Al Quirinale seconda giornata di consultazioni per la formazione del nuovo Governo. Mattarella ha incontrato oggi 17 delegazioni. Il Capo dello Stato intende chiudere in fretta la crisi, possibilmente entro sabato quando tocchera’ al Pd. Intanto Renzi cerca di compattare il Pd in vista delle decisioni del Quirinale, ma nel partito il disagio e’ forte, Emiliano chiede le dimissioni anche da segretario. Il premier ha incontrato Gentiloni (due volte), Padoan e Martina. Matteoli riferisce che Berlusconi sabato proporra’ di fare la legge e andare subito alle urne. Brunetta incalza: ‘Via il premier ma il Pd garantisca un altro governo’. Meloni chiede legge elettorale e voto a marzo.
Altra giornata di consultazioni al Colle. Dopo l’approvazione della Legge di Bilancio e le dimissioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha iniziato i colloqui cominciando con le delegazioni dei partiti minori, tra cui Udc, Ala, Psi e Fratelli d’Italia e a chiuso in serata con quella della Lega Nord. Sabato il presidente della Repubblica terminera’ con i tre gruppi maggiori presenti in Parlamento, ovvero Forza Italia, Movimento Cinque stelle e Partito democratico. Da quanto trapela dal Quirinale, Mattarella vorrebbe evitare di andare al voto con la legge elettorale esistente – Italicum alla Camera e Consultellum al Senato – neppure dopo le possibili correzioni della Corte costituzionale attese per il 24 gennaio. Probabile pero’ che non si riesca ad arrivare alla scadenza naturale della legislatura, nel 2018. L’orientamento dunque sembra essere quello di un esecutivo a termine, che non duri piu’ di sei-sette mesi.
Nessuna chance dovrebbe avere neppure il governo di “responsabilita’ nazionale” auspicato da Renzi. A complicare ulteriormente il quadro, pero’, la notizia della Banca Centrale Europea che avrebbe respinto la richiesta di proroga per concludere l’aumento di capitale richiesta da Mps rispetto al termine del 31 dicembre. L’istituto senese aveva chiesto tempo fino al 20 gennaio per completare l’operazione. Notizia che portera’ necessariamente ad una accelerazione nella formazione del nuovo esecutivo. Il premier dimissionario ha preso atto che si sta aprendo la strada per un governo guidato da una delle personalita’ da lui indicate e, dopo la pausa dell’immacolata trascorsa a casa, e’ tornato a Palazzo Chigi per un incontro con Paolo Gentiloni e Pier Carlo Padoan. Nomi gia’ fatti trapelare dal premier per tastare il terreno e per chiudere la strada a Dario Franceschini. Il ministro dei beni culturale e leader della corrente Dem e’ stato in queste ore sospettato di aver consultato anche Silvio Berlusconi sull’ipotesi di una sua camdidatira a Palazzo Chigi. Ma se su Padoan, e’ lo stesso Renzi ad avere molte riserve – troppo collegato a D’Alema, dicono a Palazzo Chigi – Gentiloni, sembra la soluzione piu’ probabile per guidare il nuovo esecutivo. Dopo l’incontro in mattinata, il ministro degli Esteri e’ tornato a Palazzo Chigi una seconda volta nel tardo pomeriggio. Lunedi’, dopo una domenica di riflessione, Mattarella dovrebbe tirare le fila e affidare da subito – anche in vista del Consiglio europeo di giovedi’ 15 dicembre – un mandato pieno al nuovo presidente del Consiglio che guidi il governo per licenziare una legge elettorale compatibile sia per la Camera sia per il Senato e per varare misure urgenti in campo sociale.