L’esercito israeliano non esclude l’invasione di terra. Bilancio shock in Iran: 555 morti. Gas a +25% dopo la chiusura di Hormuz. Meloni convoca il vertice a Palazzo Chigi.
La notte appena trascorsa ha visto il Libano diventare il nuovo epicentro del conflitto. Israele ha lanciato raid massicci su Beirut e nel sud del Paese, colpendo quello che fonti militari definiscono un “importante obiettivo terroristico”, probabilmente il leader di Hezbollah, Naim Qassem.
Il bilancio del conflitto e il fronte libanese
- Vittime in Iran: La Mezzaluna Rossa aggiorna il bilancio a 555 morti dall’inizio dell’operazione “Furia Epica”.
- L’ombra dell’invasione: L’Idf ha dichiarato che i combattimenti potrebbero durare giorni e che l’opzione di un’operazione di terra in Libano è “sul tavolo”.
- Rappresaglia di Teheran: Nuove piogge di missili su Gerusalemme, Dubai e Doha. L’Iran rivendica l’abbattimento di un caccia F-15 statunitense in Kuwait, mentre la Francia si dice pronta a intervenire militarmente per difendere i Paesi del Golfo.
Crisi Energetica: Schizzo del prezzo del gas
La chiusura dello Stretto di Hormuz sta già provocando un terremoto economico. Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha registrato un +25% sul mercato del gas nelle prime ore della giornata. Il timore è che un blocco prolungato possa innescare una crisi energetica simile a quella del 2022.
Meloni e Tajani: “Massima prudenza per gli italiani”
La Premier Giorgia Meloni ha presieduto un vertice d’urgenza a Palazzo Chigi con i ministri Tajani e Crosetto (quest’ultimo ancora bloccato negli Emirati) e i vertici dell’intelligence. L’Unità di Crisi della Farnesina monitora costantemente i circa diecimila italiani nell’area. Meloni è in contatto diretto con il Re di Giordania, il Sultano dell’Oman e Ursula von der Leyen. Tajani ha confermato il rafforzamento delle missioni Aspides e Atalanta per proteggere i mercantili nel Mar Rosso.
Il “Security College” a Bruxelles
Mentre un drone ha colpito la base britannica di Akrotiri a Cipro (costringendo al rinvio del vertice UE sull’isola), Ursula von der Leyen ha convocato per oggi alle 13:00 un “Security College” straordinario. L’Europa cerca una linea comune, ma appare divisa tra la necessità di difesa e l’assenza di una politica estera unitaria.