No ai muri, vincano accoglienza e rispetto delle leggi non egoismo e paura. Il problema dei migranti non si risolve con un ‘vietato l’ingresso’, ma con serieta’ e responsabilita’. Sergio Mattarella apre il Meeting di Rimini nel segno di un’Italia che deve essere piu’ unita e solidale per non diventare piu’ debole. Usiamo la nostra civilta’ contro il terrorismo, dice ai giovani di Cl.
“Non ci difenderemo alzando muri o barriere divisorie al nostro interno, al contrario”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al meeting di Rimini. E’ il momento “di ricominciare a costruire ponti e sviluppo, un destino da condividere, una condivisione di benefici e responsabilita’, una condivisione delle difficolta’, dei diritti e dei doveri”, aggiunge.
“L’Io non e’ autosufficiente. L’io ha bisogno del tu come l’aria per respirare e contiene l’esigenza di diventare un noi. Il noi e’ la comunita’, il noi e’ anche la storia. Il noi e’ la democrazia. Il futuro si costruisce soltanto insieme”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, nel suo intervento al Meeting di Cl a Rimini. “La discusisone pubblica, la politica- aggiunge- e’ spesso dominata dal presente, passare dall’io al noi ci permette di guardare piu’ lontano”. “Dobbiamo progettare insieme un futuro migliore per noi, per i nostri figli e per nostri nipoti, per spezzare la catena dell’autoreferenzialita’, dell’egoismo della politica e del tessuto sociale e’ necessario dar valore al dialogo, dar valore all’altro”.
“L’egoismo non genera riscatto civile. Puo’ dare a qualcuno l’illusione di farcela da solo, mentre altri soccombono”, dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, al Meeting di Cl, ammonisce: “La tentazione dell’isolamento rischia di pregiudicare anche le grandi opportunita’ di comunicazione che la scienza ci mette a disposizione, sovvertendone la funzione. Basta pensare alla tendenza di molti di collegarsi sul web soltanto a quelli che la pensano come loro, in circuiti ristretti e chiusi”. “Ci si illude cosi’ – e’ il ragionamento di Mattarella – che il mondo appartenga soltanto a chi la pensa come noi, riversando spesso su chi la pensa diversamente soltanto astio e livore. Ne risulta cancellato il confronto delle idee, lo scambio di conoscenza, il valore delle esperienze altrui: in una parola la comunita’ e la sua tensione culturale. Quando l’io perde l’opportunita’ del noi, tutta la societa’ diventa piu’ debole e meno creativa. La liberta’, in realta’, e’ indivisibile: non esiste se non ne godono tutti. Lo stesso benessere non resiste, non si consolida se non e’ condiviso. Occorre comprendere che ci si realizza davvero soltanto insieme agli altri e non da soli”, conclude il capo dello Stato, secondo cui anche le “aggressioni compiute nei confronti delle donne negli ultimi tempi” sono ascrivibili all’egoismo.
“La Repubblica italiana ha appena compiuto 70 anni. Anch’essa è giovane. I tempi biologici sono più lunghi per le istituzioni. Ha già affrontato prove impegnative. Per diventare più forte ha bisogno di rinnovato entusiasmo, di fraternità, di curiosità per l’altro, di voglia di futuro, del coraggio di misurarsi con le nuove sfide”, ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottolineando come ai “giovani presenti e a quanti altri, con il loro generoso servizio volontario, rendono possibili queste giornate di incontro e di dialogo a Rimini, voglio dire che siete una risorsa preziosa per la nostra società. Sono qui anzitutto per ringraziarvi. E per incoraggiare, insieme a voi, tutti i giovani che sono disposti a mettersi in gioco per una speranza, per una passione, per una buona causa”. Per Mattarella “l’attitudine dei giovani a diventare protagonisti della propria storia costituisce comunque l’energia vitale di un Paese. Questa spinta vale più di qualunque indice economico o di borsa. La nostra società sta invecchiando e ci sono rischi oggettivi che le potenzialità dei giovani vengano compresse”. Il capo dello Stato ha ribadito che “è necessario prestare attenzione e dar spazio alla visione dei giovani. Senza farci vincere dalle paure. Dalle paure antiche e da quelle inedite. Attenti a non cadere nell’errore di ritenere nuove false soluzioni già vissute e fallite nel breve Novecento. Non ci difenderemo alzando muri verso l’esterno, o creando barriere divisorie al nostro interno. Al contrario”.Mattarella ha sottolineato come “tante nuove diseguaglianze stiano emergendo. Spesso sono proprio i giovani a pagarne il prezzo più alto. Occorre ricominciare a costruire ponti e percorsi di coesione e sviluppo. Occorre rendersi conto che vi è un destino da condividere. Stiamo parlando di condivisione dei benefici e delle responsabilità; e anche delle difficoltà. Condivisione dei diritti e dei doveri. Della memoria del nostro popolo e del suo sguardo verso il futuro”.
