PROTESTE A BELGRADO, TENSIONI CON KOSOVO
Centinaia di sostenitori del fronte conservatore ostili a un governo di coalizione fra socialdemocratici e partiti della minoranza albanese hanno fatto irruzione ieri sera nel Parlamento di Skopje. Evacuati deputati e giornalisti, almeno 45 persone ferite negli scontri. Il presidente Ivanov ha convocato i partiti. Il premier serbo Vucic, bersaglio di proteste nel suo Paese, paventa un riaccendersi delle tensioni nei Balcani.
La polizia macedone ha completato in tarda serata lo sgombero del parlamento a Skopje con l’evacuazione di tutti i deputati e dei manifestanti che avevano fatto irruzione nell’edificio in segno di protesta per l’elezione alla presidenza dell’Assemblea di un esponente della minoranza albanese. Come hanno riferito i media locali, la polizia sta controllando l’eventuale presenza di altre persone che abbiano bisogno di assistenza medica in stanze e uffici. I feriti nei tafferugli e nelle violenze avvenute in parlamento sono stati almeno 45, compresi numerosi deputati e tre poliziotti. Tutti gli ingressi dell’edificio sono presidiati da agenti mentre a difesa del parlamento sono state erette barriere metalliche. Il presidente Gjorgje Ivanov ha convocato per oggi i leader di tutti i partiti per cercare di risolvere la situazione di profonda crisi. In un breve intervento in tarda serata ha lanciato un invito alla calma e alla moderazione affermando che solo il popolo macedone puo’ risolvere i suoi problemi. Inviti al dialogo e alla fine delle violenze sono venuti da numerosi ambasciatori esteri e dal commissario Ue all’allargamento Johannes Hahn.
Le autorita’ di Tirana hanno reagito agli atti di violenza avvenuti ieri sera nell’aula del parlamento dell’ex Repubblica jugoslava della Macedonia (Fyrom) facendo “appello alla calma ed alla maturita’”. In un’intervista all’emittente televisiva albanese “Top Channel”, il premier Edi Rama ha parlato di “una situazione drammatica, dove realmente serve la massima calma. Gli albanesi della Fyrom devono evitare provocazioni”. In un comunicato ufficiale il ministero degli Esteri di Tirana ha sostenuto che “gli scontri e gli atti di violenza contro i rappresentanti eletti dai cittadini della Macedonia sono inaccettabili, e non degni di una democrazia parlamentare. La violenza non aiuta a risolvere la situazione”, precisa il ministero degli Esteri albanese, invitando “tutti gli attori politici a dimostrare autocontrollo e non fare uso di retoriche che portano ad un escalation della situazione”.
Anche il presidente del Parlamento albanese Iir Meta si e’ detto preoccupato dell’evolversi della situazione, facendo appello “alle autorita’ macedoni di prendere le distanze dalla violenza, ed adottare immediatamente le dovute misure per fermare la violenza e le sue conseguenze. La stabilita’ della Macedonia – prosegue la dichiarazione di Meta – e’ molto importante per la stabilita’ e la sicurezza dei Balcani, e per il suo futuro. In questi momenti critici e’ richiesta maturita’, calma, dialogo politico ed azioni che servono alla normalizzazione della situazione”, ha ribadito Meta. Il leader dell’opposizione Lulzim Basha da parte sua ha sottolineato “il massimo sostegno agli albanesi della Macedonia ed al fattore politico albanese”, invitandoli “a rimanere uniti di fronte alle provocazioni e coordinare ogni azione politica in funzione della stabilita’ e della democrazia. L’interesse di tutti noi e’ una Macedonia democratica, dalla chiara prospettiva euroatlantica”, ha dichiarato Basha.