Il Presidente della Repubblica lancia un allarme sulla dissoluzione dei valori fondanti e sul rischio di un nuovo ordine basato sulla “sopraffazione con ogni mezzo”. L’Italia al fianco dell’Ucraina per una “pace equa e giusta”.
Un discorso improntato a un “realismo estremo” e senza “softer tones” è stato pronunciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del tradizionale scambio di auguri con il Corpo Diplomatico. Di fronte a 132 ambasciatori (assenti Russia e Bielorussia), il Capo dello Stato ha espresso forte preoccupazione per la situazione globale.
L’incipit del discorso ha fissato subito il punto cruciale: “Viviamo in un’epoca nella quale l’ordine internazionale che conoscevamo vacilla, senza che si intraveda, nell’immediato, un’alternativa.” Mattarella ha denunciato il tentativo di far prevalere “logiche di potenza e sopraffazione” che stanno accantonando valori ritenuti acquisiti come la dignità della persona, i diritti umani e l’eguaglianza tra gli Stati.
Il Presidente ha individuato nella guerra scatenata dalla Russia in Ucraina il momento in cui sono state “dissolte” le prospettive dell’Agenda 2030 dell’ONU, manifestando la volontà di creare un nuovo ordinamento “basato su sopraffazione con ogni mezzo, violenza, guerra, conquista, competizione tra gli Stati per l’accaparramento di risorse.” Questa ipotesi, ha avvertito, “va respinta.”
Il monito più grave ha riguardato l’armamento più distruttivo: “L’uso o la sola concreta minaccia di introdurre nei conflitti armamenti nucleari appare un crimine contro l’umanità.”
Mattarella ha utilizzato l’Unione Europea come modello, definendola “una delle più riuscite esperienze di pace tra i popoli e di democrazia,” pur con tutti i suoi difetti.
Sul tema della pace nel contesto ucraino, il Capo dello Stato ha pulito il campo dalle ipocrisie: “Il principio non può essere muovere guerra per fare la pace: è paradossale.” Ha giudicato “insensata la pace evocata da parte di chi, muovendo guerra, pretende in realtà di imporre le proprie condizioni.”
In un momento storico in cui si discute l’ipotesi di cessioni territoriali a Mosca, il Presidente ha assicurato che l’Italia e l’UE “restano saldamente al fianco dell’Ucraina e del suo popolo, con l’obiettivo di una pace equa, giusta, duratura e rispettosa del diritto internazionale dell’indipendenza, della sovranità, dell’integrità territoriale, della sicurezza ucraina.”
Mattarella ha messo in guardia contro un ritorno alle logiche del passato, dove “dinamiche puramente bilaterali pongono il più debole alla mercé del più forte.” Ha insistito sul fatto che “non è accettabile la pretesa che quelle dinamiche tornino a essere la misura di rapporti tra popoli liberi.”
Per un ordinamento internazionale equo e sostenibile, il Presidente ha proposto di riformare le priorità globali: “pace, sviluppo, eguaglianza, sicurezza alimentare, contrasto alla povertà, al cambiamento climatico, collaborazione nel libero commercio.”
La riflessione finale è stata un appello al coraggio: “Con coraggio vanno difese le ragioni di un ordinamento internazionale equo e sostenibile.”