” prima del voto e consiste in “un sistema che consente a una forza politica che ottenga attorno al 40% dei consensi di avere oltre il 50% dei seggi”. Sono vietate le candidature plurime, mentre lo sbarramento e’, in un certo senso, doppio: le circoscrizioni sono a base pluri-provinciale e il territorio italiano e’ stato diviso in 42 circoscrizioni. In 33 circoscrizioni su 42 (che assegnano 373 seggi, ossia il 60% del totale) lo sbarramento naturale e’ superiore al 5%; nelle altre 9 circoscrizioni (che assegnano 245 seggi, ossia circa il 40% dei seggi della Camera) lo sbarramento e’ inferiore al 5%. Il sistema di voto targato 5 Stelle e’ contenuto nella mozione che i pentastellati hanno presentato questa mattina e si rifa’ al testo depositato nel 2014. In una lettera aperta rivolta al premier Matteo Renzi e datata 16 giugno del 2014, pubblicata sul blog di Beppe Grillo, i 5 Stelle spiegavano: “Il Democratellum favorisce la governabilita’, senza presentare profili di incostituzionalita’. Il suo impianto limita la frammentazione dei partiti e avvantaggia le forze politiche maggiori”.
Sempre nella lettera aperta del giugno 2014 indirizzata a Renzi, i 5 Stelle scrivevano, per spiegare la loro proposta, il ‘Democratellum’: “Il sistema non richiede coalizioni pre-elettorali e cosi’ evita che i partiti debbano annacquare la propria proposta elettorale a causa di alleanze tattiche obbligate, che, nell’esperienza italiana, si sono rivelate meri espedienti elettorali incapaci di reggere alla prova del governo del Paese. Sulla base della nostra proposta, inoltre, una forza politica che ottenga un deciso consenso elettorale potra’ governare anche da sola, senza che sia necessario raggiungere la maggioranza assoluta dei voti. In estrema sintesi sono questi gli obiettivi cui il Democratellum e’ diretto. Esso non e’ avanzato per favorire il MoVimento 5 Stelle ma per perseguire una democrazia compiuta ed un sistema politico piu’ utile ai cittadini. Non si tratta infatti di un proporzionale puro, bensi’ di un sistema che consente a una forza politica che ottenga attorno al 40% dei consensi di avere oltre il 50% dei seggi”. I 5 Stelle spiegano, nella relazione introduttiva alla proposta di legge depositata: “Il sistema di circoscrizioni di dimensione intermedia realizza di fatto uno sbarramento del 5% anche se, grosso modo, anche le forze inferiori al 5%, sebbene fortemente sottorappresentate, potranno ottenere qualche seggio, mentre tra il 5 ed il 10% e’ assai probabile che vi sia una certa sottorappresentazione”. All’articolo 4 si legge: “Ogni elettore dispone di un voto per la scelta di una lista ai fini dell’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, da esprimere su una scheda recante il contrassegno e l’elenco dei candidati di ciascuna lista. L’elettore dispone altresi’ di un voto per la penalizzazione di uno dei candidati inseriti nella lista votata, da esprimere cancellandone il nome dall’elenco. Nelle circoscrizioni, o quanto alle circoscrizioni metropolitane nelle ripartizioni, che assegnano almeno quindici seggi, l’elettore puo’ penalizzare due candidati. Ogni elettore dispone inoltre di un voto di preferenza, da esprimere su una diversa scheda scrivendo il nome del candidato che si intende preferire. Nelle circoscrizioni, o quanto alle circoscrizioni metropolitane nelle ripartizioni, che assegnano almeno quindici seggi, l’elettore puo’ esprimere due preferenze”.