Attesa in queste ore la lettera di Bruxelles all’Italia ed altri Paesi con le richieste di chiarimento sulla bozza di bilancio. La Commissione Ue non commenta, il presidente di Confindustria Boccia invita l’Europa ad essere ‘piu’ coraggiosa, meno dogmatica e ragionieristica’; il ministro Delrio osserva: da parte dell’Ue c’e’ ‘un’attenzione maniacale sui decimali, non la stessa nel promuovere l’economia reale’ ed il ministro Alfano minimizza: ‘Se ci arrivera’ la letterina faremo come hanno fatto altri Paesi, ovvero faremo niente’. Il viceministro Zanetti annuncia: la rottamazione vale per tutte le cartelle esattoriali, non solo di Equitalia.
La lettera è attesa anche da Belgio, Spagna, Portogallo, Estonia e forse Francia e Olanda. Sull’Italia i dubbi sono le troppe una tantum e il piano nazionale antisismico, considerato non emergenziale. Renzi minimizza: e’ un dibattito fisiologico. Boccia: lettera Ue? parliamo di piccoli decimali, non mi pare ci siano grandi preoccupazioni del governo. Pressing Boldrini: governo si sbrighi a dare subito il testo della legge.
“Sono convinto che l’Unione europea non boccerà la Manovra, perchè è una manovra forte, per la crescita, per l’Italia e perchè aiuta tutta l’Europa”. Lo ha detto Claudio De Vincenti in un intervento su Rainews24. “L’Europa si renderà conto di quello che abbiamo detto, che bisogna guardare avanti e costruire il futuro per i nostri figli e questo passa per la crescita e non per l’austerità -ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio-. Noi pensiamo che l’Italia e tutti i Paesi europei devono fare investimenti, questo serve a tutti”. De Vincenti ha sottolineato: “Quest’anno noi non chiediamo nessuna flessibilità, diciamo solo che ci sono le spese per la ricostruzione e quelle sui migranti sulle quali chiediamo lo 0,3 in più. Per la precisione, queste spese assommano allo 0,4, quindi confido che l’Ue accetti che lo 0,3 venga riconosciuto”.
“Vediamo quando arriva la lettera, parliamo di piccoli decimali, non mi pare ci siano grandi preoccupazioni a livello di governo”. Cosi’ il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell’assemblea di Confitarma, ha risposto a chi gli chiedeva dell’attesa lettera dell’Ue con la richiesta di chiarimento sulla Manovra. Secondo Boccia, l’elemento essenziale e’ che “occorre definire un nuovo paradigma: un patto della crescita e della stabilita’. E la crescita e’ una precondizione della stabilita’”.
“Renzi sono due anni che ci sta indebitando per dei bonus che non creano sviluppo economico per ripagare il debito l’anno dopo, e questo ormai l’UE l’ha capito, noi abbiamo perso tantissima credibilita’”. Lo afferma Luigi Di Maio (M5s) a Rtl 102.5. “Io credo che si possa fare deficit in questo Paese, ma per investimenti produttivi”, ma “invece vedo deficit per dare qualche mancia elettorale in vista del referendum per provare a far vincere il Si’, lo ha gia’ fatto in passato, lo ha gia’ fatto prima delle amministrative, ma questo modo di gestire il debito dei cittadini italiani e dei nostri figli e’ criticabile, e l’UE lo sa”. Quanto allo scontro tra Renzi e Bruxelles, Di Maio sottolinea: “A me sarebbe piaciuto lo stesso scontro pero’ nei fatti”. “Il Premier Renzi – prosegue – oltre a protestare in conferenza stampa non e’ che abbia battuto i pugni sul tavolo quando era il momento, lui continua a dire che diamo venti miliardi di euro all’UE ogni anno e ne rientrano solo dodici, bene, ma allora passi ai fatti. Se questa UE che noi paghiamo venti miliardi di euro ogni anno non fa quello che dovrebbe fare, allora cominciamo a trattenere una parte del contributo economico che trasferiamo ogni anno e gestiamo la crisi migranti almeno con maggiore efficienza”. “Io vedo semplicemente un Presidente del Consiglio che inizia lo scontro con l’Unione Europea in vista di qualche campagna elettorale perche’ scontrarsi con l’Unione Europea fa consenso in questo Paese, e lo fa a giusta ragione perche’ ricordiamoci che l’UE che doveva proteggere il nostro mercato interno ha massacrato i nostri agricoltori con trattati come quello sulle arance marocchine o sull’olio tunisino. Io sono stato a Vittoria, che e’ il secondo mercato ortofrutticolo d’Italia, dove gli agricoltori sono nelle grinfie di debiti, delle banche, e stanno per chiudere bottega a causa di questi trattati scellerati”, conclude il vicepresidente della Camera.
“Ho il dovere di garantire il buon andamento dei lavori e mi preoccupo per questo ritardo, tanto piu’ perche’ siamo di fronte a una nuova legge di Bilancio, di cui e’ nuovo anche l’iter. L’auspicio e’ che il provvedimento arrivi quanto prima, anche perche’ a rendere piu’ complessa l’organizzazione dei lavori c’e’ l’arrivo concomitante del decreto fiscale, che anch’esso comincera’ il suo cammino parlamentare dalla Camera. E tutto si dovra’ svolgere ovviamente anche tenendo conto dei tempi e delle esigenze del Senato”. Cosi’, in un’intervista a la Repubblica, la presidente della Camera Laura Boldrini, in merito al ritardo dell’approdo della MANOVRA in Parlamento. “Non entro nel gioco delle ipotesi che possono spiegare questo ritardo. Quale che ne sia la ragione, per me e’ essenziale che la Camera – spiega – abbia a disposizione tempo sufficiente per poterla analizzare, discutere e votare”. Boldrini poi evidenzia le novita’ di rilievo della legge di bilancio perche’ “vorrei che venissero valorizzate, anche nell’esame parlamentare. Due in particolare. Una e’ il ‘bilancio di genere’. Rendera’ chiaro attraverso l’analisi degli indicatori che promuovere l’occupazione femminile e’ essenziale per far crescere la ricchezza di tutto il Paese. E fara’ capire anche che le donne torneranno a fare figli solo se avranno un lavoro”.
L’altra “e’ costituita dagli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (Bes), che andranno scelti tra i 140 adottati dalle Nazioni Unite per raggiungere i 17 obiettivi fondamentali dell’Agenda 2030, quella orientata a uno sviluppo sostenibile. Usciamo finalmente dalla logica esclusiva del Pil, che da solo non basta a misurare il livello di sviluppo di una societa’ e del benessere dei singoli cittadini. Ma per riuscire a far entrare in funzione questi indicatori gia’ nel Def del prossimo aprile bisogna costituire un comitato di esperti, anzi bisognava averlo gia’ fatto a settembre. E’ compito del governo metterlo insieme e su questo punto ho gia’ scritto al presidente Renzi e al ministro Padoan”.