“Il nostro Paese è segnato da faglie antiche. A queste si sono aggiunte nuove divisioni, quelle prodotte dal naturale mutamento delle condizioni, non sempre regolato in maniera equilibrata, e quelle provocate dalla lunga crisi economica degli ultimi anni. Dobbiamo lavorare con impegno per ricomporre le ferite e rendere l’Italia più robusta, più solidale, più competitiva, più importante per la costruzione europea”.
Ricordando che “l’unita’ non e’ soltanto una questione di ordinamento giuridico o di solidita’ istituzionale. L’unita’ e’ anzitutto un fondamento etico e sociale comune, trasfuso in sentimenti e comportamenti vissuti”, Mattarella sottolinea che “questa visione e’ stata impressa, con straordinaria lucidita’ e lungimiranza, nei principi della nostra Costituzione, contenuti nella sua prima parte. E questo resta un obiettivo della Repubblica, da perseguire nel mutamento dei costumi, dei bisogni, nell’evoluzione del sistema sociale”. “L’unita’ del Paese – dice ancora – non e’ una conquista acquisita una volta per tutte. Passa oggi dalla crescita del Sud. Dalle concrete opportunita’ di lavoro per i giovani. Dal contrasto alle poverta’ e alle diseguaglianze. Dall’occupazione femminile. Dalla conciliazione dei tempi di cura e di lavoro. Da uno sviluppo delle reti sociali e comunitarie, che possono rinnovare e consolidare il welfare senza privarlo del suo carattere universalistico. L’unita’ del Paese e’ anche investimento nella ricerca e nei settori strategici, giustizia piu’ efficiente, integrazione e non esclusione di chi e’ sfavorito nelle condizioni di partenza. Dobbiamo tutti averne cura. Nessuno – ammonisce . puo’ seriamente pensare di farcela da solo. Allargare le divisioni ci rende piu’ deboli”.
“Gli inevitabili contrasti che animano la dialettica democratica non devono farci dimenticare che i momenti di unita’ sono decisivi nella vita di una nazione. E che talvolta sono anche doverosi. E’ un grande merito saperli riconoscere”. Sergio Mattarella parla dei settant’anni della Repubblica italiana ed ammonisce: “Un Paese che non sa trovare occasioni di unita’, diventa piu’ debole”.
“Ci vuole umanita’ verso chi e’ perseguitato, accoglienza per chi ha bisogno e, insieme, sicurezza di rispetto delle leggi da parti di chi arriva. Occorre severita’ massima nei confronti di chi si approfitta di essere umani in difficolta’, cooperazione con i Paesi di provenienza e di transito. Ci vuole intelligenza e visione per battere chi vuole la guerra”. “Nessuno può augurarsi che si verifichino spostamenti migratori sempre più imponenti ma così rischia di avvenire se ci si illude di risolvere il problema con un ‘vietato l’ingresso’ e non governando il fenomeno con serietà e senso di responsabilità” . Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento all’Inaugurazione del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini. “Ci può soccorrere, permettendo di governarlo in sicurezza, soltanto il principio che ci si realizza con gli altri – prosegue – Che vuol dire far crescere – sul serio e presto – possibilità di lavoro e di benessere nei Paesi in cui le persone hanno poco o nulla, perché, in concreto, il loro benessere coincide pienamente con il nostro benessere”. “La portata delle immigrazioni suscita apprensione. Si tratta di un’ansia e di una paura comprensibile che non va sottovalutata. Ma non dobbiamo farci vincere dall’ansia e dalla paura”. E che questo “snaturi le nostre conquiste, la nostra civilta’ e i nostri valori”.
“Con la nostra civiltà, e senza rinunciare ad essa, sconfiggeremo anche i terroristi. Che seminano morte per tentare di cambiare i nostri cuori e le nostre menti. E’ questa una sfida per gli Stati democratici. Ma anche per le religioni” . Cosi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso all’Inaugurazione del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini. “Il dialogo tra le fedi è oggi una necessità storica, è una condizione per conquistare la pace – prosegue – Il dialogo tra le fedi è un atto di umiltà, che può riconciliarci con la storia dell’uomo. E’ questo un tema di grande valore spirituale, che ha fortissime implicazioni politiche e sociali”. Secondo il presidente della Repubblica: “Il dialogo tra credenti di religioni diverse, dialogo sul destino dell’uomo tra