Fiori bianchi sulle bare di Marisol e Giulia, tra le piu’ piccole vittime del sisma. Le vegliano i rispettivi papa’, rimasti feriti durante le scosse, mentre le madri sono ancora ricoverate in ospedale. Poi c’e’ Patrizia, scampata al terremoto che le ha lasciato pochi segni sul corpo ma la morte nell’anima: a Pescara del Tronto sono rimasti uccisi nel crollo della casa di famiglia suo marito, il figlio e gli anziani genitori. Tra i nuclei piu’ colpiti i Pala, i Cafini e i Rendina, che contano numerosi morti. C’e’ chi offre il proprio loculo nel cimitero di Ascoli visto che il camposanto di Arquata e’ inagibile.
La conta dei danni, di vite umane e di edifici, e’ continuata in una giornata che si e’ aperta con un’altra scossa, alle 6:28, ad Amatrice. E molta paura, per le persone – sfollati ma non solo – che stanno sperimentando questa lunga serie sismica. Domani, ad Ascoli, nella palestra davanti all’ospedale Mazzoni, funerali solenni delle vittime, alla presenza del capo dello Stato Mattarella, del premier Matteo Renzi e dei presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso. In concomitanza col rito, il presidente del Consiglio ha proclamato una giornata di lutto nazionale con l’esposizione di bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici.
Sono 34 le bare gia’ composte all’interno della palestra comunale del quartiere di Monticelli. Fra queste, quelle di due bambine, Marisol, di neppure due anni, e Giulia, sorella di Giorgia, la bimba di 5 anni che invece ce l’ha fatta e domani festeggera’ il suo compleanno in ospedale. Non e’ escluso che Mattarella vada a portarle un regalo. Boldrini, questa mattina, si e’ incontrata con il governatore Luca Ceriscioli e i parlamentari delle Marche. “La gente – ha detto – ha paura di essere abbandonata: il retropensiero e’ il terremoto dell’Aquila. Non dobbiamo creare nuovi insediamenti”. I terremotati “non vogliono allontanarsi dalle loro case, dai loro paesi. Soprattutto le persone anziane, per questo dormono nelle tendopoli, e non negli hotel. Anche se nelle Marche molte strutture ricettive hanno dato la loro disponibilita’ ad accoglierli, e sono stati allestiti alloggi in varie strutture fisse”, ha osservato Ceriscioli, secondo cui “e’ di fondamentale importanza effettuare in tempi rapidi il passaggio degli sfollati dalle tende ai moduli. Sono gia’ iniziate con i tecnici degli enti e dei Comuni le verifiche di agibilita’ degli edifici dove possibile”. Perche’ mentre la conta dei danni e’ ancora all’inizio, e interessa anche aree fuori dalla zona ‘cratere’ (il Maceratese il piu’ colpito, con gli sfollati gia’ arrivati a quota 480 e un crescendo di richieste di sopralluoghi), si comincia a pensare anche alla ricostruzione. “Siamo tuttora concentrati sull’emergenza – ha affermato Anna Casini, vice presidente della giunta e assessore all’edilizia pubblica, al governo del territorio e alla tutela del paesaggio, un architetto esperta di pianificazione territoriale -, non abbiamo ancora affrontato ‘la fase due’. Ma la filosofia seguita da Marche e Umbria dopo il sisma del 1997 ci piace molto”. La macchina della Protezione civile funziona intanto a pieno regime. Sono 200 i posti di ricovero in tenda allestiti (in 177 tende), compreso un modulo completo di assistenza, con tende, letti, cucine e servizi sanitari; 665 i posti letto. Per riscaldare le tendopoli di notte ci sono 150 riscaldatori. Due i punti medici avanzati (con medici, infermieri, anestesisti e psicologi, questi ultimi particolarmente richiesti). I feriti ancora ricoverati sono 34 nell’ospedale di Ascoli Piceno, 19 in quello di San Benedetto del Tronto, 11 in strutture private convenzionate, 11 ad Ancona, dove sono stati dimessi i primi due pazienti.