La Legge di Bilancio “bollinata” dalla Ragioneria dello Stato ha innescato una nuova ondata di attriti nel Governo, con Forza Italia che punta il dito contro il metodo e i tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). I fronti di scontro principali restano la stretta fiscale sugli affitti brevi, la riforma dei dividendi societari e i tagli ai fondi per le metropolitane.
Il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha criticato aspramente l’inserimento di misure non concordate, affermando con decisione: “Decide la politica, non i grand commis” (alti funzionari statali).
La misura più contestata resta l’aumento della tassazione (cedolare secca) sugli immobili affittati ai turisti, che Tajani si impegna a eliminare. “Siamo contrari a qualsiasi tassa e adesso in Parlamento faremo di tutto per tornare allo stato attuale”, ha dichiarato, annunciando la presentazione di emendamenti in Senato.
Anche la Lega, pur essendo al Governo, prende le distanze. Il leader Matteo Salvini ha definito la misura “una tassa sciocca, con gettito minimo, che lede la proprietà privata”, assicurando che “verrà cancellata” in quanto “entrata in manovra in modo distratto”. Fratelli d’Italia, tramite Gianluca Caramanna (responsabile Dipartimento Turismo), ha tentato di smorzare i toni, ribadendo la tutela della proprietà privata e promettendo che un punto di incontro sarà trovato.
Intanto, Maurizio Lupi (Noi Moderati) propone una soluzione alternativa: abbassare la cedolare secca al 15% per gli affitti a canone libero, incentivando così i contratti a lungo termine.
Il secondo fronte di tensione riguarda i tagli ai ministeri emersi dalle tabelle della spending review. In particolare, FI contesta il definanziamento di 80 milioni di euro per le metropolitane: 50 milioni in meno per la Metro C di Roma, e tagli da 15 milioni per la M4 di Milano e il collegamento Napoli-Afragola.
Tajani ha nuovamente chiamato in causa il collega leghista: “Credo che il ministro Salvini debba occuparsi anche della città di Roma” e “convinca Giorgetti a rifinanziare Napoli-Afragola”.
La Lega ha replicato immediatamente tramite il vicesegretario Claudio Durigon, smentendo la presenza di veri e propri tagli. Secondo la Lega si tratterebbe solo di una “rimodulazione” che permette di “utilizzare le risorse e non di tagliarle”, invitando Tajani a informarsi meglio in Consiglio dei Ministri.
Forza Italia mantiene una posizione critica anche sulla riforma dei dividendi che, limitando i benefici fiscali a chi detiene una partecipazione superiore al 10%, mira a generare circa un miliardo l’anno a regime. Tajani ha confermato che anche su questo punto verranno presentati emendamenti per eliminare la stretta.
Nonostante il forte scontro sulle singole misure, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha assicurato che “La manovra non è blindata” e che “il Parlamento farà il suo mestiere”, ponendo però un limite invalicabile: “non possono essere messi in discussione i saldi di bilancio”.