‘PER L’ITALIA SEMBRA RAGGIUNTA LA CORREZIONE DEI CONTI’
“A una prima occhiata”, la manovra italiana da 0,2% sembra aver raggiunto lo scopo di correzione dei conti: lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, rispondendo a una domanda dei giornalisti. “Stiamo valutando i piani di stabilita’ e riforme italiani e di altri Paesi, per l’Italia sappiamo che questa valutazione e’ particolarmente complessa perche’ bisogna valutare la regola del debito e la manovra da 0,2%. E questa, a prima vista, sembra essere tale”, ha aggiunto.
La manovra e’ stata “anticipata da un ampio dibattito sulla richiesta di correzione” da parte di Bruxelles ma “si tratta di una correzione molto contenuta, due decimi di punto di Pil, pari a 3,4 miliardi”. Lo ha detto il ministro Pier Carlo Padoan, che ha anche chiesto alla Ue di riconsiderare gli elementi con cui vengono valutati i bilanci dei singoli stati membri.
“Stiamo valutando” la compatibilità delle leggi di bilancio dei diversi Paesi europei con gli impegni e le norme comunitarie sui conti pubblici. “Sappiamo che questa valutazione è particolarmente complessa nel caso dell’Italia e include l’impegno addizionale dello 0,2% di correzione del deficit. A prima vista, dalla nostra valutazione preliminare, sembra che l’Italia sia in linea, ma le conclusioni finali saranno date nel pacchetto economico di primavera”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, nel corso del quotidiano punto stampa di mezzogiorno dell’esecutivo comunitario.
“Non commentiamo commenti, né entriamo nella politica partitica interna agli Stati”, ha detto Dombrovskis rispondendo a una domanda sulle recenti dichiarazioni del segretario del Pd Matteo Renzi sull’Europa. La Commissione sta certamente valutando l’impatto della Brexit sul mercato dei derivati, la maggior parte del quale si trova in Gran Bretagna, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, presentando le nuove regole sulle controparti centrali. Dombrovskis ha spiegato che l’idea di rafforzare le regole non e’ nuova, ma “nel contesto della Brexit la situazione sta cambiando”. Perche’ “certamente la maggior parte dei derivati si trova chiaramente nel Regno Unito e quindi dobbiamo valutare che implicazioni ha per la stabilita’ finanziaria”, ha aggiunto.